Madreperla (Giuseppe Nobile)
La band romana ci racconta il proprio mondo attraverso il disco d'esordio.
Articolo a cura di Francesco De Sandre - Pubblicata in data: 29/10/13
Ciao ragazzi e benvenuti si Spaziorock. Presentatevi: come nascono i Madreperla? Da dove l'origine del nome?

 

I madreperla nascono nel 2005 da un'idea di Teo (chitarra elettrica) e Fabio (voce e chitarra elettrica). Trovandosi entrambi trapiantati a Roma e reperito un batterista, danno vita alla prima "pelle" della band, un trio scarno ma con le idee chiare. Qualche tempo dopo si sente la mancanza di un bassista, Fabio e Teo devono continuamente palleggiarsi il basso a turno per ovviare alla mancanza di un quarto, così, nel 2006 entro nella formazione io, Giuseppe (basso e seconda voce) e la band si completa. Circa un anno e mezzo dopo entra a farne parte l'ultimo membro della formazione attuale, Andrea (batteria), che sostituisce il primo batterista.Il nome Madreperla credo che rispecchi oggi più che mai la nostra musica, richiama a qualcosa di primordiale, di grezzo, ma allo stesso tempo raro e rifinito.

 

Raccontateci cosa significa per voi "HO QUASI 30 ANNI E SONO PIENO DI DEBITI" sia in ottica artistica che a livello attuale.

 

Il titolo è emblematico, e sta a sintetizzare l'intero concept del disco, e della nostra situazione attuale, come quella di milioni di giovani e non più giovani in questo paese. La vita reale e quella artistica in questo caso vanno di pari passo. In questo album raccontiamo storie, sfoghi di gente comune, come noi, che si sveglia tutte le mattine con la speranza che siano ancora gli anni '80, quegli anni di benessere e serenità, quelli della nostra infanzia insomma. Storie di quella stessa gente che alla fine si rende conto, tra un caffè e l'altro, che si deve uscire di casa per cercare di mettere in fila il pranzo e poi la cena.

 

Quali sono i dischi o gli artisti che ascoltate nel tempo libero? È possibile che essi ispirino le vostre creazioni?

 

Credo che sia impossibile non lasciarsi in qualche modo influenzare o quanto meno essere ispirati o trascinati dalle influenze musicali che ognuno di noi si porta dietro. Il background di ascolti per un musicista è fondamentale e formativo. Sicuramente siamo figli del rock degli anni '70 e '90 americano, inglese e italiano, per lo più, ma alla fine siamo tutti e quattro degli "onnivori musicali", che ascoltano qualsiasi cosa abbia un contenuto ed una forma degni di essere apprezzati artisticamente.

 

In che modo avete deciso di parlare di tematiche sociali nei vostri pezzi?

 

In realtà vivendo noi stessi molte delle situazioni dei brani, ci è venuto piuttosto spontaneo, non ne abbiamo mai discusso a tavolino, abbiamo solo iniziato a suonarli e sono cresciuti da soli.

 

Quali sono le vostre opinioni personali sulle prospettive socio-economiche del nostro paese?

 

Credo che debbano cambiare molte, forse troppe cose, per far risollevare il paese in questo difficile momento storico che ci ritroviamo a vivere. Finchè non cambieranno i modi di pensare, la cultura "italiota", soprattutto di chi governa, questo paese non uscirà mai a testa alta dalla crisi.

 

Vi sentite portavoce del disagio giovanile attuale?

 

Portavoce no, forse è una parola un pó grossa, siamo solo 4 voci all'interno della folla, che urlano i propri disagi, sfruttando un diverso linguaggio, quello musicale.

 

Di cosa vi occupate quando non siete i Madreperla?

 

Io e Teo siamo dei tecnici audio, lavoriamo in uno studio di doppiaggio e post-produzione, Fabio fa il commerciale e Andrea è un tecnico informatico.

 

Avete già in lista qualche appuntamento live con i vostri fans?

 

Abbiamo appena presentato ufficialmente il disco a Roma, il 15 ottobre, e stiamo definendo le date successive, al momento non abbiamo niente di confermato, ma il tour promozionale partirà a brevissimo.

 

Quali sono le vostre ambizioni come band? E come giovani in generale?

 

Fare le rock-star a tempo pieno? ...scherzi a parte, ci piacerebbe fare della musica il nostro mestiere e sostentamento primario, ma per il momento ci accontentiamo di suonare del buon rock'n'roll a un volume piuttosto alto!

 

Grazie per la disponibilità e i migliori auguri per il futuro.

 

Grazie a te, a presto!




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