Tyketto - Strenght In Numbers Live
“Strength In Numbers Live”: un vero e proprio regalo in occasione del festeggiamento delle “nozze d’argento” tra la band e il suo pubblico, a suggello di un legame inossidabile


Articolo a cura di Ludovica Iorio - Pubblicata in data: 16/11/19
Già a partire dal Live from Milan di due anni fa, in cui era stato eseguito l’intero debut album “Don’t Come Easy” e filmata la performance nell’ambito del Frontiers Rock Festival, anche questa volta dai Tyketto continua a trasparire la volontà di prosecuzione nel cammino di celebrazione delle proprie origini. Nonostante la piena esplosione grunge e l’improvvisa recessione dal contratto da parte dell’allora casa discografica Geffen, il secondo capitolo della band del New Jersey, “Strength in Numbers”, venne alla fine reso disponibile nel 1994 a quella fetta di pubblico che non smetteva di sostenerli nella loro sfida ormai quasi anacronistica di mantenere in vita il rock melodico/AOR che aveva caratterizzato la fine del decennio precedente.

Queste le premesse per la recente pubblicazione dello “Strength In Numbers Live”: un vero e proprio regalo in occasione del festeggiamento delle “nozze d’argento” tra la band e il suo pubblico, a suggello di un legame inossidabile. L’opening è in stile Tyketto: pur non essendo fisicamente presente, l’ascoltatore viene proiettato in un’atmosfera pregna di tensione e aspettativa, complici le urla di acclamazione che costituiscono il comburente perfetto per l’accensione dell’esplosiva “Inherit The Wind”. Si susseguono bilanciandosi i brani più hair metal dell’album, sostenuti da assoli e muri di chitarra, fino a quelli più prettamente melodici tra cui rispettivamente l’incisiva “Meet Me In The Night” e la dolce ballata “The Last Sunset”, alcuni di questi imbevuti, chi più chi meno, negli arrangiamenti funky e blues dove a spiccare è il toccante suono dell’armonica a bocca. A fare da fil rouge è il dialogo con la folla, intimi momenti che i nostri non si esimono mai dal riservare. Da segnalare inoltre l’inserzione della b-side “Wait Forever”, una vera e propria chicca per i fan della prima ora.
 
Lo scorrere del tempo e i cambiamenti di line-up che ciò ha portato inevitabilmente con sé non hanno intaccato la profonda natura dei brani, tutt’altro: la loro riproposizione dal vivo ha ridato nuova linfa vitale ad un lavoro che tutto sommato non sembra aver accumulato polvere. Sicuramente nulla di nuovo viene proposto, ma ciò che si può evincere è la conferma dell’atteggiamento con cui i Tyketto si guardano indetro: non attraverso la lente della nostalgia, quanto piuttosto della consapevolezza di un passato che seppur pieno di luci ed ombre ha contribuito a costituire la colonna sonora della vita di molti.
 
 




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