Jeff Wagner - Soul on Fire
Peter Steele tra Carnivore e Type O Negative


Articolo a cura di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 09/11/15

Anche solo incontrarlo per un attimo aveva un impatto indelebile. La corporatura imponente, la voce da basso profondo, il senso dell'umorismo ferocemente autoironico e lo spirito caustico...questi erano i suoi tratti più riconoscibili, e c'era molto di più sotto la superficie. Le sue crisi maniaco-depressive e le sue battute fin troppo volgari celavano una personalità estremamente timida. Era un maestro delle contraddizioni, la maggior parte delle volte intenzionalmente. Pur non essendo la tipica rockstar, quando entrava in una stanza intuivi che era famoso senza neanche sapere chi fosse. [Jeff Wagner, ottobre 2014]

 

petersteelelibro02Peter Thomas Ratajczyk, in arte Peter Steele: Fallout, Carnivore, Type O Negative. Vita e morte di un'anti-rockstar. Jeff Wagner, autore del libro, l'ha incontrato tre volte, e la prima è stata così fruttuosa da riservare a Jeff un posto speciale nei crediti del booklet di "Bloody Kisses" dei Type O Negative. Da quel momento Wagner ha vissuto in modo più o meno reverenziale l'evoluzione stilistica e cerebrale di Steele, fino a partorire questo sofferto documento quattro anni dopo la sua orribile scomparsa.

Incontrai Peter la seconda volta 18 mesi dopo, in Iowa, Bloody Kisses era appena uscito ma doveva ancora fare il botto. La terza volta fu a Manhattan, alle due di notte nell'atrio di un club di cui non ricordo più il nome nel 1996. Tutti noi bevemmo un sorso, mentre quel ragazzo che sembrava un Gesù Cristo in versione goth/doom ci stava a guardare.
 

Soul on Fire, nonostante il verde "Vinnland" e la grafica che li richiama palesemente, non è un libro sui Type O Negative, bensì un'accurata biografia sul loro leader, Peter Steele, il gigante buono, colui che ha trascorso tutta la vita camminando sul filo che separa bene e male. Tra le pagine di questo eccellente lavoro affiora in modo limpido la personalità dell'artista, eterno infelice, depresso cronico, genio del rock, opera che secondo gli ex-membri della band non avrebbe mai dovuto vedere la luce perché Peter non l'avrebbe autorizzata. La famiglia di Steele, al contrario, si è messa a disposizione dell'autore offrendo materiale interessante, testuale e iconografico, grazie al quale è stato possibile ricostruire minuziosamente l'infanzia del colosso di Brooklyn, l'età della spensieratezza che ben presto ha lasciato il posto alle paure di un male invisibile: Donna ricorda come se fosse oggi una conversazione avuta con Peter sul suo atteggiamento riguardo al mondo e su quanto gli sembrasse differente da adulto rispetto a quando era bambino. Lui le disse esattamente questo: "Pensavo che, crescendo, il mondo sarebbe stato completamente diverso. Avevo un'idea precisa di come sarebbe stato. Ora che sono cresciuto, non mi piace. Faccio molta fatica a vivere in un mondo del genere".

Negatività, tristezza, malinconia. Sono sentimenti di cui il libro è pieno zeppo: emozioni che riflettono perfettamente la fragile anima di un uomo che pensava troppo, un uomo buono ma anche troppo intelligente per non accorgersi delle ingiustizie che gli ha riservato la vita... ingiustizie che sommate al suo status di (anti) rockstar davano sempre e comunque un risultato minore di zero. Jeff Wagner ha invece reso giustizia alla persona, non al personaggio, molto più di tanti amici (o presunti tali) che oggi piangono disperatamente sui social network quando c'è da ricordare l'anniversario della sua morte. Perché si sa, il "like" è assicurato. Bravo Jeff, bene Tsunami Edizioni.

 

petersteelelibro01

 

 

Le sorelle di Peter cercarono in tutti i modi delle risposte nei giorni, o persino negli anni, successivi alla morte del loro fratello. "Pamela Ann che ha visto mio fratello in quegli ultimi cinque giorni, mi ha detto che aveva solo dei leggeri sintomi e che non si aspettava certo morisse per un malessere del genere", racconta Pat, "Quel giorno lo ha messo sull'ambulanza, e nel tempo di lasciare il suo appartamento e di arrivare in ospedale, 40 minuti dopo, Peter era già morto.




Speciale
PREMIERE: guarda il video di "Heart Of Stone"

Recensione
Dream Theater - Distance Over Time

Speciale
ESCLUSIVA: ascolta lo streaming di "Nomads Of Rumba"

Intervista
Avantasia: Tobias Sammet

Speciale
PREMIERE: guarda il lyric video di "Wired For Madness"

Speciale
ESCLUSIVA: ascolta il nuovo brano dei Folkstone, "Una Sera"