Secret Sphere: il track by track di "The Nature of Time"
Tutti i dettagli, descritti canzone per canzone, del nuovo album firmato Secret Sphere


Articolo a cura di Marilena Ferranti - Pubblicata in data: 11/05/17

Una storia affascinante, evocativa e coinvolgente quella narrata attraverso i passi sonori di "The Nature of Time", che vanta degli arrangiamenti orchestrali a dir poco spettacolari e una voce narrante, quella di Michele Luppi, che non deluderà chi si aspetta una bagliore di pura magia. Imbarcatevi con noi in questo viggio nel tempo e nella bellezza di uno "stream of consciousness" senza barriere.

 

Intermission


Un pianoforte malinconico e un messaggio distorto che si ode in lontananza, come una vecchia ricetrasmittente che tenta disperatamente di mettersi in contatto con un pianeta lontano. Poi un crescendo di archi che stringe il cuore e all'improvviso il silenzio totale: una voce femminile, quella di una bambina, pronuncia il titolo della seconda track, "The Calling" lasciandola cadere in questo inaspettato e destabilizzante vuoto.

 

The Calling


Un'atmosfera pregna di suspance che viene nutrita da una chitarra disturbata e da un pianoforte che scandisce come una goccia d'acqua lo scoccare degli immaginari secondi, minuti e ore. Ed ecco che la batteria con il suo irrompere impetuoso si inserisce sugli archi: "Life can drag you out ".. .è proprio questa la sensazione, quella di venire trascinati via, sbalzati altrove, accompagnati nel primo dei capitoli di questa avventura. "I can sense the universe" canta Michele Luppi, e iniziamo a percepirlo anche noi grazie alla strepitosa interpretazione di Aldo Lonobile (chitarra), Marco Lazzarini (batteria), Andrea Buratto (basso) e Gabriele Ciaccia (tastiere).

 

Love


Le risate di una ragazzina ci accompagnano verso il prossimo pezzo, un'ode all'amore, che lo descrive con una poesia, un trasporto e uno struggimento per il senso di impotenza davanti alla sua innegabile influenza sulle nostre vite. Una melodia che cattura fin dai primi secondi, anche grazie all'intensa e sofferta ricerca di sonorità che uniscono la bellezza dei cori alla potenza degli archi e trasmettono un'emozione che sembra inneggiare all'innegabile interconnessione dell'universo attraverso i suoni.

 

Courage


E veniamo al coraggio: percussioni e ritmi indemoniati che alzano il tiro dopo un'introduzione tanto poetica con la voce di Luppi che interpreta con rabbia il grido "Show your way, the courage is here to stay". Un lavoro davvero encomiabile della sezione ritmica, accompagnata da cori solenni e un violino che galleggia su di un intermezzo fugace come il momento di stordimento in cui si incassa un colpo violento per poi riprendere a combattere più forti di prima. Bellissimo in dirittura d'arrivo il grido delle chitarre.

 

Kindness


E dopo la forza del coraggio, la delicatezza di un intro gentile, appena accennato, che cresce al ritmo di una marcia per poi svanire e catapultarci in una dolcissima melodia. Incredibile come tutti gli strumenti e le linee vocali si modellino e riescano a far scaturire i sentimenti dipingendoli a colori vivaci su un tappeto sonoro che si dispiega davanti ai nostri occhi. "You're saving your kindness for me...no more numbers and words". Un bellissimo messaggio che precede rumori ambientali e voci lontane come su di una spiaggia affollata al tramonto.

 

Honesty


Una chitarra distorta e inquietante somiglia tanto ad un brutto risveglio, "you got to keep your mouth shut", un grido rabbioso e il dolore sembra strisciare sotto la superficie di una strada disconnessa. Un giro sulle montagne russe vi lascerebbe meno storditi di questo pezzo dalle ritmiche irregolari e dai suoni volutamente più inquietanti, distorti e cupi rispetto ai precedenti. Sul finle ecco aprirsi una porta cigolante, i rumori di oggetti spostati e di nuovo una parte orchestrale che aumenta il pathos fino ad esplodere in un finale arioso e potente che sfocia nel successivo capitolo.

 

Faith


"Stop surviving to start to breathe...": è questa la sensazione mista a sollievo che sprigiona il mood di questo pezzo che inneggia alla fede e alla speranza, alla ricerca interiore e alla consapevolezza. E quasi ci si sente davvero sollevati ora della fine di questi 4 minuti e 49 secondi di ottimismo. Un bel respiro profondo risuona, ma con uno scomodo "bip" che fa pensare alla maschera di ossigeno di un letto di ospedale...

 

Reliance

 

Tutt'altra sensazione si sprigiona da "Reliance": fare affidamento, credere, contare su qualcuno. E' noi possiamo contare sul fatto che nessuno di questi pezzi sia scontato. Che dire, saranno i botta e risposta tra gli archi e le chitarra, le voci potenti e la batteria indiavolata, o forse il crescendo che incolla l'ascoltatore alla storia come un bel film del quale non vedi l'ora di scoprire la prossima scena...

 

Commitment


Le sfaccettature di questi ultimi attimi ci aprono gli occhi sul momento "impegnato", e questa track è un mix di funky, fusion, rock e e voli pindarici che spaziano tra l'immaginifico e il reale, con una parte interamente strumentale che la dice lunga sulla poesia compositiva di cui s'impregna il racconto. Non c'è bisogno di parole, solo dedizione e consistenza che elevano il pezzo fino al finale con le risate dei bambini che giocano all'aperto che sfumano accompagnandoci nel prossimo passo.

 

The Awakening


Solenne e poderoso, un intro di archi che si affannano nel far vibrare tutta l'intensità di un "risveglio" che sfocia in una parte di chitarra incalzante e in un rincorrersi di strofe rabbiose. Riecco la voce inconfondibile di Michele Luppi che annuncia "The Awakening", la scoperta che è effettivamente impossibile controllare il nostro destino, e che abbracciare ciò che la vita ci propone è l'unico modo per riempire il vuoto interiore che ci prosciuga, di rischiarare le nostre menti. Quasi 9 minuti che sfociano in un finale epico e pieno di coraggio, con una voce femminile che come un canto lontano rischiara tutt'intorno e alcune significative parole vengono pronunciate come un monito: "it's never a coincidence or something that just happens".

 

The New Beginning


Ed eccoci al momento conclusivo di questo viaggio: proprio come l'ultimo passo sulla spiaggia prima di sentire il mare sulla pelle, come il primo respiro una volta riemersi dall'acqua, come il volo di un gabbiano lungo la linea dell'orizzonte. "Everyday is day one, tha basis of my dreams, let's explore all the options". Un'interpretazione magistrale nei colori e nei suoni, nell'intensità e nell'intenzione fino all'ultimissima nota. Tutti i "comandamenti" delle precedenti tracks vengono ripetuti come un rosario prima dell'ultimo atto, accompagnandoci verso la conclusione che "Whatever happens...the nature of time will proceed".




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