Libri - NOFX: "Una Vasca Per Cesso E Altre Storie"
Fat Mike e compagni raccontano la loro formidabile versione del punk


Articolo a cura di Alessandra Manini - Pubblicata in data: 04/02/18
I NOFX, ubriachi d'eccesso, spregiudicati e anticonformisti, nel luglio scorso hanno preso a calci con tutta la fierezza dell'animo punk i social network e famiglia, regalando ai loro fan l'ennesimo diario della sregolatezza in formato cartaceo. Battezzato al fulmicotone "Una Vasca Per Cesso e Altre Storie", pubblicato in Italia da Tsunami Edizioni nella collana Gli Uragani, è la summa di una letteratura scapigliata, disordinata e a tratti struggente che aspira al più grande impegno di ogni artista: raccontarsi. Non ci sono caramelle per indorare la pillola, ci sono le risse, la droga, i traumi e ogni altra nefandezza che ha portato la band nell'olimpo del punk, dalle prime sfumature hardcore fino allo ska. Copertina da fumetto, perché siamo onesti, Fat Mike e compagni potrebbero essere tranquillamente gli antieroi di una graphic novel, dalla cresta rossa a tutto quello che ci sta intorno.
 
 
nofxtsunamicopertina300Una dedica agli amici persi durante il viaggio anticipa le cronache di un'ordinaria dissolutezza, 352 pagine, scritte in collaborazione con Jeff Aulis, di deliri e racconti che farebbero spaventare la nonna se narrati durante il pranzo di Natale. E' il piccolo Fat Mike, un bambino paffuto dal sorriso simpatico e sdendato è il primo a presentarsi nel diario "Una Vasca per Cesso e Altre Storie": tema d'avvio l'urina, o il piscio che dir si voglia. Nostalgie fotografiche a parte, la sua biografia parte subito con un'avventura sessuale in un loft di Los Angeles.
 
Questo è lo squarcio iniziale della narrazione offerta dai NOFX. Una novella, non ce ne vogliano i classicisti, Boccaccesca, dove il buon frontman non si fa riguardi a svelare l'identità della compagna nell'avventura hot. Si tratta infatti niente meno che della sua attuale moglie. Ovviamente il racconto prosegue con il secondo round e molti altri con alcune constatazioni sull'avventura e descrizioni dettagliate, tra le quali la fiera convinzione che "essere punk e fare cose che non dovresti fare" è anche questo.
 
 
Incontri improbabili, donne perverse, tour bus che nascondono borse "speciali" e White Russian senza precedenti. Ma ogni punk per quanto contorto ha una mamma e un papà, e i genitori di Mike iniziarono, involontariamente, a far apprezzare fin da subito al piccolo figlioletto del buon cinema d'autore; questo è l'aneddoto che ci lancia nelle mura di casa Burkett, la separazione dei genitori, il rapporto inesistente con il padre, gli amici d'infanzia e la babysitter a cui un grazie sarebbe d'obbligo essendo suo il merito dell'iniziazione del piccolo Mike alla musica rock, e forse anche all'alcolismo. L'estate del 1981 è il momento, quello con l'articolo scritto in maiuscolo, quando il punk ha sfondato la porta ed è entrato nella vita di Mike.
 
 
Erik Sandin meglio conosciuto come Smelly regala invece al lettore una digressione insolita o meglio inattesa, nel comporsi dell'albero genealogico da parte materna fino ai primi del '900; la storia del bis-bisnonno pescatore irlandese, il nonno soldato canadese colpito dal proiettile di un cecchino e la successiva prigionia. È un bambino con i capelli a caschetto e le lacrime agli occhi, forse per una caduta di troppo, che racconta anche della famiglia paterna, i genitori alcolisti e un figlio, suo padre, profondamente segnato da un'infanzia turbolenta tra risse e cocktail homemade. La storia dei genitori di Smelly ha tutt'altro che dell'ordinario: un appuntamento al buio, un figlio lampo e matrimonio riparatore, senza dimenticare il padre  incline alla violenza verbale. In un certo punto del racconto stringe il cuore come Smelly dica: "non mi ha mai picchiato ma non mi ha mai abbracciato". È sicuramente uno scorcio meno punk di quello offerto dall'esuberante Fat Mike; in questo caso troviamo uno Smelly meno sudato ed elettrizzato del solito, introspettivo, riflessivo e in un certo qual modo coinvolto in un flusso di coscienza in cui lascia libero sfogo ad un passato che lo ha segnato in maniera indelebile.
 
 
Cosa attendersi dal terzo flash-back? Un bambino in abitino scozzese che scarabocchia un quaderno: signori e signore baby Erik Melvin. Un'infanzia trascorsa secondo il modello del ceto medio ideale, quindi il crollo scolastico, l'isolamento dai coetanei, il terapista e un episodio che ha tranciato di netto la vita del soggetto in questione lasciandolo nel caos della reazione, la forza della rimozione e i fantasmi che lo hanno perseguitato per anni. Tutta da scoprire la parte su El Hefe della quale vi lasciamo con il fiato sospeso.



Ai curiosi anticipiamo che il diario dei NOFX è un'opera sensazionale, nel bene e nel male, suddivisa in 116 episodi, raccontati a turno dai suoi protagonisti. Una narrazione sincera ed ironica di una vita di sregolatezze, difficoltà superate e altre taciute con sofferenza. Sarà per il lettore un viaggio interessante, fatto di salti, corse e anche qualche passo a ritroso per trovarsi infine, e ancora una volta, insieme sul palco con Fat Mike e compagni.




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