Neil Peart - Il Viaggiatore Fantasma
Un anno in moto per ritrovare la vita


Articolo a cura di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 16/12/14

Preferirei trasformarmi in fumo invece che in polvere!

Preferirei che la mia scintilla si esaurisse in un lampo brillante

Invece di venire soffocata da un ramo in putrefazione.

Preferirei essere una meteora superba,

Ogni mio atomo di uno splendore magnifico,

Invece di essere un pianeta addormentato e permanente.

La funzione propria all'uomo è la vita, non l'esistenza.

Non butterò via i miei giorni alla ricerca del loro prolungamento.

Sfrutterò il mio tempo.

 

E' citando il credo dello scrittore statunitense Jack London, famoso per numerosi romanzi che hanno fatto epoca, che Neil Peart affronterà la sua battaglia contro i fantasmi della figlia Selena e della moglie Jackie, la prima scomparsa a diciannove anni in un incidente stradale, la seconda caduta in malattia per la disperazione e deceduta l'anno dopo il decesso della figlia. Come ci si può rialzare da una situazione che mette i brividi al solo pensiero ce lo spiega lo straordinario batterista dei RUSH: grande nella musica, immenso nella vita.

 

Il tragico racconto comincia col ricordo di quel maledetto 10 agosto 1997, quando una volante della polizia percorre il vialetto fino all'ingresso della magione dei coniugi Peart, neanche fosse una delle più classiche riprese cinematografiche condite in salsa Hollywood. Invece è tutto vero: decesso figlia, shock, stato confusionale, sconforto, senso di colpa, depressione, malattia, decesso moglie. E poi disorientamento e fuga dalla realtà. Un giorno sei un padre e un marito felice, il giorno dopo un corpo privo d'anima che vaga barcollante alla ricerca di un perché.

 

neilpeartlibro01Neil Peart è un scrittore di altissimo livello e il Viaggiatore Fantasma un libro che offre decine e decine di interessanti intuizioni psicologiche che denotano tutta la fragilità, la maturità e l'intelligenza del batterista canadese. Segnaliamo che non vi sono riferimenti alla musica e ai RUSH tranne in qualche rarissimo caso, funzionale al racconto stesso.

 

Sono stato così occupato a cercare di capire come sopravvivere che non ho pensato al perché, e adesso non ho la forza mentale, o forse neanche la necessità, di pensarci. Senza dubbio un giorno lo "cristallizzerò", come sembra accada con questo tipo di presa di coscienza.

 

Il volume è composto da 18 capitoli, 8 facenti parte il libro primo ("In viaggio per la strada della guarigione") e 10 il libro secondo ("Angelo in volo, diretto a casa"). In ognuna delle centinaia di migliaia di battute messe in fila da Neil Peart trasudano tutta l'umiltà e la dignità con le quali l'autore si rivolge a se stesso in primis, e poi ai suoi cari che non ci sono più e ai suoi amici (tra tutti Brutus, il migliore amico incarcerato proprio nei mesi di esilio sulla via della guarigione e destinatario di decine di lettere scritte a mano). Un continuo saliscendi emotivo che strapperà più di una lacrima, ma che vuole offrire un minimo d'aiuto a coloro che vivono il dramma di una sorte simile grazie alla presenza di utili suggerimenti per evitare di impazzire e per cercare di metabolizzare, step by step, un lutto immenso (accettare l'inaccettabile?).

 

La mia supposizione è che il mio motore primario sia istintivo, biologico. Il problema di pensare al perché ho scelto di vivere è che non riesco a non pensare al perché mia moglie Jackie abbia scelto di morire (dato che non c'è dubbio che fosse una questione di scelta e di volontà).

 

Un conto corrente capiente, una motocicletta BMW, forza di volontà e una buona dose di follia (ma quando hai già perso tutto poco importa) sono solo alcuni gli ingredienti necessari alla buona riuscita de "Il Viaggiatore Fantasma", un anno e oltre d'avventure attraverso Canada, Stati Uniti, Messico prima di ritrovare la vita. In che modo? Lo scoprirete leggendo uno dei libri più intensi e struggenti che un musicista famoso abbia mai redatto.

 

Quando ripresi in mano la batteria suonavo la rabbia, la frustrazione, il dispiacere e anche i viaggi della mia storia, i ritmi dell'autostrada, la magnificenza dei paesaggi, la dinamica delle salite e delle discese del mio umore e la suite narrativa che emergeva era purificante ed energizzante quanto il sudore e lo sforzo profusi nel raccontarla. (Neil Peart).




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