Max Cavalera Bloody Roots
L'autobiografia, dai Sepultura ai Soulfly e oltre


Articolo a cura di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 01/07/15

Scrivo questo libro per diverse ragioni. Prima di tutto, la mia storia deve essere raccontata, onestamente e accuratamente. Ho avuto la fortuna di essere un membro fondatore non di uno, ma di due gruppi metal di successo: i Sepultura e i Soulfly, e con loro ho viaggiato per il mondo più volte di quante ne ricordi. Lungo la strada ci sono stati caos, morte e dipendenza e alcuni rapporti sono stati creati e distrutti.

 

La storia, la sua storia, Max Cavalera se l'è costruita a suon di pedate sulle gengive, rifilate e incassate. Chi non ha mai sentito parlare dei Sepultura? Il gruppo di Belo Horizonte, uno dei nomi di punta nel metal estremo mondiale, ha regalato le più grandi gioie e inflitto le più cocenti delusioni all'iconico frontman, tanto che nell'autobiografia comunicherà apertamente nell'introduzione che "La verità sui Sepultura, la mia amata prima band, non è mai stata completamente rivelata prima d'ora, e nemmeno quella sulla mia lotta contro l'alcol e gli antidolorifici. E' tempo di dire le cose come stanno". Per la creazione di questo volume, Cavalera si è avvalso delle qualità lessicali di uno che i libri li sa scrivere, Joel McIver, uno dei più affermati critici musicali dell'hard & heavy che per Tsunami Edizioni ne ha già pubblicati nove oltre a quello che abbiamo tra le mani.

 

maxcavalerabloodyrootstsunamiedizioniE' stata fatta una scelta ben precisa, ovvero quella di redigere una biografia nuda e cruda e di raccontare i fatti esattamente per come si sono svolti senza l'ausilio di passaggi romanzati, e il risultato è sorprendente: si tratta del miglior libro scritto sin qui da McIver perché la carne al fuoco non solo è tanta, ma pregiata e servita sempre al momento giusto.

 

Cazzo, per me i Sepultura erano come un figlio, un figlio ormai adolescente. Per quanti mi riguarda, i Sepultura non avrebbero mai dovuto sciogliersi. Saremmo dovuti diventare sempre più famosi, per cui quando ci siamo separati la mia vita si è ribaltata.

 

Dalla morte del padre avvenuta tra le braccia del figlio all'adolescenza violenta, dalla nascita dei Sepultura a quella dei Soulfly, dalla separazione totale col fratello Iggor alla riappacificazione dieci anni dopo, dalle provocazioni a Lemmy alla vomitata su Eddie Vedder, dall'aiuto costante della famiglia Osbourne ai problemi con alcol e pastiglie, dalle avventure nella giungla alle tragedie familiari. Max è un fiume in piena e il libro esalta maggiormente i momenti negativi che hanno gambizzato la sua vita artistica e privata, dai quali ne uscirà comunque rafforzato.

 

Un'autobiografia, come detto, nuda e cruda, un testo sofferto all'interno del quale si percepiscono le difficoltà dell'artista ad esprimere tutto quello che si è tenuto dentro per molti anni. In questo senso Joel McIver sembra aver fatto un grande lavoro di psicanalisi, riducendo al minimo ogni eccesso legato ai momenti "mediatici" e lasciando sfogare Max Cavalera a trecentosessanta gradi. Davvero un grande libro.

 

I nostri dischi non vanno al primo posto in classifica ma non me ne frega un cazzo (Max Cavalera).




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