Macy Gray: un viaggio nell'inconscio a suon di rhythm and blues
Dannazione ed espiazione dell'artista statunitense stanno per collidere sul palco del Gran Teatro Geox di Padova il 12 marzo


Articolo a cura di Alessandra Manini - Pubblicata in data: 04/03/17
La simbiosi con il proprio strumento è un passo imprescindibile per chi come Macy Gray è nata con il blues incatenato all'anima e un timbro innegabilmente complesso, che abbraccia e graffia allo stesso tempo, difficile da ammansire tanto da essere incredibilmente brillante nella sua natura più intima e primordiale. 

 

Nata in Ohio, una giovanissima Macy culla il sogno di diventare medico ma quelle note strozzate ed intrise di un profondo dolore aspettano solo di trovare la propria dimensione. Con l'obiettivo di farsi spazio nel mondo del cinema, la Gray si iscrive all'USC Film School di Los Angels, lasciandosi alle spalle l'Ohio e le prese in giro dei compagni di scuola che la schernivano per quella voce incompresa fin dall'infanzia. 

 

howlifeismg.Una storia in salita che trova i risvolti di una favola tra i locali jazz della Città degli Angeli. E' là che la realtà della Gray inizia finalmente a tingersi delle note nebulose e taglienti sprigionate durante le lunghe jam session con amici e musicisti che si protraevano dal calare della notte fino all'alba. Per ogni artista si può dire che ci sia un momento in cui tutto sia cambiato, per Macy Gray è stato il 1999, anno in cui viene lanciato il suo album di debutto "On How Life Is" che conquista letteralmente chiunque lo ascolti; oltre sette milioni di copie vendute e pezzi come "I Try" e "Do Something" che la faranno salire vincitrice sul palcoscenico dei Grammy Awards. Un album dalla qualità piena, in cui le liriche testuali ammaliano toccando delicatamente nel profondo, affrontando le chimere del passato in una vincente identità musicale che la rispecchia nell'intricata miscela di influenze funk, soul, hip pop con sfumature urban senza far passare in secondo piano le innegabili radici rhythm and blues. 

 

macy_graythe_idNel 2001 prende vita "The Id" attraverso il quale la Gray, il cui valore artistico è ormai riconosciuto a livello internazionale, si racconta e fa della curiosità le note di un flusso di coscienza. "The Id" altro non è infatti che un inno alla libertà inconscia, alle emozioni dalle vibrazioni troppo alte, anche con immagini forti che ironizzano sull'efficacia di certe terapie nell'imbrigliare l'Es nel più rigido ritorno alla ragione. Questo secondo album inizia a presentare un altro punto di forza della cantante americana: il suo eclettismo. Le quattordici tracce sono costellate da collaborazioni incredibili, come in "Sweet Baby" in cui troviamo Eryka Badu e Jack Frusciante. Una produzione ampia fatta di collaborazioni che spaziano nel mondo della musica a 360°, nei lavori tra il 2003 al 2014 compaiono infatti nomi come: Natalie Cole, Justin Timberlake, Fergie, Nas e Linda Perry, Will.i.am. Dopo un periodo di silenzio e tormentoni fin troppo canonici, "Big" (2007) è il lavoro con cui Macy Gray torna a raccontarsi, senza fronzoli, senza metafore o mezze parole, nessun inganno, solamente la cruda realtà. L'abbandono del marito, la vita da madre single, la speranza di un nuovo amore a cui stringere la mano invecchiando insieme; questi sono i temi che nelle dodici tracce stregano completamente il pubblico.
 
 
macygraystripped.Il 2016 è l'anno di "Stripped", il decimo album per la cantante, un disco che ha tutto l'aspetto di una seconda presentazione, come se la Gray volesse proporsi in una nuova veste al proprio pubblico. Troviamo infatti i pezzi più amati come "I Try" e cover interiorizzate, tracce che Macy Gray ha reso proprie e riportato in un lavoro che, come è consuetudine quando si parla di album cover, viene messo sotto esame tra le lodi per le sonorità inattese e le critiche dei più affezionati ai pezzi originali. I brani scelti appartengono ad un ventaglio indie rock ed hard rock ma non solo. Troviamo "Nothing Else Matters" dei Metallica ed "Redemption Song" di Bob Marley, riproposti in una chiave melodica soul, tra note pizzicate e delicate di una chitarra appena accennata, il suono colorato di una tromba, le persuasioni di basso ed una lentezza voluta nell'incidere della batteria, il tutto senza far mai mancare quelle tonalità scure tinte da un'interpretazione sofferta sublimata sul palcoscenico. E' infatti in sede live che la Gray trova la massima empatia con i pezzi, proprio come nel tour europeo che sta prendendo forma tra le immagini sonore di un jazz club e i sold out, il tutto arricchito dall'ammirevole onestà emotiva che andrà presto in scena anche in Italia quando la Gray non mancherà di fare tappa al Gran Teatro Geox di Padova il 12 marzo.




Speciale
PREMIERE: guarda il video di "The Arsonist" dei Von Hertzen Brothers

Intervista
Satyricon: Frost

Recensione
Foo Fighters - Concrete And Gold

Speciale
PREMIERE: guarda il video tratto dal nuovo singolo "Spectral Drum Down" degli Stage Of Reality

Speciale
Megadeth (David Ellefson)

LiveReport
Paul Weller - A Kind Revolution Tour - Bologna 10/09/17