L'angolo oscuro #13
Le uscite pił interessanti in ambito estremo della prima metą di novembre


Articolo a cura di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 19/11/20
I cupi vapori autunnali sono manna d'ispirazione per i gruppi del mondo estremo: numerose e di qualità le uscite di questa prima metà del mese, dalla messe delle quali ne selezioniamo la solita cinquina vincente.
 
accusercover_01Accu§er - Accu§er (Metal Blade Records)

Chi, negli eighties, fosse stato alla disperata ricerca di un thrash metal di qualità, dopo gli Stati Uniti avrebbe probabilmente scelto come Eldorado la Germania. Oltre ai pesi massimi DestructionKreatorSodom Tankard, si imposero sulla scena gruppi cult quali Assassin, Deathrow, Living Death, ParadoxVendetta. Gli Accu§er appartengono a quest'enclave di act meno noti a livello internazionale, eppure latori di una proposta tutt'altro che disprezzabile. A seguito della reunion nel 2008, i tedeschi si sono attestati entro una media di pubblicazione di un opus all'anno e l'uscita, ora, della dodicesima fatica "Accu§er" dimostra un ottimo stato di salute personale: stile d'impatto, a tratti epico, tecnicamente ineccepibile, e con un amore per l'old school di stampo teutonico/americano piacevolmente marcato. Longevi.

Tracce consigliate: "Phantom Graves", "Psychocision", "Contamination"

beltezcoverBeltez - A Grey Chill And A Whisper (Avantgarde Music)

L'ultimo lavoro in studio "Exiled, Punished ... Rejected" (2017) aveva lasciato piuttosto tiepidi, nonostante la sua innegabile perfezione formale. Adesso, con "A Grey Chill And A Whisper", i Beltez fanno le cose in grande, pubblicando un ambizioso concept album basato su una storia scritta esclusivamente per il combo da Ulrike Serowy. La vicenda riguarda una città senza nome terrorizzata da una setta minacciosa e preda di un soffocante alone malvagio: i tedeschi ne traducono lo spirito non soltanto attraverso un artwork che riproduce, in maniera stilizzata e tetra, il Duomo di Colonia, ma soprattutto con un black metal di foggia scandinava, cupo, monolitico, spoglio di vita e colori. Un tour de force lungo sessantacinque minuti che flirta con il dark, l'USBM e il post rock, e a cui non difetta una certa orecchiabilità d'ascolto. Sofisticati.

Tracce consigliate: "The City Lies In Utter Silence", "A Taste Of Utter Extinction", "We Remember To Remember"

bestialiscover_01Bestialis - Ritus (Vendetta Records)

Black metal terroso, privo di orpelli, da qualche parte tra la seconda e la terza ondata, con richiami ai Watain più concisi e un utilizzo del cantato à la Attila Csihar evocante il malefico mondo Mayhem. Tali annotazioni, però, hanno soltanto lo scopo di inquadrare il multiforme sound dei Bestialis, qui alle prese con un EP d'esordio, "Ritus", davvero ben riuscito. Una sei corde non troppo prominente, un basso udibile, una batteria con i piedi per terra e che convince anche senza dare sempre fuoco alle polveri, qualche tocco di chitarra acustica, melodie sinusoidali capaci di sciogliere una massa nera spesso in procinto di inghiottire i malcapitati: aspetti di pregio che, uniti a una produzione iper-professionale e al marchio di qualità Vendetta Records, rende il mini un piccolo gioiello da custodire con attenzione. Artigiani della morte.

Tracce consigliate: "Re - Incantation, "Ur- Veneration - Non - Domestication: The Fall Of Gilgamesh

nibirucoverNibiru - Panspermia (Argonauta Records)

Poscia la brevissima parentesi, con "Salbrox", su Ritual Records, i Nibiru si pongono ancora una volta sotto l'ala protettrice dell'etichetta nostrana Argonauta per il loro sesto album in studio. "Panspermia" prosegue sulla falsariga dei precedenti full-length, con un occhio, però, maggiormente rivolto alle soluzioni intraprese in vecchi album di notevole possanza e livore ("Caosgon", "Netrayoni"): orge di feedback psichedelici, droni sibilanti, inabissamenti sludge/doom, una struttura così malleabile da permettere un mescolarsi dei vari elementi continuo, stimolante, neurotonico. La voce di Ardat, sardonica, rantolante e arricchita dagli usuali frammenti in lingua enochiana, contribuisce a rafforzare un'atmosfera occulta e opprimente dalla quale risulta impossibile non lasciarsi avviluppare. Ritualismo al cubo.

Tracce consigliate: "Alkaest", "Aqua Solis", "Efflatus"

soulburncoverSoulburn - Noa's D'ark (Century Media Records)

Al principio costola dei deathster Asphyx, i Soulburn nacquero con il desiderio di amplificare la componente black della band madre, infarcendone gli interstizi attraverso dosi massicce di BathoryCeltic Frost e Venom e di flussi di cinerei liquami doom. Persi gradualmente per strada i membri originari tranne l'axeman principale Eric Daniels, gli olandesi, attraverso le spirali avvolgenti di "Noa's D'ark", portano avanti il discorso iniziato con "Earthless Pagan Spirit" (2016), intrecciando, con esperienza e sagacia, le sfumature espressive della propria molteplice identità. Semplice e al tempo stesso articolato, il nuovo long playing del quartetto guidato al microfono da un istrionico e ormai maturo Twan Van Geel, scorre alla pari di un fiume lavico sommergente, infernale e spietato, gli ostacoli che via via si frappongono inermi. Quando la tradizione colpisce nel segno.

Tracce consigliate: "The Morgue Of Hope", "Triumphant One", "Anointed - Blessed - And Born For Burning"




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