L'angolo oscuro #12
Le uscite pił interessanti in ambito estremo della seconda metą di ottobre


Articolo a cura di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 29/10/20
Seconda metà di ottobre da manuale per gli amanti dell'extreme music, ancora una volta piacevolmente sommersi da un nugolo di release figlie dell'Inferno e del malsano.
 
incaudavenenumcoverIn Cauda Venenum - G.O.H.E. (Les Acteurs de l'Ombre Productions)

"G.O.H.E.", secondo lavoro in studio dei francesi In Cauda Venenum dopo l'esordio omonimo e uno split con Heir e Spectrale, è un concept album basato su un episodio relativo all'infanzia dello scrittore statunitense James Ellroy, ovvero il barbaro omicidio, a tutt'oggi ancora irrisolto, della madre Geneva. Il post black elaborato dai transalpini, malgrado non si distacchi molto dal sound di Wolves Of The Throne Room et similia, viene divulgato in modo coerente e rotondo; lo zampillio della narrazione non conosce interruzioni né sfilacciamenti, così come l'integrazione dei molteplici espedienti ancillari (inclusi i campionamenti vocali e la presenza di veri archi) ha luogo seguendo il fil rouge di una scrittura elegante e convincente. Un pieno di atmosfera e di ferocia hard boiled, dunque, per un opus che paga soltanto lo scotto di una batteria un po' troppo in sordina. Espressivo.

Tracce consigliate: "Malédiction", "Délivrance"

occultburialcoverOccult Burial - Burning Eerie Lore (Temple Of Mistery Records)

Black, speed e thrash in salsa rock'n'roll? Ebbene, con il loro ultimo long playing "Burning Eerie Lore", gli Occult Burial offrono del buon materiale d'ascolto, meticcio e ritmato, accontentando, in egual misura, conservatori e progressisti. La lunga gavetta dei tre ragazzi di Ottawa, culminata nel 2016 con il debutto "Hideous Obscure", imbocca, ora, la strada giusta attraverso un manufatto che rinverdisce l'eredità putrida dei Venom in virtù di un approccio aperto alle contaminazioni e nel quale non si rinuncia a passaggi acustici e a un clima di rancida mestizia. I canadesi, comunque, restano un treno dalla velocità irruente e prossimo a uscire dai binari, difficile da frenare e con un singer, Joel Ladouceur, sempre sugli scudi. Adatto a chi cerca un pizzico di glamour nella sporcizia più densa.

Tracce consigliate: "Burning Eerie Lore", "Bastard Curse", "Highway Through Bolderland"

skeletonpitcoverSkeleton Pit - Lust To Lynch (Black Sunset Music)

Death AngelExodusTestament: il thrash degli Skeleton Pit si crogiola beatamente nella Bay Area, evitando qualsiasi connivenza con sperimentazioni e pericolose devianze di genere. I brani di "Lust To Lynch", corrono via rapidi, con un groove da spezzare le reni e transiti cadenzati degni di un cingolato da battaglia campale. I tedeschi, però, riescono ad arricchire un cocktail già sapido aggiungendo tocchi hardcore, evidenti specialmente nel cantato del chitarrista Patrick Options, e richiami cromatici a Overkill Slayer; a completare la ricetta, una produzione ad hoc, grassa, casalinga, potente. Insomma, scarpe da ginnastica bianche, criniere al vento e pochi fronzoli per una band genuina e tecnicamente abile: sorprendenti.

Tracce consigliate: "Plague Of Violence", "Skull Splitting Attack", "Thrashorcism"

streamsofbloodcoverStreams Of Blood - Erløsung (Rising Nemesis Records)

Al di là di un artwork underground al limite del demenziale, gli Streams Of Blood sanno il fatto proprio quando si tratta di realizzare un disco black metal con i fiocchi. In verità, il duo che ruota attorno a Thymos, ex bassista dei Darkened Nocturn Slaughtercut, e Terrorin, non inventa nulla di nuovo rispetto al precedente lavoro "Allgegenwärtig" (2017), ma d'altronde perché una band dovrebbe abbandonare una formula di successo dimostratasi, nel corso dei lustri, davvero efficace? "Erløsung" trasuda, da ogni poro, metallo nero triggerato à la Marduk, carico di odio e misantropia, di bile e impeto viscerale; nei momenti meno tirati si insinuano estenuanti downtempo di matrice doom e melodie dal taglio lievemente malinconico, per un risultato finale che, grazie anche a un'incisione di ottimo livello, di sicuro non deluderà gli appassionati dell'estremo. Dalla Baviera con furore.

Tracce consigliate: "Freitod Machine", "Days Of Immortality", "The Complex"

svartsyncoverSvartsyn - Requiem (Carnal Records)

Gli Svartsyn, solo project dello svedese Ornias, resistono decorosamente sulla breccia black dal 1993, benché non abbiano mai raggiunto l'hype dei connazionali Dark Funeral e Watain, per non parlare delle truppe norvegesi della second wave. A trentasei mesi di distanza da "In Death", il polistrumentista scandinavo riemerge dalle selvagge terre boreali con la nona fatica "Requiem", una sorta di reliquia musicale miracolosamente scampata alle intemperie e alla consunzione. A tal proposito, il Nostro, voce da rospo in gola e penna fluente, non si discosta dalla luce della Fiamma Oscura più tradizionale, rimestando tra i vecchi antenati con un ammirevole senso dell'ordine e della disciplina. Nonostante si tratti di un artista epigono scarsamente incline alla creatività e all'innovazione, lo sforzo di conservare intatto lo spirito di un'era remota e inimitabile merita il giusto tributo. Commovente.

Tracce consigliate: "Inner Demonic Rise", "Mystery Babylon", "Little Horn"



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