Halloween In Rock
Dal Principe delle Tenebre al Reverendo: quando la musica č protagonista della notte spaventosa per antonomasia


Articolo a cura di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 31/10/17

"Era il pomeriggio della vigilia di Halloween. E tutte le case erano serrate contro il vento freddo. E un pallido sole illuminava la città. Ma improvvisamente il giorno svanì. La notte usci dagli alberi e allargò il suo manto. Dietro le porte delle case si udivano grida soffocate, uno scalpiccio leggero di passi e s'intravedeva un tremolare di luci". [Ray Bradbury, L'albero di Halloween]

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Non tutti conoscono la vera storia di Halloween: spesso identificata a torto come una ricorrenza di marca esclusivamente statunitense, essa in realtà fiorisce in un passato millenario, strettamente connessa alle pratiche divinatorie e religiose di derivazione celtica. Tuttavia fonti di misteriosa provenienza indicano nella musica una cofondatrice non secondaria della festa e la responsabile mediatica della dilatazione mondiale del solenne evento...

 

Samhain. Le prime origini di Halloween possono essere rintracciate in vetusti riti legati ai cambi di stagione, alle celebrazioni del raccolto e in liturgie agresti nelle quali si tentava di esorcizzare quelle paure ancestrali che accompagnavano le civiltà arcaiche basate sulla coltivazione della terra: l'ansia di perdere i propri figli, il terrore delle calamità naturali, il rischio sempre concreto di carestie. Siffatte tradizioni, in cui l'uomo tentava di familiarizzare con la morte, l'aldilà, l'ignoto rappresentano senz'altro gli iniziali vagiti della futura festività. In tale ottica si inserisce la remota ricorrenza di Samhain, che affonda le radici nella religione celtica: si trattava di cerimonie che celebravano la fine del ciclo estivo e il principio dell'inverno. L'associazione di Halloween con la notte e le tenebre probabilmente è legata all'atmosfera dei mesi freddi e oscuri, ovvero il periodo più buio dell'anno. A scadenza regolare del resto i druidi pensavano bene, con macabro sarcasmo, di ospitare, per attenuare i timori del mutamento in atto, l'omonima band dei Samhain, capitanata da Glenn Danzig: le ossessioni e le tetre visioni evocate dai musicisti apparivano le medesime degli spaventati ascoltatori. I ventisei succinti e malefici minuti dell'album "Initium", suonato interamente per l'occasione e chiamato a simboleggiare un ambiguo inizio stagionale, si aprivano con un'inquietante introduzione ove la grossolana voce del singer, fra raffiche di vento che si abbattevano sul palco e rumori infernali di grancasse sotterranee, sfoggiava versi apocalittici e tenebrose implorazioni, presagio di una fine imminente. Ecco poi "Samhain" e il clima spirava gelido: un brano eponimo, marcio e minaccioso, animato dal becero schiamazzare del cantante, colmo ormai di idromele fino agli occhi. Alla chiusura del terribile concerto qualcuno sveniva, i sacerdoti dell'antico culto sorridevano beffardamente, il pubblico ringraziava e con intollerabile preoccupazione si avviava verso crepuscoli angosciosi.

 

 

Il Cristianesimo. Quando nell'alto medioevo la Buona Novella del Nazareno si diffuse in Irlanda e in Gran Bretagna, divenendo la religione ufficiale dell'Impero Romano, una serie di editti papali istituì il giorno di Ognissanti, da officiare il primo novembre di ogni anno. La Chiesa cattolica avrebbe contribuito a dare il nome alla ricorrenza: Tutti i Santi, infatti, corrispondeva ad All Hallows in Albione. Poco dopo venne stabilita la festa gemella, il Giorno dei Morti, celebrato il dì successivo; le date furono accostate per enfatizzare il concetto che i beati potessero intercedere per conto dei morti. Nel frattempo da più parti si iniziava a festeggiare anche la vigilia di Ognissanti, la All Hallows Eve. Non si sa con certezza se fosse nelle intenzioni delle autorità ecclesiastiche sovrapporre la fresca solennità alle cerimonie pagane di Sahmain, ma di fatto il risultato sembrò una sorta di fusione. Nondimeno documenti e testimonianze di incerta sorgente narrano che l'idea fu la conseguenza di un compromesso tra il clero cristiano e i plenipotenziari druidici, rappresentati rispettivamente da Don Billy Corgan e Sir Nattefrost. Entrambi rivendicarono successivamente la paternità dell'assorbimento, sostenendo la prevalenza di una tradizione a scapito dell'altra: a tal proposito si impegnarono nella composizione di due inni volti a confermare e divulgare ciascuno la propria tesi. Gli Smashing Pumpkins di Billy, cardinali dalla tunica color arancione che si sollazzavano fracassando le empie zucche, optarono per "Ava Adore", con il ripetuto mantra "We must never be apart..." a sancire l'indole candida e benevola nei confronti degli infedeli, benché fosse una litania ricca di frecciatine funebri. I ministri delle selve invece, riuniti sotto l'egida Carpathian Forest, preferirono la prevaricazione totale con "The Angel And The Sodomizer", rivendicando il ruolo centrale del paganesimo a fondamento della festa. Fu uno scontro all'ultimo live per l'intera isola: alla fine i contendenti, stremati e inzaccherati di sudore, finirono in un pub a far baldoria e dandosi pacche sulle spalle, tra boccali di birra scura, cosciotti di maiale al forno e "All You Need Is Love" in sottofondo. Fu Halloween a vincere, con buona pace dei contrasti.

 

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La diffusione. La prossimità con la commemorazione dei defunti e le origini legate alla paura e al buio fecero sì che un po' dappertutto in Europa le celebrazioni di Ognissanti prendessero una piega macabra. Nell'Italia meridionale i cadaveri venivano tirati fuori dalle bare e mascherati, tanto che i Bauhaus, spesso lì in vacanza, decisero di proporre il musicarello "Bela Lugosi's Dead" in giro per via Toledo. Canticchiandone le gesta spettrali e trasportando la salma stessa ben addobbata e affamata, ringraziavano le donne sulla soglia delle case, che solevano preparare cibo per i dipartiti. La Riforma protestante tuttavia eliminò i santi e il servizio per i morti iniziò a essere considerato una sorta di pratica magica: un monaco, Josh Homme, appartenente alla confraternita convertita dei Queens Of The Stone Age, fu costretto con la forza a recitare in chiesa l'orazione "Burn The Witch" al fine di incoraggiare le anime pie a prendere fuoco e fascine. Da quel momento, nel mondo luterano, qualsiasi anima spuntasse fuori dai cimiteri non era oramai il benevolo fantasma di un congiunto, ma il pericoloso spirito di un demone. Un sindaco, Wednesday 13, aduso a fischiettare "Walk With A Zombie" in compagnia di amici all'apparenza storpi, dal corpo vacillante e l'andatura incerta, evitava di farsi vedere in città. La combriccola svedese dei Craft, che attraversava il continente con il carretto ambulante "Demonspeed", colmo di ogni genere di cosmetici portentosi, non era vista di buon occhio dal popolino superstizioso. E poi la prigionia cui venne condannato un povero mendicante, ricordato dalle cronache come Dani Filth, colpevole unicamente di aver declamato con un'arpa celestiale versi del delizioso poemetto  "Her Ghost In The Fog". Tempi duri per spiriti, eretici e fattucchiere.

 

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Lo sbarco negli USA. La storia dell'espansione di Halloween è legata a filo doppio con il continente americano. Tra Settecento e Ottocento immigrati scozzesi e irlandesi entrarono negli Stati Uniti a migliaia e condivisero il folklore di Halloween con i nuovi vicini, mentre altri gruppi etnici aggiungevano le più disparate influenze culturali. I tedeschi proposero una Walpurgisnacht particolarmente vivace, i neri di Haiti e gli africani inserirono varie superstizioni, inglesi e olandesi introdussero il gusto per il gotico in costume. Ognuno trascinava un pezzo di tradizione dalle proprie terre di origine per creare quella che si può considerare la prima festa multietnica del mondo, nata dall'incontro di miti, leggende e rituali provenienti da culture diverse. A unificare in realtà correnti tanto eterogenee, cause spesso di disordini, fu l'alieno ordinatore dell'universo, Ziggy Stardust: una volta atterrato sul suolo americano comprese che bisognava fondere le varie ramificazioni per mettere un freno alla confusione e confinare le spinte rivoluzionarie entro l'avvenimento. Si mescolò con gli umani, mutò la forma e con un soggetto schizoide raccolto su Nettuno, Robert Fripp, decise di istituire uno spettacolo musicale denominato "Scary Monsters (Super Creeps)", un festival itinerante con chitarre e diavolerie assortite sconosciute ai contemporanei. A rendere il clima più scatenato la coppia mefistofelica chiamò come guest star dal centro della terra un profanatore di tombe, Alice Cooper: la sua "Welcome To My Nightmare" ipnotizzò la platea in torbido visibilio. Terrori che conducevano alla follia liberatoria, lo sapevano perfettamente il Duca Bianco e il ridacchiante compare: da allora Halloween divenne la festa del sovvertimento delle regole e dell'anarchia in uno spazio musicale di contenimento.

 

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Jack O' Lantern. Come dimenticare la vecchia leggenda irlandese dell'ubriacone Stingy Jack che riuscì in modo subdolo a ingannare il Diavolo, costringendolo a rinunciare per sempre a possedere la sua anima di peccatore? Quando il vecchio fannullone morì il patto estorto non gli permise di entrare all'Inferno, l'unico luogo a cui era destinato, costringendo la sua anima a un eterno vagare nel nulla. Il Maligno allora gli gettò un tizzone infuocato, che sarebbe perennemente rimasto acceso per aiutare l'uomo a trovare la strada attraverso il buio eterno. Jack, triste e solo, intagliò una rapa per racchiudere e trasportare il legno ardente e avere una lanterna che gli facesse luce e compagnia al vagabondare senza meta. Tuttavia la malvagia entità altri non era che Ozzy Osbourne e la colonna sonora all'interno del vegetale "Bark At The Moon". Il povero Jack possiamo ancora scorgerlo peregrinare nella nebbia perpetua, ma saltellante e in qualche modo così felice dell'hard metal del luciferino truffatore che provvide a rimpiazzare lo sciocco contenitore con una scintillante zucca yankee: Ozzy, accortosi della sostituzione, non batté ciglio. Al contrario, mosso da pietà, affidò a due diabolici luogotenenti Frost e Satyr, l'onore di farsi alfieri della luce mancante, alleggerendone la tragica condanna con la poesia di "Your Brethern In The Dark".

 

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Il carnevale macabro. Con l'inizio del XXI secolo e l'avvento del guru televisivo Marilyn Manson i circuiti internazionali vennero invasi dalla predica "This Is Halloween" accelerando il processo di globalizzazione della festa più celebrata al mondo dopo il Natale. Non era un problema trovare a Tokyo, Helsinki o Sidney materiale in tema e l'occorrente per organizzare un party da incubo. Il Reverendo si circondò di un gruppo di fedeli pretoriani teutonici incappucciati, gli Helloween, a cui ordinò di partecipare alla crociata mediante la somministrazione giornaliera di "Halloween" in stazioni radio create ad hoc: da lì vennero lanciati, a supporto dell'operazione, tre messaggi subliminali affidati ai sodali collaboratori Smith, Jyrki 69 e Lordi con lo scopo di convincere uomini, donne e bambini non solo a camuffarsi da mostri d'ogni risma, ma lasciare altresì che Halloween si celebrasse tutto l'anno a suon di note. "Lullaby", "Kiss Me Undead" e "Would You Love a Monsterman" convinsero l'umanità che zucca e cuffiette rappresentassero un matrimonio da prorogare all'infinito e oltre. "Every Day Is Halloween": e la sfilata continua incessante...

 

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"This is Halloween, this is Halloween

 Pumpkins scream in the dead of night"

 

 

 




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