Guns N'Roses: "Appetite For Destruction"
La rocambolesca, pericolosa e geniale genesi di un capolavoro del rock


Articolo a cura di Marilena Ferranti - Pubblicata in data: 11/12/16

"Si tratta di un disco realizzato da cinque ragazzi e forse ripensandoci ora c'era qualcosa in grado di parlare alle persone in una maniera particolare. Aveva una visione del mondo anche ingenua. Era una critica sociale ma non rivolta al mondo intero... parlava di una sorta di rabbia interiore che qualsiasi ragazzo poteva provare. Credo che la vera forza di quel disco fosse la combinazione di energia e di emozione che non credo si potrà mai replicare. E' stato qualcosa che è accaduto in quel momento. Mi ricordo che quando l'album fu pronto, pensai che saremmo stati una band di culto, non mi aspettavo certo quel successo planetario". Slash

 

specialeguns1_01.Appartamenti sudici, spogliarelliste, alcool e tanta droga; litigi frequenti e bravate costose, continui sbalzi di creatività sublime e devastazione totale, 370 mila dollari di investimento e personalità ingestibili al limite della psicosi. Ecco cosa racchiude il leggendario disco di debutto dei Guns N'Roses; una band sgangherata ai confini della realtà che, dopo sette mesi passati a strafarsi, registrare decine di demo e suonare sporadicamente e male, trovò il coraggio di fare il grande passo grazie all'incontro col produttore Mike Clink (Heart, UFO). Vi raccontiamo come "Appetite for Destruction" vide la luce.

 

Parliamo di uno degli album più importanti della storia del rock, nonché uno dei più venduti di tutti i tempi, con 30 milioni di copie in tutto il mondo di cui 18 solo negli Stati Uniti d'America. Ad oggi il disco di maggior successo della band, venne inserito da Rolling Stone al quarto posto nella lista dei 100 migliori album di debutto di tutti i tempi e al 62º posto nella classifica relativa ai 500 migliori album di sempre, oltre ad essere presente nel libro "1001 Albums You Must Hear Before You Die" (1955 - 2010) a cura di Robert Dimery.

 

Facciamo un passo indietro: immaginate la fine degli anni '80, l'atmosfera culturale statunitense pervasa dalla controversa presidenza di Ronald Reagan, dallo spettro dell'AIDS e dalla crescente popolarità di MTV. In un pulcioso appartamento al pianterreno del palazzo all'angolo tra la Cienega e Fountain a Los Angeles, della musica nuova risuonava tra due camere da letto, due bagni e un angolo cottura. Tra il vortice di dipendenze e le idee strampalate e geniali di cinque ragazzini sbandati, nacquero i capolavori di un album che contiene solo pezzi immortali. Gli ingredienti? Eccoli: Izzy Stradlin e Slash, due chitarristi complementari e dalle personalità contrapposte, la poca costanza e il carisma di Axl Rose, la sezione ritmica composta da Steven Adler e Duff Mc Kagan. Uno dei primi capolavori a vedere la luce fu "Mr Brownstone", una sera in cui Izzy, la sua ragazza e Slash se ne stavano da soli in cucina a lamentarsi dei loro spacciatori e del fatto che fossero dei tossici. Izzy ebbe l'idea, come in molti altri casi, poi venne il testo abbozzato sulla carta di un sacchetto del pane e infine il tutto venne sottoposto ad Axl che, come sempre, tirò fuori dal cilindro la linea melodica perfetta.

 

gunsspeciale2.Il processo di scrittura non fu sempre facile: le distrazioni e gli eccessi di tutti i membri della band creavano spesso ritardi e incomprensioni, per non parlare delle condizioni pietose in cui finivano per ridursi spesso e volentieri, sempre in bilico tra tossicodipendenza e creatività, passando in più occasioni guai seri con la polizia. Decisi a realizzare i loro sogni, i ragazzi decisero presto di trasferirsi tutti insieme in un appartamento più isolato e perfetto per il loro stile di vita estremo, determinati a lavorare alacremente alla stesura dei pezzi e ad allontanarsi da inutili distrazioni. E' così che nacque uno dei loro più grandi successi: una sera Slash se ne stava seduto sul pavimento a buttar giù dei riffs e Izzy lo raggiunse cominciando a provare, mentre Axl li ascoltava dal piano superiore. Duff tirò fuori una linea di basso e Steven diede il tempo con la batteria, e quasi per magia il pomeriggio successivo Axl aveva composto il testo di una vera e propria ode alla sua ragazza, Erin, un brano che ancora oggi possiede l'intro più riconoscibile della storia del rock: "Sweet Child Of Mine".

 

welcome_to_the_jungleMolti sono i personaggi più o meno celebri che gravitarono intorno alla band prima del debutto e lungo tutto il periodo di scrittura e di ricerca spasmodica di un buon produttore. Paul Stanley, ai tempi solo "aspirante produttore", oltre che membro dei KISS, rimase folgorato dalla demo di "Welcome To The Jungle" ma la criticò duramente perché, nonostante il potenziale, mancava di "una struttura di un certo impatto" e di un "ritornello più memorabile". Il pezzo d'apertura del disco ha un testo, scritto da Axl Rose mentre si trovava a Seattle con un amico, che venne ispirato dall'incontro con un senzatetto. Pare che quest'ultimo, nel tentativo di spaventarli,  avesse gridato loro contro: "You know where you are? You're in the jungle, baby! You gonna die!". Stanley era così convinto di poter rendere migliore la canzone che si presentò una sera a una festa della Geffen dove i Guns suonavano e costrinse il tecnico del suono a lasciargli manovrare l'impianto per controllare il mixaggio finale. Quando la band lo scoprì andò su tutte le furie, ma nonostante questo Stanley si ripresentò nuovamente al concerto successivo, uno show in un postaccio chiamato Raji's - di quella serata esiste uno scatto che è contenuto all'interno di Appetite - ma fu anche l'ultima volta in cui i Guns N'Roses ebbero l'occasione di avere la sua attenzione. Un'altra figura interessante e controversa pare fosse un tale biker tatuato che aveva cominciato a frequentare Axl, lo scrittore Del James; Axl lo stimava molto, al punto che fu proprio uno dei suoi racconti brevi ad ispirare "November Rain". James collaborò per diverso tempo con la band e scrisse in seguito alcuni dei concept per i loro video. Proprio "November Rain" (il pezzo originariamente durava 18 minuti) vide la luce ai Sound City Studios, dove i ragazzi lavorarono con Manny Charlton, il chitarrista dei Nazareth.

 

Arrivò finalmente la prima sessione di pre-produzione, durante la quale videro la luce "You Could Be Mine", "Perfect Crime", e molti altri demo che avrebbero potuto essere adatti a finire sull'album. I demo di "Don't Cry" e "Welcome To The Jungle" vennero registrati all'Hollywood Sound, lo studio dove i Led Zeppelin incisero il loro secondo album, e in poche settimane furono pronte tutte le registrazioni. Nella sua biografia, Slash ha raccontato della difficoltà di registrare "Sweet Child Of Mine", perché in quel pezzo, che parte col suo riff di chitarra, non c'è nessuno a dare il tempo per l'attacco: "Non c'era nessun colpo di bacchetta e non avevamo registrato la traccia col click. Così quando entrai in sala per le sovra incisioni fu come un indovinello: ero seduto lì dentro, attaccavo l'inizio del pezzo e speravo di aver azzeccato il tempo giusto per entrare a tempo sugli altri strumenti". Il disco venne mixato alla vecchia maniera, prima che comparissero le interfacce automatizzate, prima dell'avvento della tecnologia digitale; la band decise di registrare le proprie parti separatamente, con Slash che suonava soprattutto il pomeriggio e la sera, e Axl che cantava fino a tarda notte; un lavoro che richiedeva al produttore Mike Clink circa diciotto ore al giorno.

 

timegunsCol materiale finalmente pronto, si trattava ora di provare a lanciare la band live per testarne la resa, e si pensò di tentare con l'Inghilterra e una serie di date al Marquee Club, dove avevano già suonato nomi come gli Who, David Bowie e i Sex Pistols. La band arrivò a Londra un paio di settimane prima per la promozione come un gruppo di perfetti sconosciuti e, durante uno di quei primissimi concerti, venne provata per la prima volta dal vivo "Knocking On Heavens Door". L'impatto era stato davvero buono e una volta rientrati a Los Angeles si trattava solo di dare gli ultimi ritocchi all'album prima del grande passo; mancavano ancora un titolo e una copertina. In un'intervista del 2011, Axl dichiarò che la sua idea originale per la cover consisteva nella la foto del disastro dello Space Shuttle Challenger, presente su TIME nel 1986, ma la Geffen rifiutò definendola "di cattivo gusto".

 

appetitefordestruction.Per tutta risposta Axl propose una stampa di Robert Williams che ritraeva un mostro orribile e un robot che sembrava aver appena stuprato una donna accasciata a terra con le spalle contro uno steccato. Decisero all'unanimità che quella sarebbe diventata la copertina del disco, così come perfetto sembrava anche il titolo dell'opera: "Appetite For Destruction". In seguito la Geffen avrebbe ricevuto moltissime proteste proprio a causa del tremendo e violentissimo messaggio, insieme alle minacce dei negozi di dischi di sostituire la copertina con una busta marrone a meno che non gliene avessero spedita un'altra.

  

gunsnrosesappetitefordestructionalbumcover.La soluzione arrivò grazie ad un tale che i ragazzi avevano conosciuto all'Hell House che propose un suo dipinto della band in versione stilizzata con una grossa croce e le loro facce a mo' di teschi alle estremità. Nelle versioni originali dell'album a doppio lato (LP, MC), i due lati vennero denominati "G" e "R", invece dell'indicazione classica "A" e "B". Le prime 6 tracce, quelle sul lato "G", erano quelle che raccontavano degli eccessi del gruppo e della loro vita difficile (lato "Guns"). Le altre 6 facevano invece parte del lato "R", ed erano quelle dedicate a temi sentimentali e al sesso (lato "Roses").

 

Finalmente arrivò il 21 luglio 1987, giorno della release, e si trattò di un debutto decisamente in sordina se pensiamo a quel particolare momento musicale. I Bon Jovi avevano monopolizzato le classifiche per mesi (da ottobre dell'anno precedente) con l'inno "Livin On A Prayer" insieme ad altri giganti delle classifiche come Whitesnake, Bryan Adams, Aerosmith, Whitney Houston e Madonna. Qualche giorno prima di partire col tour promozionale di spalla ai The Cult, i Guns avevano filmato il video di "Welcome To The Jungle" le cui riprese vennero registrate tra La Brea e il Park Plaza Hotel. Il tour durò un paio di mesi e ne seguirono altri spinti dalla casa discografica, come quello coi Faster Pussycat fino a ottobre dello stesso anno in tutta Europa e quello negli USA come spalla ai Mötley Crüe, tra gare di bevute, eccessi pericolosi e un cameratismo che tutti ricorderanno negli anni seguenti in modo speciale. La popolarità della band crebbe a dismisura, tanto che i mesi successivi divennero un tour senza fine, di supporto ad Alice Cooper, Iron Maiden e Aerosmith.

 

gunssingleAl successo planetario contribuirono sicuramente il video di "Sweet Child Of Mine" in heavy rotation su MTV, e un massiccio air play radiofonico: i Guns erano diventati la nuova attrazione mondiale della scena rock, tanto che Rolling Stone, che aveva mandato un inviato a scrivere il pezzo di copertina sugli Aerosmith, alla fine decise di dedicare lo spot light a loro. Proprio durante il tour con gli Aerosmith fu girato lo storico video di "Paradise City"; una parte durante l'esibizione al Giant Stadium in New Jersey e successivamente a Castle Donington in Inghilterra.

 

"Appetite For Destruction", sebbene con un debutto tutt'altro che sfavillante alla posizione numero 182 della top 200 negli Stati Uniti, finì per aggiudicarsi per quattro settimane non consecutive il primo posto (sul finire del 1988) e un totale di 147 settimane di presenza in classifica. Indimenticabile il suo stile melodico ma graffiante, a tratti feroce e colmo di picchi di genialità pura, perché non si trattava di semplici canzoni, ma di venti di guerra e di anime tormentate che tuttora rappresentano un mondo fatto di eccessi e di tutto ciò che in fondo i ragazzi di tutte le epoche sognano: infinite e straripanti emozioni.




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