Freddie Mercury: the one who will live forever
Il ricordo di alcuni artisti italiani nel 25esimo anniversario della scomparsa


Articolo a cura di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 24/11/16
"Coi Queen litighiamo spesso, quasi ogni giorno, perché ci conosciamo dai tempi dell'università. E non parlo solo di musica, litighiamo su qualsiasi argomento perché abbiamo quattro personalità differenti. Siamo rimasti insieme perché nessuno di noi ha mai voluto abbandonare la band e andarsene è da vigliacchi, sai? Quindi continueremo a fare dischi fino a che la gente li comprerà, e quando non vorrà più sentire la mia voce beh... farò lo spogliarellista." [Freddie Mercury, 1982]


Sono passati venticinque anni dalla sua scomparsa ma in realtà non se n'è mai andato e questa, bene o male, è un'opinione comune. Il suo pensiero e la fervida immaginazione sono sempre attuali, così come lo è la sua voce, preziosa e illuminata, come quella di una mamma che fa da chioccia al suo bimbo. Lui era la Regina anzi, è la Regina, e cinque lustri non sono bastati per scalfire la forza della sua arte che, in modo inversamente proporzionale, è accresciuta di anno in anno dopo quel tragico e inevitabile 24 Novembre del 1991. Ho contattato personalmente 6 artisti italiani ai quali ho voluto chiedere un pensiero, un ricordo o un aneddoto legato a Freddie: i ragazzi si sono prestati immediatamente all'iniziativa raccontandomi quanto potrete leggere nelle prossime righe. Il minimo comun denominatore è presto detto: "Freddie è in tutti noi". Grazie per i vostri preziosi contributi.

Gaetano Loffredo



Alessandro Del Vecchio


adelvecchiox500"Riuscire a trovare le parole giuste per descrivere cosa siano stati i Queen per me, e per il mondo, è davvero difficile. Non riesco a trovare nella storia della musica una band che non si sia mai ripetuta, autocitata o che abbia perso il guizzo geniale, al passo con i tempi senza mai scendere di qualità, come i Queen. No, non penso proprio esista. In 14, 15 contando "Made In Heaven", dischi ufficiali con Freddie Mercury non c'è un brano che somigli ad un altro, che ricordi un'altra band o che sappia di "già sentito". Hanno avuto un'identità forte ed evidente in ogni singolo secondo della propria arte. Un'identità enorme, sfacciata, irriverente, ma delicata, di grazia e classe sopraffina. Io, molto probabilmente, non avrei mai iniziato a suonare senza "Bohemian Rhapsody". Senza quel brano non sarei passato da semplice ascoltatore al musicista desideroso di creare ed essere vivo nella musica quale sono ancora oggi. Di Freddie amo tutto. La voce unica, il timbro evocativo, le sonorità sempre vaste, fuori dagli schemi ma estremamente classiche e l'emozione che riusciva a dare ad ogni brano. Non riuscirei, anche volendo, a trovare una sua interpretazione vocale o musicale senza l'urgenza di chi ha il bisogno primordiale di urlare il proprio io artistico al mondo. Ecco, forse il motivo del fatto che non ci siano cloni paragonabili ai Queen è proprio questo. Una certa urgenza artistica ed esistenziale appartiene solo a rarissimi pezzi di universo scaraventati su questa terra per farci innamorare della vita ancora maggiormente, facendoci capire che siamo sempre piccoli in paragone al divino. A 25 anni dalla sua scomparsa mi ritrovo ancora a parlarne con estrema delicatezza, perché quel giorno ha segnato la mia esistenza, ha segnato l'esistenza di quel ragazzino che tutti chiamavano Freddie. Sì, perché nel periodo delle scuole medie io, per tutti, ero Freddie, il ragazzino che pensava solo alla musica e ai Queen. Ho iniziato a suonare e cantare per poter diventare un giorno come il mio idolo, unico e irraggiungibile."
 
(Foto di Riccardo Bernardi)

 



Fabio Lione

 

flione251"Mercury...in pochi possono dire di aver conosciuto e apprezzato l'uomo (Bulsara all'anagrafe..) ma in molti possono dire di apprezzare od aver apprezzato il musicista, cantante, compositore che tanto ha dato al mondo della musica. La cosa che Freddie più di qualunque altro aveva capito è che i dischi si fanno per il pubblico più che per se stessi! La lusinga maggiore per un musicista, a mio avviso, non è sentirsi dire quanto sono/siamo bravo/bravi o veloci, ma poter comunicare attraverso le canzoni con la gente che di tecnica non ne capisce granché. Il virtuosismo non è né stimolante né appagante, resta fine a se stesso e non crea unione né sentimento, produce invidie e competizioni! La tecnica col tempo si impara, scrivere belle canzoni invece è un dono di Dio, nessuno può insegnarlo, deve venite dal cuore.. e questo Farrokh Bulsara di Zanzibar lo aveva capito, lo aveva nel cuore e lo ha comunicato in tutta la sua vita, ed oltre, a milioni di persone! Forse non ho parole adatte a dire quanto questo artista mi possa aver dato, ispirato e comunicato. In occasione di quello che sarebbe stato il suo settantesimo compleanno, nel settembre 2016 l'asteroide 17473, scoperto nell'anno della scomparsa dell'artista, nel '91, è stato rinominato 17473 Freddiemercury! Io ho scelto questa data per prendere decisioni e reinventare me stesso, come uomo, artista e cantante! Grazie Freddie..."

 

Michele Luppi

mluppi_x400_01"Freddie e in generale i Queen piacevano a mia Madre... "A Kind Of Magic" ho dovuto per forza assorbirlo... poi comprai "The Miracle". Col tempo ho capito che elogiare solo la sua voce sarebbe stato un po' come sminuirlo: era un Artista, certo... ma sopratutto un Musicista Fenomenale. Il resto è visibile agli occhi di tutti. I miei brani preferiti sono "Friends Will Be Friends" e "Hammer To Fall". Se Re Julien fosse stato un cantante avrebbe voluto essere lui... Ma purtroppo gli è andata male ed è diventato me."

 

 

 

 

 

 

Enrico Paoli

 

enrico_paoli

"25 anni senza Freddie Mercury... se quando comprai l'album "News Of The World" nel 1978, uno dei dischi che mi ha cambiato la vita, mi avessero detto che sarebbe esistito un mondo senza di lui non ci avrei creduto. Ed invece... The show must go on! Mi ricordo benissimo quel maledetto 24 Novembre 1991 (anno horribilis, anche per un'altra grave perdita familiare), quando arrivò la notizia della morte del mito. Il servizio al TG della Rai fu una palata di sterco indegna che nemmeno l'allora famigerata rivista scandalistica Novella 2000 poteva concepire, ma poi partì la diretta su VideoMusic (o era già MTV?) con una giornata intera di video-clips, interviste a celebrità e contributi dei fan che resero il giusto omaggio. Ho una VHS da qualche parte, in cantina. Scrivere dei Queen e di Freddie Mercury è un onore incredibile, ma è anche impossibile per me riassumere in poche righe quello che la band significa per il sottoscritto. Sono da sempre la mia band preferita e senza dubbio un'influenza musicale costante e non solo per il brano "Forevermore" registrato per il terzo album dei Domine. Mi hanno da sempre spinto verso una musica molto arrangiata, con tante armonizzazioni e con atmosfere epiche ed altisonanti. I Queen sono tra l'altro una delle poche band che piace veramente a tutti e cinque i componenti dei Domine, dei quali solo Morby ha avuto la fortuna di vedere dal vivo con Mercury (ma lui non ha mai visto Ronnie James Dio... perciò ci invidiamo a vicenda!). Credo fermamente che Mercury sia, insieme a Kate Bush, la "voce" più bella che sia mai esistita, un artista che con la sua musica ha reso questa pianeta un posto migliore in cui vivere. E come tutti i fan ho dei ricordi vivissimi legati ai brani ed ai dischi dei Queen, la prima volta che ascoltai "Somebody To Love", come sigla di una rassegna televisiva, il momento in cui acquistai "Jazz" appena uscito insieme ad "A Night At The Opera", il primo poster pubblicato da Ciao 2001 appeso in camera, il primo istante in cui sentii la cassa iniziale di "Procession" su "Queen II" suonare nelle cuffie per poi essere travolto dalle chitarre di May e naturalmente l'emozione di aver visto almeno Brian May e Roger Taylor dal vivo. Insomma, 25 anni senza Freddie Mercury... ma la musica rimane e quando quella voce esce dalle casse dello stereo le emozioni sono sempre vive, intatte, immortali! There could be only one! Long live FM!"


Roberto Tiranti

robtiranti_01"Il mio amore per i Queen è nato in epoche lontanissime, non sapevo ancora né leggere né scrivere, avevo forse 4 anni e ciò che mi incuriosiva dei dischi, come per tutti i bambini, erano le copertine. Mio padre, che è sempre stato un cultore del Rock di un certo tipo, aveva acquistato il 45 giri di "Somebody To Love" la cui copertina non è nient'altro che la caricatura della band e mi attirò subito. Presi il disco, lo misi sul piatto perché già sapevo adoperare lo stereo, e da quel momento esatto cominciò il mio amore per i Queen. Amore che per i miei genitori era già scoccato tempo prima, ricordo che già quando avevo 2 o 3 anni ascoltavano Boheminan Rhapsody e il capolavoro "A Night At The Opera" in macchina. Il mio amore è nato in quel periodo e crescendo si è intensificato diventando uno dei miei gruppi di riferimento. Freddie, che te lo dico a fare, è diventato immediatamente il mio cantante di riferimento, si tratta di un sentimento che non si è mai spento. Sono fan sì, ma obiettivo: hanno alternato capolavori del rock ad altri brani molto più pop e commerciali ma anche in quei frangenti hanno dimostrato di essere musicisti incredibili."

 

Luca Turilli

 

lturilli251"Freddie Mercury è un'icona. Grazie alla sua sensibilità, al suo spirito, al suo lato femminile, riusciva ad incanalare e trasmettere un certo tipo di energia spirituale che gli consentiva di generare le grandiosità che ha creato."




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