I 20 anni di White Pony raccontati dai Deftones
La band di Sacramento annuncia la pubblicazione di una versione remixata del proprio capolavoro in occasione del 20esimo anniversario, dal titolo "Black Stallion"


Articolo a cura di Mattia Schiavone - Pubblicata in data: 18/06/20

Photo credits: James Minchin III

 

Proprio nei giorni in cui "White Pony" si appresta a festeggiare il 20esimo anniversario, i Deftones ci rivelano novità e vecchie storie sul loro capolavoro in una conferenza stampa organizzata su Zoom, in questi strani mesi per il mondo della musica (e non solo).

 

Chino Moreno (voce), Abe Cunningham (batteria) e Frank Delgado (tastiere) sorridono mentre raccontano di voler festeggiare questo importante anniversario con una nuova edizione di "White Pony", a cui si aggiungerà una versione intitolata "Black Stallion" e contenente remix dei brani originali realizzati da diversi artisti. "Uscirà quest'anno, ma è qualcosa che avevamo in mente da tantissimo tempo", ammette il cantante, "Addirittura dagli anni in cui stavamo lavorando all'album. E alla fine ci abbiamo lavorato con alcuni degli artisti che hanno influenzato il sound di molti pezzi." Al frontman fa eco il tastierista, raccontando anche come sono entrati in contatto la prima volta con DJ Shadow, uno dei musicisti che ha preso parte a questa nuova edizione: "Non avevamo ancora registrato "White Pony", ma avevamo già questa idea. Una sera dovevo aprire un suo live, quindi io e Chino siamo riusciti a parlargli e gli abbiamo detto ‘Siamo i Deftones e vogliamo che remixi il nostro album!' Lui ci ha guardato in modo strano ‘Deftones? Cosa suonate, ska? Ad ogni modo mandatemi le canzoni, così vedro.' Il punto è che non aveva nulla da mandargli in quel momento. Ci ha preso per pazzi, ma ora dopo tutto questo tempo siamo davvero contenti che anche lui sia parte di tutto questo, per festeggiare alla grande questo anniversario." Cunningham preferisce invece scherzarci su: "Oltre a questo, anche un po' di champagne per festeggiare mi andrebbe benissimo!"

 

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Chiamati invece a ripercorrere quei giorni in studio di due decenni fa, i tre si lasciano andare ai ricordi e alle motivazioni per cui hanno sentito di dover pubblicare un album così diverso dai precedenti, capace di cambiare le regole del gioco e rimanere iconico dopo tutto questo tempo: "Dopo i primi due album ci era stata affibbiata l'etichetta nu-metal, e per quanto ovviamente avessimo il massimo rispetto per tutte quelle band, volevamo distinguerci, spingerci oltre", ricorda Chino, "Non avevamo una direzione prefissata. Nell'album precedente "Around The Fur" avevamo già un paio di canzoni con una componente meno metal e più emozionale, come "Mascara" e "Be Quiet And Drive", quindi abbiamo deciso di partire da questi elementi e spingerci fin dove saremmo riusciti ad arrivare. Volevamo fare qualcosa di diverso, ma a priori non sapevamo cosa, è stato un processo molto fisiologico e ci siamo resi conto di diverse cose mentre lavoravamo alle canzoni. Nulla era prestabilito. Per quanto riguarda i testi invece, mi sono dedicato a temi più astratti, mettendo spesso da parte le esperienze personali."

 

"Sapevamo che sarebbe stato un album importante per noi e ci abbiamo creduto tantissimo", aggiunge Abe, "All'epoca vivevamo tutti vicino e oltre a scrivere e registrare, spesso uscivamo insieme e ci divertivamo. Credo che anche questa coesione sia davvero percepibile nell'album."

 

"White Pony" rappresenta quindi la prima vera evoluzione dei Deftones, un'evoluzione che, partendo dai brani, va a riflettersi anche sulle performance live della band, che dopo il 2000 raggiungono il perfetto equilibrio tra pura violenza e sognante emozionalità, in parallelo a quanto scritto nei solchi del disco: "Di sicuro è un album in cui siamo maturati molto e tutto questo si è riscontrato anche nei live, che sono diventati forse un po' meno selvaggi, più lenti, ma ugualmente intensi."

 

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Tra le armi in più di "White Pony" ricordiamo senza dubbio i suoni e le atmosfere feroci quanto sognanti. A questo proposito, i tre parlano sempre con affetto del produttore Terry Date: "Per noi è come se fosse un membro aggiuntivo della band", dice Delgado, "Senza Terry l'album sarebbe stato completamente diverso, dobbiamo tantissimo al suo lavoro." Anche Chino è d'accordo: "Una delle cose che amo del suo modo di lavorare è il fatto che non è il tipo di produttore che sta seduto sul divano a dare ordini, ma ha lavorato tantissimo sui suoni insieme a noi e questo ha avuto dei risvolti decisamente positivi sull'album. Una delle cose migliori sono proprio i suoni e le atmosfere che vengono risvegliate. Questo è anche il motivo per cui non faremo mai un remaster, si andrebbe a perdere quel sentimento di cui sono pregni i pezzi. Quando riascolto ora queste canzoni, mi sento esattamente come 20 anni fa quando le abbiamo scritte e registrate."

 

A questo proposito Cunningham ricorda con entusiasmo il momento in cui è nata una perla del calibro di "Digital Bath", forse il brano che meglio esemplifica la metamorfosi dei Deftones: "Avevo lavorato molto con Terry sui suoni della batteria e quando ho iniziato a suonare quel pattern è successo qualcosa di strano. Tutti si sono resi immediatamente conto che avevamo in mano qualcosa di davvero buono."

 

Lo stesso entusiasmo si può scorgere negli occhi di Moreno, mentre, tra un sorso alla tazza di tè fumante e quello successivo, ripercorre la creazione di "Change", destinato a diventare il singolo di maggior successo della band: "È stato uno dei primi brani a cui abbiamo lavorato, forse addirittura il primo. Ho sempre creduto che fosse un buon pezzo, ma il vero salto di qualità è arrivato quando abbiamo aggiunto il tappeto di tastiere di Frank."

 

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Dopo una densa conversazione che riporta alla luce i segreti di un capolavoro riconosciuto come tale anche dopo 20 anni, Moreno conclude ricordando con rammarico che proprio in questi giorni la band avrebbe dovuto essere in tour in Europa e, interrogato sull'intenzione di includere tutte le canzoni di "White Pony" in scaletta, risponde: "Ovviamente prima che venissero cancellate le date non avevamo ancora pensato con precisione a tutti i brani da suonare, ma non credo che avremmo suonato tutto l'album. Di solito ci sono diverse canzoni di "White Pony" in scaletta, insieme a molte altre e credo che sarebbe stato così. Stavamo invece pensando di includere qualche pezzo che non suoniamo da moltissimo tempo. Ad ogni modo non escludo che in futuro possano esserci concerti in cui suoneremo tutto l'album, potrebbe essere una bella idea."

 

A prescindere da quello che succederà nei prossimi tour, la prossima occasione per riascoltare interamente "White Pony" non tarderà ad arrivare. Settimana prossima si terrà infatti un listening party dell'album sul canale YouTube della band (la notte tra il 22 e il 23 giugno, alle ore 3 in Italia), con cui percorrere ancora una volta questo viaggio affascinante e colmo di emozioni.




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