Cinema: 200 Motels - Il Cinema Secondo Frank Zappa
Un puro esperimento cinematografico, diretto a quattro mani con il regista Tony Palmer.


Articolo a cura di SpazioRock - Pubblicata in data: 28/08/16

Articolo a cura di Alexey Alberti in collaborazione con blackmaria.it.

 

 

Il cinema può mostrare diverse sfaccettature, a seconda del contesto e delle persone coinvolte; non è solo un'arte il cui fine ambisce ad intrattenere oppure ad incantare lo spettatore con immagini suggestive e dialoghi poetici.

Esso può anche aspirare a sfruttare l'ipercreatività ed il desiderio di sperimentare d'uno o più individui.

Questo il caso di 200 Motels: un puro esperimento cinematografico, diretto a quattro mani dal regista Tony Palmer e dal compositore, polistrumentista, direttore d'orchestra, cantante e produttore discografico Frank Zappa, del 1971.

 

200_motels_voiceprint_02

 


L'obiettivo di Palmer e Zappa era quello di esplorare le correlazioni fra musica rock e musica classica (collegamento affascinante, più volte attraversato da Zappa nelle sue composizioni), realizzando così un documentario di carattere surreale sui musicisti rock e sulle groupie, ossia le ragazze che accompagnavano, dai primi anni settanta, le rockstars con le loro band nelle tourneé.

Doveroso ammettere che, checché si possa dire a sfavore (una regia sporca, storia frammentata e non lineare, non una maestosa recitazione, con un cast in cui è presente persino Ringo Starr nei panni di Larry "il nano", l'alter-ego sullo schermo di Zappa), rimane un esempio di sperimentazione cinematografica lodevole, un modo alternativo di realizzare un documentario musicale.


La trama in sintesi del film si basa sulla vita di un musicista rock "on the road" alla fine del ventesimo secolo, periodo caratterizzato da una condizione surreale (così la pellicola la presenta) della cultura e della politica negli Stati Uniti; tuttavia, è praticamente impossibile seguire con coscienza la storia del film, in quanto non lineare, ma composta da una serie di numeri musicali, scenette comiche e surreali, che mirano a criticare la società e le sue abitudini nel periodo in cui Zappa e Palmer scrissero e girarono il film stesso.


Inoltre, Zappa affermò che il film risultò, alla fin fine, poco logico dal punto di vista della trama dacché solo un terzo del copione fu effettivamente girato; questo a causa dell'abbandono del progetto da parte di alcuni membri del cast, della produzione e dello stesso regista, che non volle più portar avanti il lavoro (forse perché antitradizionalista e per nulla in linea col concetto di pellicola cinematografica).

Ciò, infatti, portò Zappa ed i pochi collaboratori rimasti a modificare la trama all'ultimo, aumentando la confusione nella trama e nello svolgimento della storia.


Concludendo, non è stato affatto un progetto riuscito e riconosciuto come tale quello di realizzare un documentario in stile amatoriale e caotico, mal organizzato: delusione probabilmente grande per Zappa, grande amante del cinema oltreché virtuoso musicista.


Nondimeno, la visione è assolutamente consigliata, anche solo per capire che il cinema non è soltanto quello che è stato fatto da decenni, ma anche quello che non è mai stato fatto e che potrebbe esser fatto (nei limiti del reale).

Dopotutto, è pur sempre Frank Zappa!




Speciale
ESCLUSIVA: ascolta lo streaming di "Thousand Souls Of Revolution"

Speciale
PREMIERE: guarda il video di "La Notte Di Valpurga"

Recensione
Muse - Simulation Theory

Speciale
ESCLUSIVA: ascolta lo streaming di "Il Blu Di Ieri"

LiveReport
Bullet For My Valentine Gravity Tour 2018 - Bologna 31/10/18

Speciale
ESCLUSIVA: ascolta lo streaming di "The Living Past"