Le tre vite di Chris Cornell
Trilogia della voce manifesto del Grunge


Articolo a cura di Sophia Melfi - Pubblicata in data: 18/05/18

"Chris Cornell è stato uno degli artisti più influenti ad uscire da Seattle. Aveva uno strano modo di avvolgere melodie donando a queste un suo tratto distintivo che le rendeva immediatamente orecchiabili. Ed era un magnifico scrittore-poeta." Jeff Ament

 

Tre, come la triade della perfezione e come gli stadi fondamentali della carriera di uno degli interpreti più significativi degli anni Novanta, quella di Chris Cornell. L'uomo dalle parole d'oro ci lasciava esattamente un anno fa dopo aver realizzato, lungo un tortuoso percorso, qualcosa di etereo e fortemente rappresentativo di un'epoca. Una pesante eredità da trattenere, costituita dai simboli primi della sua lotta: musica e parole.

 

1991 - "Badmotorfinger"


Sono gli anni di una mirabolante ascesa musicale per l'alternative rock in quel di Seattle. Proprio nel 1991 vengono pubblicati quattro capisaldi del genere quali Nevermind, Ten, Badmotorfinger e Temple Of The Dog. E se il successo dei Nirvana era già in vista, questo non impedì che l'attenzione mediatica si rivolgesse comunque anche alla nascita di una nuova scena generale più complessa e articolata di quanto si pensasse. Non erano solo camicie a scacchi, eroina e rumori frastornanti di chitarre elettriche, erano gli anni di una vera e propria rivoluzione della rabbia radicata in un persistente background punk, insediatosi a Seattle tra gli anni Ottanta e Novanta, che trovava i suoi maggiori esponenti in queste giovani band. Essenziale il contributo di "Badmotorfinger", con cui Cornell corona finalmente il suo sogno di vivere di musica, nella musica e con la musica, giorno dopo giorno. Un riscatto possibile grazie all'unica arma in grado di tenere a freno le passioni negative e catalizzare un notevole estro creativo che si faceva faticosamente strada. Un canto sanguinante, quello di Chris, che implode ancora in "Outshined" e altri singoli sensazionali dell'album. Sin dai primissimi esordi con i Soundgarden, la proposta di Cornell non ha rappresentato che questo: una logorante lotta tra bene e male, tra voglia di emergere e consapevolezza della propria imminente tendenza all'autodistruzione.


"I just looked in the mirror
And things aren't looking so good
I'm looking California and feeling Minnesota."

 

chriscornell17052018818

 

2002 - "Audioslave"


Con "Audioslave" e "Out Of Exile" si aprirono numerose e proficue collaborazioni inaugurate da un sound tutto nuovo, inaspettato, ma con un imprescindibile marchio di fabbrica: la voce di Chris che riecheggia ancora oggi sulle note di "Like a Stone". Il messaggio permane nella sua universalità catturando, come sempre, orde di anime in affinità viscerale con la sua interpretazione, sempre intensa, sempre bisognosa di comunicare un eccesso.

 

"I confess
I was lost in the pages
of a book
full of death
Reading how we'll die alone.
And if we're good we'll lay to rest
Anywhere we want to go."

 

chriscornell17052018604

 

Ciò che contraddistingue la stagione degli Audioslave è quella sensazionale e unica forza frammista alla voglia di combattere che si evince dai testi e dalle impetuose sonorità della band. Una rabbia che deriva da un background essenzialmente hard rock a cui si coniugano perfettamente i graffianti riff di Tom Morello e i potenti bassi di Tim Commerford. A brani energici e vitali come "Show Me How To Live" e "Shadow On The Sun", si contrappone il lato malinconico e riflessivo dell'album, ben visibile in "I Am The Highway", traccia concepita sulla forma di una rock ballad animata dalla performance di Cornell.


2015 - "Higher Truth"


La più alta verità è che non si può sfuggire alle passioni senza averle prima comprese e affrontate. Un destino, quello del suo protagonista, che sembra scriversi da solo. Una mastodontica carriera musicale culminata con la pubblicazione dell'ultimo album, "Higher Truth" e del successivo singolo "The Promise", concepito come colonna sonora dell'omonimo film, i cui ricavati sono stati in larga parte devoluti al progetto umanitario portato avanti da tutta la famiglia Cornell, l'International Rescue Committee.

 

 
 
Quando perfino coloro che ci sembravano miti invincibili, nonché emblemi di un'era musicale e culturale, sono stati scalfiti dal tempo e soggiogati da certi fardelli personali, non resta che ricordarne il lato migliore e gli intenti più profondi e significativi. Nel caso di Cornell, la sua arte espressiva è e sarà sempre non soltanto un confortante rifugio ma anche stimolo continuo, cristallizata in musica e istoriata in lancinanti parole d'oro. 
 

"I know that it feels like
We will live forever
But I fear
That time can hide the years
Like we were never here
So hold on tightly my dear
Before We disappear."

 

chriscornell17052018894_01

 




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