ESCLUSIVA: ascolta lo streaming de "L'Arte della Autodistruzione"
Questo il titolo del quarto disco di Carmelo Amenta uscito lo scorso 21 febbraio


Articolo a cura di SpazioRock - Pubblicata in data: 26/02/18
L’arte dell’autodistruzione” è il quarto album di Carmelo Amenta. È pieno di istanti e di particolari in cui si mette a nudo e non è un bel vedere. È composto da dieci storie d’amore ammaccate e da una cover, in versione garage, dei CCCP. Le atmosfere dark wave che contraddistinguono il disco fanno da colonna sonora a lettere non spedite e considerazioni mai compiaciute né retoriche. È una sorta di riflessione amara ed ironica sulla fine di una relazione fondamentale e stramba e sulle conseguenze che derivano da essa. È il brindisi incoerente e salvifico di chi farebbe meglio a restare per terra e invece prova di continuo a rimettersi in piedi: di sottofondo suona un’orchestrina elettrica che, a giudicare dal pubblico, pare aver perso l’istinto all’autoconservazione.

Il disco è uscito per Altipiani/BarbieNojaRecordings/AudioGlobe/Believe. Alla batteria c’è Roberto Cappellani, che è anche il produttore esecutivo dell’album; i video e le fotografie sono stati curati da Giovanna Pavano, Rossella Mollica e Concetta Inglima. La copertina e l’artwork sono opera dell’architetto Peppe Lasagna, la parte digitale è di Fabiola Guarino.

L’album è stato registrato al Born to Grill a Noto e prodotto artisticamente da Carlo Barbagallo.

 
 
 
BIOGRAFIA

Carmelo Amenta è nato a Siracusa, ha vissuto a Roma e nella sua città natale. Ora soggiorna inquieto in una provincia siciliana. Ama i gatti, le streghe e il vino rosso. Nel 2006 ha composto delle canzoni e qualcuna è finita in "Sembrano lacrime, invece piove" e.p (Barbie Noja Recordings). Suona in giro. Nel febbraio 2009 comincia le registrazioni di 15 brani, 5 di questi fanno parte de "La gioia ostentata di una notte che recita", un e.p. pubblicato e distribuito in download gratuito dalla già citata Barbie Noja Recordings. Gli altri 10 brani compongono il corpo de "L'erba cattiva" (BarbieNojarRecordings/ engine of saturation records) che viene pubblicato a febbraio, nel 2010. A fine marzo comincia il mini-tour di supporto al disco. Le canzoni sono in programmazione in diverse radio. Viene intervistato da Radio Capodistria e e Rairadiouno, durante Steronotte, dove esegue anche tre brani acustici. Molte le recensioni di questo lavoro su fanzines web e cartacee e giornali musicali. Tempo dopo, tra un live e l’altro compone quello che è il suo secondo disco: "I gatti se ne fanno un cazzo della trippa". L’album contiene 10 brani, e invece della classica ghost track, un ghost e.p. di 5 brani. Cambia la formazione che lo accompagna, alla ricerca di un suono più acustico e sporco. Al contrabasso c’è Francesco Attardi, il bassista dei Suzane Silver, all’altra chitarra Enzo Pepi, il chitarrista della Pepi Band e alle percussioni Graziano Latina, che suona anche con Davide Di Rosolini e La Clinica. L’album è stato registrato a Fiumedinisi, all’eye&ear studio a luglio 2011 in sei giorni e quasi interamente dal vivo. La produzione artistica è di Paolo Messere, ex Ulan bator e attuale deus ex machina dei Blessed child opera. L'album viene recensito entusiasticamente dalle grandi riviste musicali ufficiali. Tante e bellissime le recensioni delle fanzines riguardo "I gatti se ne fanno un cazzo della trippa". Il singolo "Tutto è fuori posto sempre" viene inserito in diverse compilation. A settembre esce il video del nuovo singolo "Per i vermi siamo tutti uguali": la regia è di Giuppy Uccello e tra gli altri partecipano nel ruolo di attori William Wilson e Salvo Cubeta (QBETA). Suona il basso in un paio di brani de "La Rivoluzione nel monolocale" di Ali' e suona chitarra e basso in The Darkest Sea dei Blessed Child Opera. Nel luglio 2013 comincia la registrazione del suo terzo album, "Cuori e parole in piccole botti di legno" che esce a gennaio 2014 per Altipiani con distribuzione Audioglobe (per il supporto fisico) e Believe (per il supporto digitale): l'ufficio stampa e' Lunatik. Seguono tre mini tour. Il primo esclusivamente radiofonico: Radio Rock, Rai Radio Uno e Radio Città Aperta; il secondo copre l’Italia dalla Calabria alla Toscana e il terzo affronta il territorio siciliano. Concorde la critica nel ritenere Amenta una realtà importante del panorama musicale italiano. Nel 2015 comincia a comporre "L’arte dell'autodistruzione". 
 
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