Libri: Black Metal Compendium Volume 2 - Europa e Regno Unito
La diffusione del culto nel resto del continente europeo


Articolo a cura di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 28/11/17
"In Francia il black metal degli albori si scrive Légions Noires, un'accolita di band sotterranee, misteriose e quasi "proibite", le cui pubblicazioni venivano spesso passate (rigorosamente in cassetta) solo a mani selezionate; e se il black metal - tra le varie semplificazioni - era nato come reazione al progressivo "imborghesimento" della scena death, quest'accolita coagulatasi in Bretagna come sangue malato muoveva le prime accuse contro la (presunta) disonestà intellettuale dei gruppi norvegesi già nel 1993, scegliendo di offrire un suono oltranzista e cacofonico, accompagnato da un'immagine a dir poco catacombale, che avrebbe fatto l'invidia del compianto Dead". [Simone Vavalà]
 
 
Seconda parte della trilogia edita da Tsunami Edizioni, "Black Metal Compendium Volume 2 - Europa e Regno Unito" (Collana I Tifoni) si occupa della propagazione del metallo nero attraverso il vecchio continente a partire dagli anni '90; dopo il tomo precedente, focalizzato sulle manifestazioni del culto in Scandinavia, Lorenzo Ottolenghi e Simone Vavalà virano la propria attenzione nei confronti di quelle band capaci di trarre stimolo creativo dal blasfemo esempio dei commilitoni nordici. 
 
8154660_2784650In poco più di duecento pagine suddivise in otto capitoli e corredate da cover a colori dei cento dischi esaminati, i due autori intraprendono il viaggio partendo dal bacino del Mediterraneo, in particolare dalla Grecia e dalla penisola iberica, concentrando l'interesse sulla struttura particolare nella quale viene declinato il cupo verbo: ipnotico, filosofico e aperto alla contaminazione quello ellenico, pomposo, articolato e connesso inconfondibilmente alla cultura musicale dell'Europa meridionale la direzione intrapresa dalla sotterranea realtà ispano-portoghese. Dal progetto eterogeneo e variegato dei Rotting Christ dei fratelli Tolis alle atmosfere evocative dei Necromantia, dai profumi doom dei Varathron al tradizionalismo boreale degli Zemial: uno sguardo che non trascura vere chicche quali i baschi Numen e i sotterranei Blazemth. sino ad arrivare a personalità maggiormente in vista come Moonspell e Astarte.
 
All'Italia è dedicata un'intera sezione: l'estremismo nostrano, pur di dimensioni ridotte rispetto ad altre nazioni in quanto a numero di esponenti, si differenzia palesemente dalle proposte coeve. In esso giocano un ruolo preminente gli stili tradizionali dell'heavy metal combinati a un'aura occulta suggestiva e vagamente romantica. Mortuary Drape, Opera IX, Necromass rappresentano gli araldi del movimento nelle fasi iniziali e si pongono quali anticipatori delle propensioni sperimentali successive; le infestazioni electro-industrial degli Aborym e il mood funebre dei Forgotten Tomb, prime-mover dell'emergente DSBM, completano una scena tricolore oracolare ed esoterica.
 
Il cammino continua in direzione di nuovi territori: in Francia non sfugge all'occhio indagatore la presenza del black tossico, vampiresco e rigorosamente lo-fi delle famigerate Légiones Noires, accolita bretone nata in risposta alla rivoluzione sonora verificatisi in Norvegia e resasi responsabile di una cospicua serie di produzioni disciplinate dalle ferree leggi dell'underground. Una sfilza di demo così limitati e risibili da non raggiungere un pubblico diverso dalla ristretta cerchia degli affiliati: Mütilation, Belkètre, Vlad Tepes e Torgeist si confermano pionieri di un sound ostile e misantropico, malefico spunto per gruppi futuri dalla vena avant-garde (Deathspell Omega, Blut Aus Nord) o furiosamente sciovinista (Peste Noire). 
 
La Gran Bretagna e le sue rade e ibride manifestazioni (Cradle Of Filth, Bal-Sagoth), le multiformi branche della nera liturgia nelle zone di idioma tedesco (Nargaroth, Lunar Aurora, Darkspace, The Ruins Of Beverast), le attitudini epico-nazionaliste e contestatarie delle formazioni provenienti dall'ex cortina di ferro (Graveland, Behemoth, Master's Hammer, Nokturnal Mortum) conducono il lettore verso la fine del libro, a un passo dall'abisso. Ivi compare uno studio sintetico di lavori di ensemble provenienti da luoghi periferici quali Belgio e Repubbliche Baltiche (Enthroned, Loits), intrisi di violenza e misticismo, e di opere borderline frutto della tetra immaginazione soprattutto di musicisti olandesi, in grado di aggiungere robuste dosi di power electronics, iniezioni di dark ambient e perle di symphonic-horror (rispettivamente Gnaw Their Tongues, Urfaust, Carach Angren): una panoramica che si chiude con una breve retrospettiva sui maestri prodromici del genere in area continentale.
 
Al di là di perdonabili dimenticanze (Seigneur Voland, Veles, Old Wainds, Ad Hominem, Nehëmah) e discutibili inclusioni (Cult Of Fire), fatali del resto in iniziative editoriali di tale natura, il volume conferma le buone sensazioni già avvertite nella puntata anteriore, ponendosi alla stregua di succulenta miniera di informazioni e accurate analisi capaci di accompagnare gli astanti cartacei lungo un tragitto il cui scopo risiede nel costeggiare l'infernal burella e possibilmente riuscire a penetrarne le tenebrose cavità: con l'Oscura Fiamma a illuminare il sentiero.
 
"Davvero, non posso definire i Rotting Christ come una vera band black metal. Ci sono persone e gruppi in Scandinavia che lo fanno meglio di me. D'altra parte, posso capire come i Rotting Christ potrebbero rientrare in un certo tipo di black metal, [...] c'è molta musica nera e scura che proviene da sud". (Atahanasios "Sakis" Tolis)



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