Libri: Black Metal Compendium - Volume 3 - Stati Uniti E Resto Del Mondo
Il morbo si propaga oltre i confini europei


Articolo a cura di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 21/08/18

"Il black metal in America è relativamente giovane. Qui non abbiamo avuto i roghi delle chiese, gli omicidi, il culto della personalità. Però avevamo la musica. Ecco cosa avevamo". [Neil "Imperial" Jameson]

 

Ultima parte della trilogia edita da Tsunami Edizioni, "Black Metal Compendium Volume 3 - Stati Uniti E Resto Del Mondo" (Collana I Tifoni) si occupa della capillare diffusione della nera epidemia oltre i confini del vecchio continente, territorio già oggetto di studio dei due tomi editi. Lorenzo Ottolenghi e Simone Vavalà concentrano impegno e attenzione nello scandagliare le profondità estreme delle molteplici realtà extraeuropee, tutte altamente ricettive nei confronti del trve kult per antonomasia, a eccezione dell'Africa e delle aree centrali dell'Asia, zone di fatto impermeabili al contagio per la massiccia resistenza delle tradizioni locali. Benché lo stile di scrittura e l'impostazione strutturale del volume non si discostino molto dalla coppia precedente, la nuova esplorazione risulta maggiormente appassionante: l'eterogeneità dei dischi finiti sotto la lente d'ingrandimento consente al lettore di scoprire, accanto a nomi abbastanza noti, entità misconosciute e davvero peculiari, capaci di reinterpretare un genere e conferire ad esso freschezza e interesse.

 

bmc3_frontIn centonovantuno pagine corredate dalle cover a colori dei cento album esaminati e suddivise in un paio di brevi introduzioni, otto capitoli e un'appendice finale aggiunta a mò di riflessione sul lungo percorso effettuato, i due autori intraprendono il viaggio partendo dagli USA, con lo sguardo  teso all'analisi del caratteristico tragitto imboccato dalla giovane e sterminata repubblica federale. Un paese attraversato da un numero consistente di gruppi, uniti di volta in volta dall'indagine introspettiva e dolorosa dell'Io (Krallice, Leviathan, Xasthur), dall'amore trascendentale per il paesaggio (Agalloch, Wolves In The Throne Room), dalla classica blasfemia di stampo scandinavo (Black Funeral, Demoncy). Non mancano nel pingue elenco formazioni vicine all'NSBM (Grand Belial's Key) o all'ecofascismo (Velvet Cacoon), né tantomeno importanti accenni a fondamentali espressioni prodromiche (Judas Iscariot, Profanatica, Von): certo, costituisce un piccolo abbaglio l'esclusione dei Liturgy, originali dal punto di vista della teorizzazione del Verbo, e dei Vrolok, one man band in grado di coagulare superbamente filosofia esistenzialista e sconvolgente malvagità, ma complessivamente la panoramica può ritenersi esaustiva. 

 

A seguire tocca al Canada mostrare le cupe ricchezze di un glaciale Eldorado: da un lato A.M.S.G., Megiddo, Revenge si fanno portabandiera di un'intransigenza bellica fortemente nichilista, dall'altro Forteresse, Gris, Monarque intrecciano un sound morboso e ipnotico a istanze indipendentiste di matrice francofona. Nel mezzo il furore anarcoide degli Iskra e e le tinte RABM degli Skagos completano un quadro particolarmente intrigante. La carrellata si chiude con uno sguardo all'America centrale e meridionale: Messico, Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Perù recepiscono in maniera diversa l'elitarismo oscuro, tra isolate manifestazioni andine (Illapa), feroce nazionalismo uncinato (Ulfhethnar), suggestioni Maya (Xibalba), e l'opera di personaggi di rilievo come  Bull Metal ed Ek Balam, veri prime mover del contesto latino.

 

Il cammino continua approdando nelle lande del Dragone: in una regione in cui anche Cina e Taiwan pian piano cercano di ritagliarsi uno spazio adeguato, sono il Giappone e Singapore a rappresentare, grazie alla qualità della proposta di Abigail, Sigh, Impiety e Rudra, le punte più avanzate di un movimento che trae altresì grande creatività dalla commistione con la cultura e la strumentazione autoctona. E mentre procedendo verso est si evince quanto la frastagliata geomorfologia dell'Oceania, pur sede di protagonisti di ottimo livello (Drowning The Light, Naxzul, Striborg) non permetta l'emergere di una scena compatta e condivisa, ingranare la retromarcia e varcare le frontiere del Medio Oriente e della Russia significa cambiare le nostre prospettive. Se per i libanesi Ayat e gli iracheni Seeds Of Iblis urlare ai quattro venti messaggi misantropici e antireligiosi in regimi teocratici coincide infatti con una possibile condanna a morte, rendere di dominio pubblico il proprio orientamento politico neonazista equivarrebbe, per la maggioranza degli act cirillici (Branikald, Forest, Temnozor), a una pronta incarcerazione: i proclami satanisti pronunciati in un piccolo borgo norvegese appaiono, al confronto, un giochino puerile. 

 

Si conclude dunque brillantemente la serie dei libri dedicati alla storia e all'espansione globale del black metal: al di là delle inevitabili discussioni, in fin dei conti superflue, sugli ensemble inseriti e su quelli ignorati, bisogna considerare la natura dell'opera in questione, che sin dal titolo palesa un carattere alieno da nefaste pretese enciclopediche. Il compendio necessario per chiunque desideri lasciarsi avvolgere dallo splendore della malefica Fiamma.

 

"Il black metal è forse l'unico genere musicale dove l'idea dietro la musica è più importante della musica stessa. La musica è più che altro un riflesso delle idee, ma l'aspetto più importante è comunicare il pensiero". [Negru]

 




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