Gotthard: successo annunciato all'Argovia Fest
Nella fornace di Birrfeld (CH), i Gotthard danno spettacolo davanti 65mila persone


Articolo a cura di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 13/07/10

LA CARICA DEI 65.000


E’ un titolo forte, vero, è un titolo che catalizza tutta l’attenzione, vero, ma è anche e soprattutto un titolo che rappresenta fedelmente quello che si è visto lo scorso cinque giugno in quel di Birrfeld, nel cuore elvetico, località nei pressi della deliziosa Lenzburg che ha ospitato l’edizione 2010 dell’Argovia Festival. Sessantacinquemila i presenti che hanno inondato l’ampissima superficie ricavata a fianco di un aeroporto che ospita piccoli aeroplani, vera e propria attrazione turistica all’interno della quale è possibile affittare o perfino acquistare un aereo e perché no, sorvolare e godersi il verde della Svizzera… da qualche centinaia di metri d’altezza.


Ma facciamo un salto indietro nel tempo per un flashback doveroso. Partenza da Como, Italia, alle ore 11:00, arrivo a Lenzburg quattro ore dopo, alle 15:00, causa traffico intenso all’ingresso della galleria del San Gottardo. Poco male, armati di pazienza raggiungiamo l’hotel che ospita i nostri beniamini e concordiamo un’intervista serale nel backstage, da tenersi circa un’ora prima del concerto dei Gotthard, fissato per le ore 21.50.

Abbiamo perciò tutto il tempo per visitare il centro cittadino ed ecco spuntare dal nulla la prima sorpresa: incontriamo Hena Habegger che ci riconosce subito e col quale riusciamo a scambiare qualche battuta prima dei saluti e dell’appuntamento in quel di Birrfeld. E’ tempo di dirigerci sul luogo del concerto e di prendere le misure necessarie per godercelo al meglio.

Alle 17:00 il parterre è già in fermento, Van Golden, Marc Sway e Dada Ante Portas, beniamini del pubblico, si alternano sull’immenso stage centrale. Ad allietare le pause c’è di tutto e di più: il Gotthard Fan Bar stipato all’inverosimile e decine e decine di stand alimentari che servono cibo proveniente da tutto il mondo: Cina, Germania e Italia tra i più gettonati. Alle 20:30 entriamo nel backstage e mezz’ora dopo veniamo accolti da un Leo Leoni impegnato nelle prove pre-concerto: ci sediamo accanto a lui e alla sua Gibson Les Paul e proviamo a spillargli qualche anticipazione sull’imminente futuro…


Ciao Leo, hey, non stancarti troppo! Come sta andando il tour in Svizzera?


Ciao Gaetano, ciao ragazzi! Il tour sta andando molto bene, stiamo facendo delle bellissime serate con tanta gente, alternando date come quella di stasera nella quale ci saranno all’incirca quaranta, cinquanta mila persone a quelle un po’ più piccole e un po’ più ridotte. Naturalmente siamo contenti, le recensioni e gli articoli su di noi sono buoni e non possiamo certo lamentarci. Siamo da poco tornati dalla Russia e dalla Scandinavia, date che sono andate molto bene, continueremo a fare i festival, torneremo in Germania e penso che termineremo il tour in ottobre. Magari c’è ancora qualche sorpresina che prima o poi salterà fuori, vedremo.


Hai qualche piccolo aneddoto da raccontare ai vostri fan che non hanno potuto assistere alle date di Thonex, San Gallo, Wetzikon e quella di ieri sera ad Aarberg?


Beh guarda, per quanto possano essere simili, ogni data ha la sua storia e il suo perché. A Wetzikon per esempio è stato fantastico, sono arrivati sul palco migliaia di pupazzi lanciati dai fan, ci hanno commosso. Ieri sera ad Aarberg c’è stato qualche problemino tecnico ma abbiamo risolto velocemente, pubblico fantastico come sempre. Per stasera vedremo, il set è un po’ più corto ma passerà direttamente in radio e per chi è sfortunato e non riesce a raggiungerci beh… come vedi può ascoltarci lo stesso.


Leo, ancora non è stata ufficializzata ma a quanto pare il 17 luglio farete tappa nella vostra Lugano, saranno felicissimi i fan ticinesi e quelli del nord Italia… è così?


Se così sarà, confermo che saranno felici! (ride, ndg)


Senti, c’è un feeling particolare tra i Gotthard e Lugano rispetto alle altre località svizzere?


Penso proprio di sì, a Lugano siamo di casa, c’è amore e disagio allo stesso tempo proprio perché sei a casa tua, ma ti assicuro che c’è più amore.


Tu poi sei di casa al 100%!


E’ vero, ma ti assicuro che io sono e sarò l’unico che non mostrerà nervosismo o pressione prima di salire su quel palco. (ride, ndg)


State preparando qualcosa di speciale per la gente che potrà riabbracciarvi a Lugano?


Non so, dobbiamo ancora discuterne. Probabilmente continueremo col set che stiamo portando in giro da un po’. Sui Lucerne Caledonians, non so se ci saranno, anche questo è da vedere.


Puoi darci qualche piccola anticipazione su prossimi concerti, cd, dvd o blu-ray che non avete ufficializzato ma che avete in cantiere?


Non posso dire niente senza il mio avvocato. (ride, ndg)


Bene Leo, per il momento è tutto. Ti lascio lo spazio per i fan...


Un saluto dal vostro Leo che come di consueto si sta preparando per salire sul palco, mancano davvero pochi minuti. Un grosso abbraccio a tutti i lettori!



Lasciamo pertanto il buon Leo in tempo per ultimare il suo allenamento e ci avviciniamo al palco, dove incontriamo il resto della band tranne Steve Lee, che esce dal suo camerino soltanto all’ultimo istante: un saluto a tutti coloro che lo stavano attendendo con trepidazione prima di percorrere gli ultimi metri che lo separano dal palco. Sono le 21.50, che lo show abbia inizio.
La folla alimenta l’energia di un gruppo già su di giri, dallo stage, posso assicurarvelo, si fa fatica a distinguere dove finiscono gli spettatori e dove inizia il cielo ma la sensazione, netta, è quella di un gruppo talmente affiatato da non sentire nessun tipo di pressione anzi, i ragazzi si gustano lo spettacolo esattamente come chi gli sta di fronte.
“Unspoken Words” è il pezzo che scalda il motore, “Gone Too Far” è quello che assesta il livello di interesse, “Top Of The World” manda in estasi i cinquanta mila. “Need To Believe” e l’immortale “Hush” non fanno altro che confermare la forma mondiale di Steve Lee, al microfono infatti ruggisce come un leone, poi Leo e Freddy si piazzano uno di fronte all’altro per un duello all’ultima nota nella nuovissima “Unconditional Faith” e prima dell’ingresso trionfale dei Lucerne Caledonians. Il set acustico firmato Leo & Steve fa scendere qualche lacrima, soprattutto quando è “One Life, One Soul” ad accarezzare i cuori dei presenti, ma poi si riparte a tutta velocità con “Shangri La”, “I Don’t Mind” e “The Oscar Goes To You”. E’ tempo di saltare sulle note dell’acclamata “Lift U Up”, brano che ha fatto tremare il terreno dell’Argovia Fest, poi Steve comincerà a soffiare all’interno della sua armonica il motivetto di “Sister Moon” per quello che definirei il brano dei brani: irresistibile il ritornello, invincibile l’assolo di Leo che lo suonerà portando la sua Gibson dietro le spalle. Rock on. Il set è più corto del solito, ma l’intensità è quella di sempre: chiudono in bellezza “Anytime, Anywhere” ed “Heaven”, che danno spazio ai fuochi d’artificio anche se quelli veri, ve lo posso assicurare, hanno appena incendiato un festival che senza di loro non sarà mai più lo stesso. Lunga vita ai re.

Setlist:

Unspoken Words
Gone too far
Top Of The World
Need To Believe
Hush
Unconditional Faith
Acoustic Set
Shangri La
I Don’t Mind
The Oscar Goes To
Lift U Up
Sister Moon
Anytime, Anywhere
Heaven

Fotogallery by Donatella Lomma




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