SpazioRock presenta: Dentro al cilindro di Slash #3
Terzo appuntamento in compagnia dello staff di Slash Italia, questa volta alla scoperta dell'eclettico Myles Kennedy


Articolo a cura di SpazioRock - Pubblicata in data: 23/04/14

Speciale a cura dello staff di Slash Italia.

 

SPAZIOROCK PRESENTA: DENTRO AL CILINDRO DI SLASH #3

 

Myles... Kennedy...
 
...inspirare... Myles... espirare... Kennedy...
...inspirare ...Myles... espirare... Kennedy...
 
Serve raccogliere molta concentrazione per cominciare a parlare di questo artista, ma serve sopratutto capire da quale parte cominciare. Le vicende di senso compiuto sotto questo sole hanno un principio, generalmente in qualche modo si svolgono e appunto si "compiono", terminando perfette, lineari, pulite e semplici. Entro questi estremi succedono, si modificano, ripercorrono i propri passi, prendono o si perdono per le strade e alla fine di tanto vagare giungono ad una destinazione. Perfette, lineari, pulite e semplici.

Sono le cose belle.

slash_speciale3_01Leggendo un libro che poco ha a che fare con la musica, ho trovato illuminante un’affermazione nascosta tra le milioni di parole scritte che rischiara una idea, inconsapevolmente compiutasi nella mia mente. Una folgorazione. Una inaspettata sorpresa. Il risultato dello smuovere un lenzuolo che occultava qualcosa: "la bellezza, quando è tale, si completa in sé." (“L’arte del Rugby”).

È proprio vero!

La bellezza è fine a sé stessa, si completa da sola, si basta da sola, è finita entro i propri limiti e non ha bisogno d’altro. Ammirandola non si può che goderne e constatare che è perfetta, lineare, pulita e semplice. Proprio questa perfezione, linearità, pulizia e semplicità sono gli elementi che ho trovato in un artista che ho conosciuto per caso e che casualmente ha incrociato il proprio destino con un altro artista al quale ero più affine. Un artista chiuso entro limiti precisi, senza sovrastrutture, senza sofisticazioni, un artista senza se e senza ma, una capacità artistica completa, scrittore di testi, abile musicista e soprattutto abile cantante, un artista di senso compiuto, un personaggio sostanzialmente "tondo", compiuto nel suo essere bene e tutto.

Insomma, un artista bello.
 
Inspirare... Myles... espirare... Kennedy.
Inspirare... Myles... espirare... Kennedy.
 
Nato Myles Richard Bass, è rimasto orfano di padre in giovane età, prendendo successivamente il cognome del secondo marito della mamma, un ministro di culto che lo ha cresciuto secondo principi cristiani. Sin da giovane ha mostrato un interesse ed una predisposizione per la musica che gli hanno consentito di studiarne la teoria, con profitto, al college di Spokane, la sua città di riferimento. Caratteristica di ogni star di successo è la militanza in gioventù nel coro della chiesa o in qualche ensamble scolastico, tradizione questa che il pregevole Kennedy ha onorato dilettandosi con la tromba nella banda della scuola. I suoi miti di gioventù sono stati i Led Zeppelin, Marvin Gaye e Stevie Wonder. Non meravigliamoci dunque se queste influenze giovanili hanno prodotto un formidabile chitarrista dotato di eccezionali doti canore. Contrariamente a quanto si possa pensare, facendo riferimento al Kennedy attuale impegnato con i suoi durissimi Alter Bridge e dal non troppo side project con Slash, le abilità chitarristiche di Myles sono straordinarie. Di certo, non è un frontman che indossa la chitarra per vezzo. Se non ci credete, provate ad ascoltare le sue esperienze di gioventù dove, con i Cosmic Dust prima e i Citizens Swings poi, ha dato prova di fantastiche performance Jazz. Avete letto bene: Jazz! Sono album piuttosto difficili da trovare ma prendetevi la briga di ascoltarne qualche estratto perché valgono certamente le fatiche della ricerca.

slash_speciale3_02Prima di approdare negli Alter Bridge, Myles ha militato come cantante nei Mayfield Four, rock band che non ha riscosso gran successo, ma ha comunque ricevuto pareri positivi della critica. Anche per questi perdete un po’ di tempo sulle maggiori piattaforme audio video legali e ascoltate qualche pezzo, non ve ne pentirete.

Myles Kennedy soffre, tra tutte le sue fortune, di un persistente fastidio auricolare chiamato tinnitus o acufene: anche nel silenzio più totale le sue orecchie percepiscono un fastidioso e persistente rumore. Questa disfunzione auricolare ed i deludenti risultati dei Mayfield Four, uniti anche a situazioni personali particolari, hanno portato Kennedy a vivere un periodo di disincanto durante il quale ha persino pensato di abbandonare la sua carriera di musicista professionista per dedicarsi unicamente all’insegnamento della chitarra Jazz. Per nostra fortuna durante questo periodo, pur non accettando la proposta di entrare a far parte di The Project, in seguito meglio conosciuti come Velvet Revolver, Myles è entrato in contatto con Mark Tremonti dei Creed, orfani del loro cantante.

 

La proposta è stata quella di partecipare ad un nuovo progetto musicale banalmente chiamato con il nome di un ponte situato vicino casa di Mark: Alter Bridge. Il resto è storia. Epica la produzione di questa band che di album in album ha raggiunto il proprio apice con l’ultimo “Fortress”: capolavoro.

Tra le altre notiziole da riportare c’è anche la partecipazione di Myles Kennedy ad un periodo di prove con i Led Zeppelin – avete capito bene, Led Zeppelin - in sostituzione di Robert Plant, non si capisce se per farlo ingelosire o semplicemente per trovare un sostituto alla sua altezza. Un’aura di misticismo è anche sorta intorno a del fantomatico materiale scritto durante questa breve esperienza. A conti fatti, pochi oltre a Myles Kennedy possono vantarsi di aver avuto l’onore di cantare con Jimy Page and Co!
 
In casa Slash Italia ci occupiamo dell’iconico musicista e di tutto ciò che gravita attorno alla sua figura ed alla sua arte, ed ora che abbiamo ben preparato uno degli ingredienti della miscela esplosiva “Slash Featuring Myles Kennedy and the Conspirators”, uniamo il tutto e lasciamo che la magia ci incanti.
 
Inspirare... Myles... espirare... Kennedy.
Inspirare... Myles... espirare... Kennedy.

 

 

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Correva l’anno 2009 e Slash, temporaneamente sospesa l’avventura Velvet Revolver, stava lavorando al suo progetto solista, che a tutti gli effetti diventerà il quinto album post Guns N' Roses. Lavoro caratterizzato da irrilevanti collaborazioni con artisti dal discutibile e trascurabile curriculum musicale: Ozzy Osbourne, Lemmy Kilimister, Alice Cooper, Iggy Pop, Adam Levin, Chris Cornell - inspirare - Nicole Scherzinger, Dave Grohl, Steven Adler, Izzy Stradlin, Duff Mc Kagan, inspirare, Ian Astbury, Andrew Stockdale, Fergie, Kid Rock, e Rocco De Luca, Koshi Inaba, - espirare.

Al termine delle attività mancava una canzone all’appello per completare il disco e, inspiegabilmente esauriti gli artisti di livello a disposizione, Slash ha mandato una traccia musicale ad un cantante del quale, sino ad allora, aveva solo sentito parlare.

Inspirare... Myles... espirare... Kennedy...
 
Così vuole la leggenda.

Ecco che da un po’ di riff avanzati dopo la pantagruelica cena servita al tavolo degli Dei dell’Olimpo del  Rock, la sapiente umile mano dello chef Kennedy ha servito una pietanza tutt’altro che insipida! Ascoltare “Starlight” per la prima volta è stato rivelante! Un brano dotato di un’atmosfera eterea di piacevole coinvolgimento emotivo, la contemplazione di una porzione di eternità, un attimo senza né prima né dopo, un puro, semplicissimo appagante momento di avvolgente serenità. Una canzone perfetta, lineare pulita e semplice. Una canzone che bastava a sé stessa.
 
I buoni sentimenti muovono le persone e dunque, come non innamorarsi di quella pura presenza a tratti elfica, che tanti convinti eterosessuali fa onestamente vacillare? Come non vedere in questo accorato brano l’incipit di una favolosa storia d’amore artistica? Ecco che ad operazioni di registrazioni concluse, il disincantato Slash, che per soddisfare il proprio bisogno di superare la maledizione del frontman che lo affligge, ha preparato un disco solista con un cantante diverso per brano, e trova servito un brano illuminante confezionato su riff avanzati proprio sul finire di tutto, come risollevandosi, piegato sulle ginocchia alla fine di una lunga corsa, con una profonda boccata d’aria.

 

 

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Il disco è ormai terminato, ma “Starlight”, la luce delle stelle, ha fatto in modo che si riuscisse a trovare spazio per un'altra bellissima canzone affidata ancora Myles "inaspettato" Kennedy: “Back from Cali”. Il destino di questi due artisti era scritto nelle parole di quella canzone:

Starlight ce la faremo prima che arrivi domani, Starlight non piangere perché troveremo il posto al quale apparteniamo. Sappi che non brillerai mai da sola

Myles Kennedy è divenuto il cantante che ha poi seguito Slash per la tournee di supporto al suo disco solista e ad oggi, è membro della band – non ditelo a Slash - “Slash featuring Myles Kennedy and the Conspirators” al lavoro sul loro secondo album!
 
Per noi Myles Kennedy è bello!
Perfetto, lineare, pulite e semplice.
 
...Espirare...
 
Con ancora tante cose da raccontare, sperando di avervi criticamente smosso in un senso o in un altro con il nostro accorato articolo, concludiamo questa terza parte della rubrica “Dentro il cilindro di Slash” in collaborazione con Spazio Rock.




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