Roger Waters - Oltre il Muro
Una profonda panoramica sull'uomo e sul musicista Roger Waters


Articolo a cura di Stefano Risso - Pubblicata in data: 04/01/14

Quale titolo migliore per un libro incentrato sulla figura di Roger Waters? Un muro che non si lega soltanto al celeberrimo album partorito dai Pink Floyd nel 1979 frutto di burrascose sessioni di lavoro tempestate di problemi e scontri tra membri e collaboratori della band, ma all’intera esistenza del musicista inglese, classe 1943.

watersoltreilmuroUn personaggio che ha sempre preferito parlare di sé attraverso la propria musica, i propri testi, curati con spasmodica attenzione, attraverso le proprie convinzioni sociali, politiche e religiose (è di pochi giorni fa una grande polemica scaturita da un commento di Roger sulla politica di Israele nei confronti dei palestinesi), piuttosto che parlare di sé in prima persona, di fatto erigendo tanti piccoli muri che solo la sensibilità di chi lo ascolta può rendere trasparenti e mostrare l’incredibile personalità di un uomo, prima che di un artista, carismatico ed enigmatico al tempo stesso. Una bella sfida quella dell’autore Giovanni Rossi, già autore per Tsunami Edizioni di “Industrial [r]Evolution” e “Niente Mi Può Fermare”, che riesce a non scadere nella semplice biografia, regalandoci un profilo a tutto tondo di Waters tappa dopo tappa, spiegandone l’evoluzione, i lati oscuri e la feroce determinazione, mostrando la progressiva maturazione di Roger all’interno dei Pink Floyd e non solo.

Una lettura piacevole quella di “Roger Waters - Oltre il Muro”, che ci da modo di capire la passione dell’autore nei confronti dei Pink Floyd e del suo leader, nata da un concerto a Modena nell’era "post scissione" (“Adesso non c’è più Waters…”). Una passione che non si traduce fortunatamente in una sequela di aneddoti sulla vita del principale artefice di uno dei più grandi gruppi di tutti i tempi, almeno non solo, ma in un tentativo, riuscito, di delinearne il profilo sin dai primi anni di vita. Anzi, ancora prima, parlandoci del padre di Roger, Eric Fletcher Waters e della sua sofferta decisione di tornare su sui passi e partecipare alla Seconda Guerra Mondiale, durante la quale perse la vita ad Anzio nel 1944, senza che genitore e figlio potessero conoscersi. Un avvenimento che segnerà indelebilmente la vita di Roger e che cinge anche il libro, iniziando con la morte del padre e chiudendosi con il figlio in visita al cimitero militare di Cassino (il “Cassino War Cemetery”) dove riposano le spoglie dell’ufficiale inglese.

 

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Una vita segnata non solo dal dolore della perdita e dalla rigida educazione giovanile, ma anche da incontri fortuiti, come quelli con due bambini di nome Syd Barrett e Storm Thorgerson, che, in età più adulta, contribuiranno alla formazione del mito Pink Floyd. Una narrazione quella di Giovanni Rossi che segue rigidamente il percorso temporale di Roger e dei Floyd, togliendo forse un po’ di suspence su quello che troveremo capitolo dopo capitolo, almeno per gran parte del libro seguendo la discografia dei nostri, ma che si fa apprezzare per chiarezza espositiva e ricchezza di contenuti. Waters è sì il protagonista, non si contano i suoi virgolettati inseriti ad hoc in ogni contesto, eppure ampio spazio viene dato a tutti gli altri co-protagonisti, collaboratori o semplici comparse, per primi i suoi ex compagni Dave (Gilmour), Nick (Mason) e Rick (Wright), che più di tutti ha sperimentato sulla propria pelle cosa voglia dire provare a contestare le volontà di Waters, quanto sia duro lo scontro, sempre psicologico, con la tenace volontà del bassista/cantante. Splendidi infatti i passaggi in cui viene affrontato il momento della massima forma artistica dei Pink Floyd in quanto band a tutto tondo (nel periodo “The Dark Side of the Moon”), fino al progressivo sgretolarsi dei rapporti, come se il crescente, enorme, successo della band avesse tolto quell’alchimia, quella fame di coesione e unità per il bene comune, lasciando che ognuno erigesse dei piccoli muri personali entro i quali risulta impossibile comunicare con l’esterno.

rogerwaterswall_wideweb__470x3100Il tratto caratteristico di Waters, o meglio quello che più si evince, è infatti quello di monopolizzare l’attenzione, con una dedizione al lavoro da stacanovista puro, che per non vedere la propria creatura andare in frantumi ben prima di raccoglierne i frutti, privata dal genio creativo di Syd Barrett, vero motore del gruppo che fu (e su cui si fa luce all’interno del libro), si accolla non solo gran parte degli oneri artistici ma anche quelli gestionali della formazione, quasi costretto vista la poca presa di posizione dei compagni. Bellissimi i botta e risposta a distanza tra i quattro riguardo le decisioni da prendere in studio, come le lotte per i crediti da inserire alla fine di ogni lavoro. Una corda sempre più tesa, mantenuta celata agli occhi di milioni di fan, fino al taglio definitivo, la rottura e una carriera solista non felicissima dal punto di vista commerciale (almeno non quanto il passato), la sofferenza di vedere la propria creatura proseguire senza lui alla guida, fino ai giorni nostri, con il tour mondiale “The Wall Live”, l’ennesimo successo.

Un libro da non perdere, che farà la gioia del fan più accanito, quanto del neofita curioso di saperne di più, chiaro nella narrazione e anche votato alla “multimedialità”, con un QR code all’inizio di ogni capitolo, così da accompagnare la lettura con la musica e le immagini dei nostri beniamini. Il giusto risultato per un uomo, e una band, che hanno segnato in modo indelebile la musica e la cultura del dopoguerra ad oggi.




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