Nothin' to Lose - La nascita dei Kiss (1972-1975)
I Kiss si raccontano come mai prima d'ora nel nuovo libro edito da Edizioni BD


Articolo a cura di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 13/01/14

A me venne in mente il nome KISS. Quando una cosa è giusta lo senti subito. Una volta proposto trattenni il fiato, pensando, "Speriamo che i ragazzi siano abbastanza intelligenti da accantonare ogni ego, perché questo è il nome giusto..." (Paul Stanley)


Di un libro del genere se ne sentiva proprio il bisogno. Ken Sharp, autore di alcune delle biografie più vendute del pianeta in ambito musicale, ricostruisce i cruciali anni formativi del leggendario gruppo americano, raccogliendo una serie impressionante di testimonianze non solo dei quattro protagonisti della prima formazione, Paul Stanley, Gene Simmons, Ace Frehley e Peter Criss, ma anche di tutte le persone che hanno in qualche modo gravitato nell'orbita KISS tra il 1972 e il 1975, gli anni che hanno decretato il successo di un marchio ancora oggi sulla cresta dell'onda.

 

kissnothintolose_speciale_2014_02Edito in Italia da Edizioni Bd, Nothin' To Lose è un mattone da un chilo e 71 grammi per 546 pagine, pesante da portare a spasso ma leggero come una piuma quando si tratta di mettergli gli occhi addosso: è talmente tanto interessante che lo porterete a termine ben prima di quanto siete abituati a fare, e ora vi spieghiamo perchè.


Il primo impatto post introduzione è un tantino destabilizzante, perché a differenza della stragrande maggioranza delle biografie in circolazione, quella dei KISS si focalizza esclusivamente su dichiarazioni sequenziali dove, ad ogni capitolo, tanti soggetti (in particolar modo Paul e Gene) parlano di una tematica precisa di un momento preciso dell'inizio della carriera del gruppo, partendo dal 1972 e finendo nel 1975. L'autore del libro funge quindi solo da collante, ordinando le singole dichiarazioni e occupandosi di una brevissima prefazione di ognuno dei trentasei capitoli presenti. Scelta atipica ma, assicuriamo, vincente, il libro risulta infatti essere proprio come un concerto dei KISS: non vi darà tregua, venendo al dunque dalla prima all'ultima riga.


Si parte dal nulla, quando due ragazzi convinti di poter sfondare cambiavano il nome di Wicked Lester in KISS. Paul Stanley la sapeva lunga sin da giovane, e parlando di affari sta ai KISS come Lars Ulrich ai Metallica... senza contare l'apporto fondamentale di Gene Simmons.

 

Una volta iniziato a suonare nei club, eravamo molto attenti a centellinare i nostri concerti. Non volevamo che la gente pensasse che suonavamo soltanto nell'area di New York ma volevamo che pensassero che fossimo famosi anche altrove. Così ce ne restavamo a girarci i pollici nel nostro appartamento, contando i giorni che ci separavano dal concerto successivo. E quando salivamo sul palco mentivamo dicendo: "Di ritorno dal nostro concerto a..." e mi inventavo qualche posto.

 

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Dal libro apprenderete che la fortuna dei KISS sono state quelle persone (La Casablanca di Neil Bogart e il manager Bill Aucoin tra tutti) che hanno creduto in loro fin da quando si rinchiudevano a suonare in cantine fumose che puzzavano di vomito, investendo milioni e milioni di euro e rischiando più volte la bancarotta. E il successo, arrivato dopo tre dischi in studio e quando il castello sembrava stesse crollando, è coinciso con la pubblicazione di Alive!, la dimensione naturale della band.

 

Suonavano in locali con quattro metri di soffitto, topaie con tavoli unticci, un palco ricoperto di moquette bucata e forse cinquanta persone davanti a loro... ma Paul gridava: "Alright, New York!", come se stessero suonando al Madison Square Garden.

 

Splendida la ricostruzione dei primi mesi di concerti della band, dal Coventry al Daisy, fino all'esibizione dell'hotel Diplomat di New York prima del tour canadese e dell'esplosione a Detroit (Rock City) con tutte le radio americane che proprio non volevano saperne di mandare in loop i loro singoli. Prima della versione live di Rock And Roll All Nite, perché da studio non trasmetteva la stessa potenza.

 

Poi sempre più in alto fino a non potersi permettere di aprire a nessun altro gruppo perché li facevano tutti a pezzi, metà della folla se ne andava dopo la loro esibizione, e i contrasti con Black Sabbath e Aerosmith che non gli permettevano di utilizzare fuochi e batteria mobile per non sfigurare davanti a una band truccata come dei pagliacci.


kissnothintolose_speciale_2014_05Ma il ruggito della folla e l'odore del cerone sono connaturali all'essenza dei KISS, cominci a truccarti e a indossare i costumi e, dopo un po', la cosa si trasforma in un rito. L'atto in sé ti fa sentire più forte, subisci un cambiamento, una seconda pelle. Quando ci trucchiamo ci sentiamo più forti, più potenti.


Il libro, per i grassetti e i titoli fa sfoggio del famoso font dei KISS, è inoltre corredato da magnifiche fotografie e da immagini rarissime che faranno la gioia dei fan più accaniti, dalle fatture dello studio per la registrazione dei primi dischi alle locandine dei primissimi concerti, dalle setlist scritte a mano all'inserzione sulla rivista che portò alla scoperta di Ace Frehley. Insomma, una vera e propria Bibbia della band più bollente d'America.

 

Uno dei più bei libri che mi sia mai capitato di incrociare sul cammino del Rock, e senza ombra di dubbio il miglior libro dei KISS in circolazione. Se avete ancora dei dubbi su che cosa significhi "Sogno Americano", Nothin' To Lose è la giusta lettura per venirne a conoscenza una volta per tutte. You wanted the best! You've got the best.


Al principio, tutti e quattro avevamo la mentalità del tutti per uno, uno per tutti. Nessuno poteva cercarci rogne, nessuno poteva dire male di noi. All'interno di una famiglia si potrà essere litigiosi finchè vuoi, ma quando qualcuno osa fare a un torto a tuo fratello o a tua sorella ci si ricompatta. E quando penso ai KISS, penso sempre a quando Ace, Peter, Paul e Gene erano giovani e ingenui e credevano tutti nella stessa cosa. I KISS. (Gene Simmons)




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