Lemmy Kilmister: “Born To Lose, Live To Win”
Il nostro tributo al leader dei Motörhead nel primo anniversario della sua scomparsa


Articolo a cura di Pamela Piccolo - Pubblicata in data: 28/12/16

Si ringrazia Simone Maurovich per la collaborazione

 

"Dopo la mia morte i Motörhead non esisteranno più, perché sarebbe impossibile trovare un cantante che abbia il mio stile o che sappia suonare il basso in quel modo. Forse ce la faresti anche a trovarlo, ma tanto non funzionerebbe lo stesso. Anche Mikkey Dee (il nostro attuale batterista) è così. E pure Phil Campbell è quasi a quel livello. Gente che semplicemente non potrai mai rimpiazzare. Io ad ogni modo continuerò sino a quando non tirerò le fottute cuoia." - Lemmy, 1996.

 

Avrebbe compiuto 71 anni quattro giorni fa.
Avrebbe, appunto, se un cancro non ce lo avesse strappato via con forza lasciando dentro ogni appassionato di rock un vuoto incolmabile. Stiamo parlando di Ian Fraser Kilmister, meglio noto come Lemmy, bassista, fondatore e leader dei Motörhead.

 

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"Born To Lose, Live To Win" era la frase che si era tatuato sul braccio sinistro, il motto che più racchiude quel suo mondo fatto di eccessi, di pensieri fuori dagli schemi e di una vita vissuta sempre al massimo. Pensate che stiamo esagerando? Allora fate un salto al Rainbow Bar & Grill, il suo bar preferito di Los Angeles, potrete imbattervi nella statua in bronzo che lo rappresenta posta proprio all'ingresso del luogo dove soleva trascorrere la maggior parte del tempo libero quando non si trovava in tour.

 

"Quando incontrai Lemmy per la prima volta eravamo dentro una stanzetta. Un roadie gli diede un basso, lui lo guardò e alzò il volume al massimo. Toccò la prima corda riempiendo il locale di un suono così potente da farmi pensare ‘Wow, questo sì che è uno figo' e da quel momento volli fortemente suonare con lui." - Phil Campbell, 1984.

 

Lemmy, lord inglese classe 1945, formò i Motörhead nel lontano 1975 per poi consegnarli alle nuovissime generazioni in qualità di unico membro della line-up originaria. Dopo 23 album in studio e ben oltre 50 milioni di copie vendute, i Motörhead hanno alterato i confini della linea spazio-tempo grazie a un successo planetario che li ha elevati alla posizione N. 1 nei cuori di giovani e meno giovani. Sesso, droga e rock ‘n' roll diventano più concretezza che pensiero quando Lemmy muove un passo dopo l'altro nel panorama musicale. Da roadie per un tour di sei mesi con Jimi Hendrix a bassista degli Hawkwind, saranno una "Ace of Spades" sparata ad alto volume a distruggere i timpani dell'audience e un groove corrosivo e distorto a far conoscere Lemmy Kilmister e i suoi Motörhead al mondo intero nel 1980.

 

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Teschi, simboli prussiani, stivali e cappello da cowboy per un look old school da miscelarsi non soltanto a un comportamento irriverente e sincero ma anche a una voce roca, sfatta dall'amore per alcool e sigarette, saranno il marchio di fabbrica dei Maestri del rock ‘n' roll britannico. Con la testa protesa in alto a raggiungere il microfono, Lemmy suonava il basso come una chitarra ritmica mentre i suoi occhi ci consumavano e caricavano simultaneamente di nuova energia.
Da quale fonte attingeremo oggi per ricaricarci?

 

Il rock ‘n' roll è rimasto orfano del suo Padrino lo scorso 28 dicembre. È trascorso un anno e il mondo della musica, dei palcoscenici e degli amplificatori Marshall si è sempre più spento. I nostri occhi mancano di una pagliuzza dorata, di quella luce che i Motörhead donavano grazie a live show esplosivi. Il forte impatto di Lemmy era palpabile sin dalle prime battute che era solito proferire al pubblico destabilizzandolo con performance uniche a 120 decibel: "Noi siamo i Motörhead e suoniamo rock ‘n' roll!".

 

Un uomo colto, un grande pensatore, Lemmy si chiedeva perché la gente non leggeva più. Capace di affiancare considerazioni sulla religione ("La religione è una cosa stupida. Voglio dire, una vergine rimane incinta di un fantasma!") ad altre sull'indole umana ("Apparentemente la gente non ama la verità, ma io sì. Mi piace perché sconvolge molte persone") o a dichiarazioni nei confronti di una critica incolta ("Ti dirò qualcosa riguardo alla storia. Dall'alba dei tempi i cattivi hanno sempre indossato le migliori uniformi. Napoleone, i Confederati, i nazisti, Voglio dire, le uniformi delle SS sono semplicemente spettacolari. Erano le rock star di quei tempi. Ma non venitemi a dire che sono un nazista perché ho un'uniforme. Ho avuto la mia prima fidanzata di colore nel 1967 e poi svariate altre. Non riesco a comprendere il razzismo"), Lemmy era una persona dalle diverse sfaccettature che mai ha incusso timore. Al contrario, attirava - e attira - rispetto.

 

"Mentre la sua musica era ruggente, abrasiva, senza compromessi e i suoi testi non avevano alcun accenno di sensibilità, come persona era un pacifista e un uomo che teneva molto ai suoi amici." - Brian May, 2015.

 

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Durante la sua carriera leggendaria Lemmy ha collaborato con un certo numero di musicisti: ha composto quattro canzoni per Ozzy Osbourne che gli hanno portato "più denaro che quindici anni di carriera con i Motörhead", ha suonato all'ultimo concerto dei Ramones, ha contribuito a un progetto parallelo di Dave Grohl, ha suonato con Slash, è creditato in colonne sonore e videoclip, insomma: non si è mai fermato. Ha avuto una donna diversa a settimana, scritto un'autobiografia e occasionalmente recitato per il cinema. È stato perfino il protagonista di uno spot sul latte.

 

"Non vedo perché ci debba essere un momento in cui tutti decidono che sei troppo vecchio. Io non sono troppo vecchio e fintanto non decido di essere troppo vecchio non sarò mai troppo fottutamente vecchio".

 

Lemmy si è goduto la vita. La sua indistruttibilità lo ha piegato e tutti ora soffriamo il silenzio in cui l'industria discografica regna. È stato l'anello mancante tra il punk dei Ramones e i riff dei Black Sabbath. Mentre la maggior parte dei metallari era considerata fuori moda dai primi punk britannici, i Motörhead hanno unito le due fazioni. Con una educazione che vedeva Buddy Holly, Little Richards e i The Beatles al podio, i Motörhead sono la speed metal band per eccellenza. Senza di essi non sarebbero forse mai nati i Big Four, perfezionatori di uno stile musicale che univa il punk rock ad un metal intriso di tutti gli elementi chiave del genere: velocità, ruvidezza, potenza.

 

Il senso di libertà e la necessità di esprimersi schiettamente senza alcun compromesso attraverso le sette note hanno contraddistinto la figura e l'intera vita di Lemmy Kilmister. Grazie alla semplicità delle lyrics e allo schema compositivo delle sue canzoni, grazie alla autoironia e all'umorismo con cui metteva a proprio agio giornalisti intimiditi, grazie alla felicità che distribuiva ai fan incontrandoli e trascorrendone del tempo assieme e grazie alla fedeltà verso se stesso e alla sua integrità, Lemmy non è replicabile. Lui e i Motörhead sono parte di noi, sono noi.

 

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Omaggiato anche dalle Poste Tedesche con una serie di 10 francobolli in suo onore, mentre nel 2008 la polizia tedesca sembra lo avesse indagato perché indossò un cappello nazista al Wacken Rock Seaside, Lemmy non verrà mai dimenticato; dopotutto, le leggende non muoiono.

 

"Have a drink or few. Share stories. Celebrate the LIFE this lovely, wonderful man celebrated so vibrantly himself". - Motörhead




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