Folkstone – Oltre… l’Abisso (Studio Report)
Da zero a cento in dieci anni. In esclusiva il track-by-track del nuovo disco della band bergamasca


Articolo a cura di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 06/10/14

Ne hanno fatta di strada i “Briganti di Montagna”. Da zero a cento in dieci anni, da una demo che ha incuriosito amici e qualche giornalista a diversi tour e centinaia di date in tutta Italia ed Europa con pienoni inimmaginabili. La notizia, per quanto clamorosa possa essere per chi fa questo mestiere nel nostro Paese, è che una volta tanto la parola meritocrazia ha fatto il suo corso: i Folkstone meritano tutto il successo che stanno riscuotendo perché incidono musica eccelsa in studio e offrono uno spettacolo straordinario sul palco. Niente di più elementare, chi dice il contrario è prevenuto.

 

La maturità acquisita col terzo disco, “Il Confine”, ha messo la band bergamasca in una posizione di rilievo nel panorama discografico ma, a dire il vero, anche una certa pressione in vista del nuovo inciso, “Oltre... l’Abisso”, che abbiamo potuto ascoltare in assoluta anteprima per conto dei nostri lettori. Scopritelo insieme a noi traccia per traccia, in attesa dell’uscita ufficiale nei negozi il prossimo 3 novembre.

 

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IN CADUTA LIBERA
Il primo singolo del nuovo disco dei Folkstone, di cui vedremo molto presto il video, è uno dei pezzi da novanta di “Oltre… l’Abisso”. Cornamuse debordanti e Lore sugli scudi quando esplode nel refrain cantando “con le vostre inutili fobie sedatemi e legate la mia moralità”. Al centro l’intermezzo celtico che non t’aspetti: un ancestrale flauto incastonato nella travolgente baraonda di un brano formalmente perfetto e che, con assoluta certezza, sarà protagonista assoluto del nuovo tour.

PRUA CONTRO IL NULLA
Qui scendiamo leggermente di ritmo mantenendo altissima la qualità della canzone: inno al potentissimo Medieval Rock creato dai bergamaschi, “Prua Contro Il Nulla” è uno dei brani più riusciti dell’album dove gli strumenti a fiato, chitarra acustica e arpa celtica si intrecciano e addolciscono un pezzo nato sotto il segno di una sezione ritmica serrata. Sarà impossibile non cantare dal vivo insieme a Lore la strofa “Sempre allo sbando, vento in poppa prua contro il nulla, la mia nave ha perso la sua rotta, libero di cercare i sette mari sfido la mia sorte…”

LA TREDICESIMA ORA

La prima nuova prova di maturità dei Folkstone è rappresentata da “La Tredicesima Ora”, un pezzo tecnicamente più complesso della media nel quale la batteria di Edo Sala sale in cattedra. Grande intensità emotiva dettata sì dall’interpretazione di Lore ma anche dai testi poetici, evocativi. La band ha costruito con molta intelligenza ogni “frame” del brano a dimostrazione che anche senza una straripante melodia di cornamusa, il risultato non cambia. Terzo centro su tre.

MERCANTI ANONIMI

Qui chitarre elettriche e cornamuse, invece, spingono che è una meraviglia. La sorpresa del pezzo è il ritorno al microfono di Roby che si alternerà con Lore come in un controcanto botta e risposta nelle fasi salienti del lungo ritornello.

RESPIRO AVIDO

“Respiro Avido” la conoscevamo perché inserita all’interno del DVD celebrativo “Restano i Frammenti”. E’ un brano che avrebbe tranquillamente potuto fare la sua “sporca” figura all’interno de “Il Confine” e che meritava di far parte di un full length anziché di figurare come semplice bonus track… ed eccola qui con la potenza delle sue cornamuse e dei suoi cori. Come da manuale del perfetto “Folkstoniano”.

MANIFESTO SBIADITO

La differenza più marcata rispetto ad ogni produzione dei Folkstone pubblicata sin qui, è la matrice celtica di cui “Oltre… l’Abisso” si fa carico. “Manifesto Sbiadito”, per esempio, è uno di quei brani le cui influenze sono da imputare a Scozia o Irlanda anzichè alla Germania come il gruppo ci ha invece abituati. Ed è anche questa l’arma vincente del nuovo album: un brano fresco e delicato che scivola via fluido come non mai grazie al suo incedere celtico sulle solite, solide fondamenta.

LE VOCI DELLA SERA

Un brano più soffice, da “cantastorie” se vogliamo. Le voci della sera pare più un pezzo d’autore coverizzato dai Folkstone che un inedito vero e proprio, una nuova “C’è un Re” tanto per intenderci. Poi ti accorgi che la band è maturata tanto da potersi permettere anche una canzone simile, una via di mezzo tra i Nomadi e Branduardi in chiave Folkstone… con “sfuriata” finale.

NELLA MIA FOSSA

I Folkstone tornano giocosi e festaioli grazie ad un pezzo che si fregia di un giro di cornamusa memorabile, di quelli che ti fanno roteare la testa anche se hai il torcicollo, di quelli che ti ubriacano al primo sorso. Se questo non viene scelto come secondo singolo dell’album beh… sappiate che merita di esserlo!

FUORI SINCRONIA

Secco, energico, imponente. “Fuori Sincronia” è il brano più diretto del nuovo album dei Folkstone, il più “incazzato” se preferite, con le chitarre elettriche in primissimo piano e la voce di Lore più convinta che mai nel suo urlare al mondo intero “Affogami di idee, dammi energia, quella che il tempo mi ha portato via…”

SOFFIO DI ATTIMI

Se dopo “Luna” e “Ombre di Silenzio” speravate in un’altra ballata d’autore, eccovi accontentati: “Soffio di Attimi” è una canzone carica di pathos con un testo struggente. L’interpretazione di Lore è da lacrime, come se stesse vivendo realmente il brano nel momento esatto in cui lo sentite cantare. Brividi.

L’ULTIMA NOTTE

Un altro frammento medievaleggiante in apertura, prima della scarica d’adrenalina offerta dalle cornamuse. “L’ultima Notte” ha la struttura tipica di un brano dei Folkstone, un tocco di chitarre elettriche più moderno del solito e un retrogusto celtico che, come avrete ormai capito, è l’essenza dell’intero disco.

RUGGINE

Bellissima. Ecco l’ennesimo giro di cornamuse che viaggia spedito come spinto da un reattore sui binari di un ottovolante. Costruzione e cadenza tipica del repertorio Folkstoniano, “Ruggine” unisce le  acclamate virtù della band: velocità e melodia.

TEX

Sorpresa. La cover del nuovo album è un pezzo dei vecchi Litfiba (i migliori), “Tex”. Certo, ascoltare questo brano con l’uso sperticato di cornamuse e arpa celtica lascia un po’ interdetti al primo ascolto ma poi ci si accorge di quanto sia centrata, e musicalmente e a livello di testi.

OLTRE… L’ABISSO

La title track in fondo all’abisso, chiusura degna di un disco memorabile. Un brano cadenzato con velocità di crociera piuttosto bassa, una canzone triste e dolce allo stesso momento, che permette di concentrarsi per bene su testo che più profondo non si può. “Soffio su brace spenta l’abisso del tuo addio…”.

folkstone_oltrelabisso_studioreport_00Devo citare il mio collega Fabio Rigamonti che scrisse queste parole sul reportage de “Il Confine”: “Al termine dell’ascolto del nuovo inciso in studio dei Folkstone, chiara è la sensazione di un’ulteriore maturità acquisita da parte della band bergamasca, un ulteriore allontanamento dalle aspettative iniziali che li voleva “band goliardica da festa della birra a tutti i costi”, e che dimostra che i guerrieri orobici possiedono il talento e l’ambizione necessari per poter tracciare questa linea di confine con assoluta decisione, anche a costo di suonare più complessi e meno diretti”.

“Oltre… l’Abisso” demarca quella linea di confine ancora più in la, è un nuovo step che mette a fuoco la direzione che il gruppo vuole perseguire nel prosieguo del cammino cominciato dieci anni fa e manda in pensione anticipata decine e decine di proseliti che non raggiungeranno mai un livello compositivo così alto, a cui va aggiunta una produzione d’èlite. Il 3 novembre la sentenza che non ammetterà appello: cominciate ad alzare i corni.


Album prodotto dai Folkstone
Produttore Artistico Yonatan Rukhman
 
Batteria, basso, cittern, bouzouki, ghironda e strumenti a fiato registrati da Stefano Mariani presso gli studios di Ivan Ciccarelli (Varese)
Chitarra registrata presso “S-Twin Recording” (Bergamo) da Cristian Henry Sementina
Arpa registrata presso Yonatan Rukhman אולפני הבית (Bergamo)
Voci registrate presso “Tanzan Music Studio” (Lodi) da Mario Percudani
 
Mix e mastering a cura di Marco D’agostino presso “Aisha Studio / 96 Khz.it” (Milano)
 
Hanno collaborato alle registrazioni:
Damiano Sangaletti, registrazione di “Frammenti” (Acoustic version)
Elisa Paganelli, vocal coach
Mario Percudani ed Elisa Paganelli, cori
 
Special Guests:
Chris Dennis, violino in “Le voci della Sera”
Fidel Fogaroli, piano in “Frammenti” (Acoustic version)

Artwork, illustrazioni e grafica di Jacopo Berlendis (jacopoendis@gmail.com)
Photo booklet di Oscar Manzoni (www.oscarmanzoni.com)

Management e produzione Esecutiva Elia Faustini




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