Alter Bridge - La Fortezza del Rock
La celebrazione della carriera di una grande rock band


Articolo a cura di Stefano Torretta - Pubblicata in data: 25/07/14
Go on and take it all, go on and take it all
Fortress coming down
I know we can't save it all I know we can't save it all
Everything is gone
Oh I have seen it all Oh I have seen it all
Fortress coming down
Go on and take it all, go on and take it all

(Alter Bridge - Fortress)

 

Sembra incredibile che una band come gli Alter Bridge, che ha appena tagliato il traguardo del decimo anno di carriera con grande successo di pubblico e di critica, non sia mai stata celebrata in un volume cartaceo che ne raccontasse la storia. A porre rimedio a questa situazione ci ha pensato Massimiliano Mingoia, giornalista lombardo solitamente impegnato sul fronte della politica nazionale, che per Chinaski Edizioni ha pubblicato la biografia "Alter Bridge - La Fortezza del Rock".

 

alterbridgelibrocoverL'occasione per presentare il volume è delle più ghiotte: lo scorso 25 giugno, solo alcune ore prima dell'esibizione degli Alter Bridge a supporto del concerto degli Aerosmith all'Arena Fiera Rho. La cornice prescelta è il Rock'n'Roll di Rho, perfetta quinta scenografica per parlare di una band che dell'hard rock è diventata quasi sinonimo. Ad intrattenere i fan presenti, oltre all'autore, anche Federico Traversa, direttore editoriale di Chinaski Edizioni.

 

"Alter Bridge - La Fortezza del Rock" sfrutta con grande sapienza il fatto di non essere una biografia ufficiale della band, permettendosi in tal modo di essere uno specchio fedele delle idee, delle opinioni e dei sentimenti dei quattro musicisti di Orlando lungo il corso dei dieci anni di attività insieme, senza dover soffrire di quel revisionismo storico che quasi sempre viene imposto nel caso di un opera ufficiale ed autorizzata. "Affrontare la vita degli artisti con quello che dicono nelle varie evoluzioni", rivela l'autore parlando dell'idea alla base della sua ricerca, "non solo quello che dicono adesso, ma confrontare quello che dicevano dieci anni fa con ora, quello che dicevano cinque anni fa, può descrivere in maniera forse anche più veritiera quella che è la storia della band". Non essere una biografia ufficiale vuol anche dire, però, dover sfruttare solo e soltanto materiale già edito in altre forme, con il rischio di risultare poco appetibili per il pubblico dei fan, già ampiamente ed approfonditamente eruditi in merito alle gesta dei propri idoli. In questo caso il rischio non si corre, complice la grande passione dell'autore per la materia trattata: "accumulavo materiale da quando ho iniziato a seguirli tre o quattro anni fa; l'idea del libro è nata anche perché avevo già accumulato molto materiale, faccio il giornalista ed ho un po' una deformazione nel fare archivio e da questo punto di vista è stato un po' più facile riuscire ad avere il materiale sufficiente ed abbastanza interessante ed alcune volte inedito per poi fare il libro". Per la gioia degli appassionati italiani, a rinfoltire il materiale già edito in lingua italiana è stata incorporata anche della documentazione proveniente dalla lingua inglese, che vede la luce per la prima volta sul suolo italico: "interviste rarissime trovate in televisioni americane che mai in Italia sono state pubblicate. Era del materiale che effettivamente, cercando tutto quello che era stato pubblicato in Italia, non era mai stato edito, quindi del materiale che i fan non hanno ancora letto". La professionalità di Mingoia, sia per quanto riguarda il lavoro svolto sui testi delle canzoni ("ho sfruttato alcune fonti nelle quali la band raccontava come erano nate alcune canzoni e da lì, sapendo chiaramente quale era l'approccio di Tremonti soprattutto e di Kennedy rispetto alle canzoni, ho voluto approfondire quello che era l'input iniziale") sia per quanto riguarda la narrazione e gli aneddoti ("gli aneddoti più significativi sono quasi tutti riportati da interviste. Vi erano due o tre leggende metropolitane che ho approfondito, alcune delle quali erano confermate da altre fonti più autorevoli rispetto magari a quello che gira su internet. Altre, perché erano meno attendibili, non le ho inserite, non le ho nemmeno citate") si rivela sempre di altissimo livello, grazie anche al proprio background di giornalista, cercando di presentare in un'ottica quanto più oggettiva, ma non per questo asettica e scevra di sentimenti, i dieci anni di vita della band.

 

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Il volume, strutturato per singoli capitoli dedicati ad ogni disco pubblicato dagli Alter Bridge (senza dimenticare il periodo che ha portato alla formazione della band, le collaborazioni illustri di Kennedy o il disco solista di Tremonti), ripercorre quanto più approfonditamente possibile la storia del quartetto della Florida, prendendo in esame non solo la loro vita di musicisti ma anche gli aspetti più personali, spesso strettamente legati indissolubilmente alla loro arte. La prosa agile di Mingoia riesce subito a catturare l'attenzione del lettore, non vi sono momenti riempitivi o di qualità minore, tutta la narrazione scorre via fluidamente. Il voler presentare anche la componente umana è un'aggiunta preziosa, i passaggi meglio scritti sono quelli dove è l'essere umano, e non l'artista, ad essere al centro dell'attenzione, a mostrarsi in tutta la propria fragilità. Quando gli artisti analizzati sono quattro persone modeste, degli anti-divi per eccellenza, è facile riuscire a far risaltare questa loro componente più intima. Tra i migliori capitoli si segnala sicuramente il primo ("Un ponte verso il futuro"), che ripercorre la giovinezza di Kennedy e Tremonti in special modo (ma lascia spazio anche a Phillips e Marshall), mostrandoci come si possa parlare, all'interno di un libro su un gruppo musicale, anche di altro che non sia solo musica, senza per questo risultare fuori dall'oggetto della narrazione. L'unico neo che si può trovare all'interno di un volume estremamente godibile è l'inclusione di alcuni testi (pochissimi in verità) tratti dalle canzoni degli Alter Bridge che sembrano appesantire inutilmente il fluire della narrazione rispetto allo standard elevato mantenuto dagli altri testi riportati, forse perché ridondanti rispetto a quanto già espresso in altri punti, o perché di caratura minore. Ma, come si è già detto, all'interno di un lavoro di ottima fattura, non ci si accorge quasi per nulla di queste piccole aree ristagnanti.

 

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Può essere una coincidenza, può essere il fato, in ogni caso il primo libro realizzato sugli Alter Bridge proviene dall'Italia, nazione da sempre molto amata dai componenti della band, nazione che conta un grande numero di fan dei quattro musicisti, di sicuro tra i più affezionati e calorosi al mondo. Che sia destino o solo coincidenza, il risultato non cambia: "Alter Bridge - La Fortezza del Rock" è una degna celebrazione della carriera (ancora giovane) di una grande hard rock band, scritta da un fan e consigliata a tutti gli altri fan.




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