Nightwish: le prime impressioni sul nuovo album Imaginaerum
In attesa dell'uscita di Imaginaerum ecco le nostre prime impressioni sul nuovo capitolo discografico della symphonic metal band finlandese.


Articolo a cura di Marco Belafatti - Pubblicata in data: 11/11/11

26 ottobre 2011: una fredda mattinata milanese ci accoglie con il consueto freddo pungente che accompagna il capoluogo lombardo in questo periodo dell'anno. Con largo anticipo sulla tabella di marcia, l'inverno sembra già pronto a bussare alle nostre porte... Quale atmosfera migliore per trascorrere un pomeriggio in compagnia di Tuomas Holopainen e vivere in prima persona una nuova avventura, fatta di suoni ed immagini, che risponde al nome di "Imaginaerum"? La sensazione che stiamo vivendo in questo momento è la stessa che tutti noi, da bambini, abbiamo provato nel mese di dicembre, quando i fiocchi di neve cadevano silenziosi fuori dalla finestra e, di fronte alle fiamme di un caminetto e alle luci di un albero addobbato, attendavamo impazienti l'arrivo del Natale... A fare gli onori di casa, non è un simpatico nonnino vestito di rosso, ma il mastermind dei Nightwish, che ci attende in un lussuoso albergo, accompagnato dal fido manager Ewo Pohjola. A vederli sembrano due personaggi appena scesi dal treno espresso giunto da un regno lontano, il regno delle favole; a metà strada tra Willy Wonka e il Cappellaio Matto il primo (ebbene sì, quando si parla del signor Holopainen, il paragone con Johnny Depp in qualche modo ritorna sempre), una sorta di elfo travestito da metal head il secondo. Senza troppi indugi, il biondo Ewo ci riporta coi piedi per terra e ci consegna un minuscolo iPod sul quale sono state caricate le tredici tracce che andranno a comporre il nuovo album della symphonic metal band più famosa di tutti i tempi, la cui pubblicazione è prevista per il prossimo 6 dicembre.


Il contatto con la realtà svanisce nuovamente nel giro di qualche secondo, non appena le note di un carillon e la melodia intimista di "Taikatalvi" ci accolgono con il loro candore fiabesco. La calda voce di Marco Hietala canta qualche verso in finlandese, mentre un climax di fiati ed archi esplode nel singolo di lancio dell'album, l'accattivante "Storytime". I Nightwish assemblano un brano che ricorda da vicino alcuni pezzi forti del disco precedente; a discapito di un innegabile effetto déjà-vu, si percepisce in queste composizioni una maturità maggiore da parte del quintetto, vuoi per quell'atmosfera sognante e quel testo che sembrano usciti da uno dei grandi capolavori della Disney, vuoi per la voce di Anette, completamente a suo agio sul ritornello arioso della canzone che scivola via senza troppi sussulti per lasciare spazio ad una serie di brani sicuramente più particolari ed interessanti.


Man mano che le tracce scorrono, ci dimentichiamo completamente chi siamo e da dove siamo arrivati: l'intento dei Nightwish è quello di riportarci in un luogo che tutti noi abbiamo conosciuto ed amato, ma che, col passare del tempo, si è perso in qualche meandro nascosto della nostra immaginazione. La missione può considerarsi compiuta e lo capiamo ascoltando la filastrocca inquietante che accompagna il ritornello di "Ghost River", alla quale spetta il compito di farci rivere per un attimo la sensazione di angoscia che solo i personaggi malefici delle favole della nostra infanzia sapevano incutere. Un po' come accade nella più articolata "Scaretale", pezzo caratterizzato da un incipit inquietante e dalle vocals malefiche di Anette che sembrano condurci per mano nelle atmosfere da favola dark di Danny Elfman. Come per incanto, il pezzo si calma all'improvviso ed entra in una fase più dolce e rilassata, salvo poi evolvere in un tema da soundtrack epica accompagnato da evoluzioni ritmiche al limite del power metal. Le classiche chitarre dei Nightwish tornano a ruggire, guidando il brano verso un finale dalle reminiscenze circensi.


Nonostante non si possa parlare dinightwish_specialeimaginaerum_2011_02 una vera e propria colonna sonora, è chiaro che su "Imaginaerum" la strumentazione metal riveste un ruolo ancor meno predominante di quello svolto sull'album precedente che, di conseguenza, diventa una sorta di "fratello minore" (di fatto, queste nuove canzoni sono nate con lo scopo di accompagnare le immagini del film omonimo previsto per la primavera del 2012). La componente sinfonica viene quindi esaltata in un brano come "Song Of Myself", una lunga suite divisa in quattro parti che alterna parti più pacate ad altre più movimentate e chiude con un dialogo tra varie voci (probabilmente quelle dei protagonisti dei film) accompagnato da un violoncello malinconico, ma i Nightwish non si dimenticano di stupire ed emozionare l'ascoltatore. Ed è così che prendono vita le atmosfere da locale jazz di "Slow, Love, Slow", dove Anette ci stupisce con una performance strepitosa accompagnata da un pianoforte d'altri tempi e da percussioni appena accennate, e la piccola perla folk dell'album intitolata "Turn Loose The Mermaids". La melodia ha un sapore celtico e gli archi ricreano un'atmosfera rilassante, quasi malinconica e vicina allo spirito delle colonne sonore di Ennio Morricone. La voce della Olzon raggiunge il suo apice espressivo regalandoci una performance a dir poco toccante, cantando una storia d'amore che parla di sirene e viaggiatori sperduti. Emozioni che ritornano con "The Crow, The Owl and The Dove", un bel duetto dalle tonalità folk tra Anette e Marco, accompagnati dalle cornamuse e dalla chitarra acustica.


Una volta svanite le ultime note della titletrack, un medley orchestrale che riassume i temi principali dei brani di "Imaginaerum", torniamo alla nostra realtà, ma il viaggio che abbiamo appena portato a termine e le emozioni provate rimangono vivide nei nostri ricordi, con la consapevolezza che i Nightwish sono tornati ad esprimersi ai massimi livelli.


Anche i brani che non abbiamo menzionato, ovviamente, avrebbero parecchie cose da dire, ma è chiaro che un solo ascolto non ci consente di inquadrare a dovere un disco estremamente complesso ed eterogeneo qual è "Imaginaerum" e, in ogni caso, non vogliamo in alcun modo rovinarvi la sorpresa. In attesa di una vera e propria recensione, vi consigliamo quindi di continuare a seguirci, perché nelle prossime settimane torneremo a parlare su queste stesse pagine del nuovo kolossal del metal sinfonico, e lo faremo in compagnia del signor Tuomas Holopainen. Stay tuned!




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