Trick Or Treat: lo studio report del nuovo album "Rabbit's Hill"
SpazioRock vi regala in anteprima lo studio report del nuovo album della heavy metal band italiana


Articolo a cura di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 17/10/12

In una mite giornata autunnale ci siamo recati nello studio dei Trick Or Treat, oggi una delle formazioni più seguite e blasonate del panorama heavy metal italiano, per ascoltare in anteprima il nuovo disco di prossima uscita. La band emiliana, partita come band tributo dei padri fondatori del power metal, gli Helloween, è una delle poche realtà di casa nostra riuscite ad emergere nell’ambiente esportando anche all’estero musica personale e di qualità. L’ultima vittoria in casa Trick Or Treat è, paradossalmente, l’ingresso del cantante Alessandro Conti nei Rhapsody di Luca Turilli che resterà comunque punto fermo nel quintetto. Torniamo a noi e a "Rabbit’s Hill Pt.1", il titolo del nuovo disco, il cui concept è basato sul bestseller “Watership Down” (La Collina Dei Conigli) di Richard Adams: volete sapere quanto è emerso dai primissimi ascolti dell’album? Vi accontentiamo subito, proponendovi i commenti traccia per traccia.


01. Dawn Of Times (44 sec)

Classica intro narrata (da Sonia Piacentini e Fabio Dessi degli Arthemis), che non solo ha il compito di condurvi alla prima rasoiata del disco, ma che introdurrà il delizioso concept.


02. Prince With A 1000 Enemies (4 min e 9 sec)

Primo assaggio dei nuovi Trick Or Treat, nel pieno della loro maturità artistica, e prima sorpresa: Alessandro Conti duetterà col grande Andre Matos per un brano che nella sua melodia ricorda molto da vicino il periodo magico degli Angra di Holy Land. Pezzo tirato e refrain memorabile, certamente uno dei migliori mai prodotti dal gruppo che, non abbiamo nessun dubbio, sarà il cavallo di battaglia del tour che verrà.


03. Spring In The Warren (2 min e 9 sec)

La natura regna incontrastata nella Collina dei Conigli, e questo brano la rappresenta nel modo migliore. Una chitarra acustica e una voce femminile (quella di Sonia Piacentini) danno una conformazione decisamente soft al pezzo: non ci resta che cullarci sulla sua dolcezza, la quiete, prima dell’arrivo della tempesta…


04. Premonition (4 min e 36 sec)

Altro pezzo da novanta, probabilmente il meglio del nuovo disco dei Trick Or Treat insieme al primo singolo e al brano d’apertura. Le composizioni sono più serie e mature del passato, in modo direttamente proporzionale al concept proposto: una vera e propria ondata di freschezza. Il brano in questione è una cavalcata epica da associare più agli Iron Maiden che agli Helloween: un mid tempo cadenzato caratterizzati da alcuni stop & go che regalano un groove incredibile alla traccia. In evidenza le due chitarre della premiata ditta Cabri & Benedetti, sempre in primissimo piano.


trickortreat_speciale_2012_0205. Wrong Turn (4 min e 39 sec)

Eccolo qua, il pezzo che deve tutto agli Helloween di Keeper Of The Seven Keys: quadrato, veloce, assassino. Wrong Turn è la traccia perfetta per chi ha amato e continua ad amare i Trick Or Treat di “Paper Dragon” e di “Like Donald Duck”; sfrontato dalla prima all’ultima nota, un vero inno al power metal degli anni d’oro. Menzione d’onore per il nuovo batterista Luca Setti che in questo brano sembra una vera e propria forza della natura, complimenti.


06. False Paradise (4 min e 35 sec)

Primo singolone dell’album e attualmente brano preferito da chi sta curando il servizio. “False Paradise” è basato su una linea melodica stellare, un pezzo che non si distingue certo per la sua velocità ma che focalizza tutto il suo potere dentro un refrain che esplode di continuo, quattro minuti e mezzo che scorrono come fossero due, una parte strumentale centrale che i mostri sacri del genere firmerebbero per inserire nel loro prossimo disco e un coro da favola: vi basta o serve altro?


07. Between Anger And Tears (5 min e 13 sec)

La seconda parte del disco si apre con una traccia fondamentale più per il concept che per la musica in esso contenuta. Introdotta da uno spezzone parlato in italiano, “Between Anger And Tears”, nei suoi cinque minuti abbondanti, non sembra tenere il passo delle migliori sul piano prettamente melodico, ma è pur sempre di alto livello grazie al fondamentale apporto vocale di Alle. Ritornello in ogni caso apprezzabile e sforzo compositivo lodevole.


08. Rabbits’ Hill (5 min e 26 sec)

Ci riportiamo subito nell’olimpo del power metal italiano con la title track che, vi anticipo, avrete modo di ascoltare in esclusiva europea proprio qui su SpazioRock nei prossimi giorni… quindi occhio al player che apparirà sul sito. Cos’è Rabbits’ Hill? E’ l’essenza del power, un concentrato di tutti gli elementi che hanno fatto la fortuna dell’intero genere riassunti in quella che si rivelerà come una traccia priva di difetti. Niente da aggiungere, qui c’è solo da premere il tasto play, ascoltare, abbandonarsi ad un headbanging sfrenato, alzare il pugno al cielo e accompagnare Alle mentre canta il ritornello…


09. The Tale Of Rowsby Woof (3 min e 16 sec)

I FolkStone entrano in soccorso dei Trick Or Treat in questa traccia che ha come epicentro, la cornamusa di Maurizio Cardullo. Nonostante la natura puramente metallica, il pezzo scorrerà leggero come una piuma: il ritornello ha un’essenza mielata, un raccordo armonioso che rilascia un retrogusto delicato nonostante le fondamenta siano marcatamente heavy.


10. SassoSpasso (1 min e 12 sec)

Qui salta fuori l’egocentrismo del simpaticissimo bassista dei Trick Or Treat, Leone Villani Conti, che in quello che sembra essere un brano adatto alla colonna sonora di Super Mario Bros nel buon vecchio Nintendo, si distingue per la sua bravura con lo strumento in oggetto. Dal vivo è da sempre uno dei migliori del gruppo, perché non mostrarlo anche su disco con un pezzo ad hoc?


11. I’ll come Back For You (5 min e 11 sec)

Stiamo per giungere alla conclusione della prima parte del viaggio e ci viene proposto quello che è il brano con la matrice più Rock del lotto. Anche questo, come tutti gli altri, è un pezzo tosto, quadrato, credibile, che si afferma grazie al solito grande gusto per la melodia e per un ritornello atipico ma convincente. Siamo curiosi di sentirlo dal vivo dove, siamo certi, guadagnerà qualche altro punto in più…


12. Bright Eyes

Da non confondere con l’omonima dei Blind Guardian, la Bright Eyes dei Trick Or Treat è una splendida power ballad che va a chiudere in bellezza quello che appare sin da ora come il miglior album della band emiliana. E chissà che qualcuno non si lascerà scappare una lacrimuccia ascoltandola e associando i testi al romanzo di Richard Adams. Dimenticavo: straordinario Simone Mularoni nella produzione finale.


Per ora è tutto, aggiungiamo che i cori sono curati dallo stesso Alessandro Conti, da Sonia Piacentini, da Fabio Dessi (Arthemis) e da Danmagoras (Elvenking) e vi salutiamo comunicandovi che andremo a tirare le somme nella recensione di Rabbit’s Hill pt1, a ridosso dell’uscita del disco. Ringraziamo la band per la collaborazione e l’ospitalità, e Niki & Francesca @ Valery Records.


NB: Vi consigliamo caldamente di leggere adesso, prima dell’uscita del disco nei negozi, il libro “Watership Down” per addentravi come si deve nel concept e nella musica, il divertimento è raddoppiato.




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