Wolfheart
Winterborn [2015 Reissue]

2015, Spinefarm Records
Death Metal

Recensione di Alessio Sagheddu - Pubblicata in data: 05/02/15

Riordiniamo la scrivania e per puro caso ci imbattiamo nei Wolfheart, fino a quel momento nient’altro che vittime cadute nella guerra al disordine. Il primo approccio non è dei migliori, a dire la verità. L’equivocabile moniker ci fa pensare al peggio, è vero. Il timore si fa largo, lascia spazio al pensiero che questa possa essere una scopiazzatura coverizzata e violentata neanche troppo originale di “Wolfheart”, debutto di Fernando Riberio e dei suoi Moonspell.

 

Pericolo scampato. Per noi, certo, ma anche per questi Wolfheart.

 

Dietro a questo moniker in realtà si nasconde un altro personaggio: il polistrumentista Tuomas Saukkonen. La storia di questo “Winterborn”, debutto discografico del musicista finlandese non è certo nuova alle cronache. Parliamo, infatti, dello stesso album pubblicato autonomamente nel 2013 che oggi, a distanza di un po’ di tempo riesce a trovare non solo una ristampa ma anche una sorta di accordo discografico, è, infatti, pubblicato dalla Spinefarm Records, mossa inaspettata forse anche per lo stesso Saukkonen. Questa riedizione è stata poi impreziosita da due bonus track che vanno ad aggiungersi alle nove già presenti nella versione precedente, senza mai intaccare il mood stilistico dell’album. “Winterborn” quindi, nome più che azzeccato per un lavoro cresciuto tra la neve e le foreste della Finlandia; il titolo perfetto per un album che sembra seguire istintivamente i passi di un lupo, mai fin troppo docile ma lontano dall’esser freddo, forse proprio l’animale a cui lo stesso Tuomas s’ispira. Le tracce di maggior rilievo (l’iniziale “The Hunt” ma anche “Routa Pt.2”) si annidano nella memoria fin dall’inizio e svelano ben presto il motivo più che giustificato dietro a questa ristampa: un sound forte, di fattura death, sostanzialmente impostato sull’arpeggio –ora acustico, ora più pesante- ben calibrato tra momenti atmosferici e più movimentati (ne è la prova il finale di “Ghosts of Karelia”) che non denigra affatto alcuni sample violinistici o stacchi pianistici, certo, non sempre in risalto ma parte di un lavoro ben più grande. Dopo aver rimarcato alcune influenze doom di un passato non troppo lontano (“Breathe”), si arriva all’ascolto delle due bonus. Se “Isolation” sembra uscita da una jam futura di un (ancora fattibile?) “Time II” dei connazionali Wintersun, la seconda ripercorre un po’ quello che è stato il percorso argomentato lungo tutta la durata del lavoro.

 

Insomma, dobbiamo dirlo: per una volta ci troviamo di fronte ad una ristampa che vale la pena d’esser ascoltata e non chiusa a riccio dietro facili soluzioni riempitive. Ora, cari lettori, non ci resta che aspettare un nuovo capitolo targato Wolfheart.





01. The Hunt
02. Strength And Valour
03. Routa pt.2
04. Gale Of Winter
05. Whiteout
06. Ghosts Of Karelia
07. I
08. Chasm
09. Breathe
10. Isolation (Bonus Tracks)
11. Into The Wild (Bonus Tracks)

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