Vitja
Digital Love

2017, Century Media
Metalcore

Recensione di Marta Scamozzi - Pubblicata in data: 31/03/17

“Indefinibili”: è il primo aggettivo che viene in mente per descrivere i Vitja. La loro musica è un doom tendente al metalcore che oscilla tra lo spiazzante e l’estremamente scontato. Con queste premesse, dare un giudizio sul loro ultimo lavoro, “Digital Love”, è estremamente difficile. Si passa dall’esserne assolutamente incantati alla noia totale nell’arco di cinque minuti. 

 

“Scum” mischia elementi elettronici a chitarre distorte pesantemente. Complessa e coinvolgente grazie alla sua energia, è caratterizzata da cambi di tonalità repentini. È tuttavia resa facilmente ascoltabile grazie all’orecchiabilità del ritornello.

 

Un esempio lampante dell’eterogeneità che caratterizza “Digital Love” lo si trova in “No One As Master No One As Slave”, che comincia come un pezzo R&B abbastanza banale, e man mano viene condito con un sottofondo arrabbiato in scream e con un doppio pedale. Nonostante le intenzioni originali, ad ogni modo, la realizzazione risulta essere abbastanza piatta.

 

La title-track si piazza tra le tracce più riuscite dell’album. Energica e complicata, rasenta un’evoluzione del nu metal verso il suo lato più prog. Notevole è anche “Six Six Sick”, che inizia in modo incredibilmente coinvolgente: colpisce molto la distorsione sul riff ben definito e sinfonia in sottofondo. Nonostante la struttura di base sia piú semplice rispetto alle tracce precedenti, il pezzo gira intorno ad un ritornello che, pur essendo elaborato, funziona. Rispetto alle altre tracce, inoltre, colpisce l’incisività di alcuni stralci di testo.

 

“Digital Love” è un album di difficile catalogazione: a metà tra il geniale e il pretenzioso, gioca con diversi elementi appartenenti a molti generi musicali, forse troppi. Si tratta sicuramente di un album che necessita di più di un ascolto per essere assimilato e, di conseguenza, giudicato. Superate le prime perplessità, si acquisisce la certezza di trovarsi davanti ad un album interessante, il che, non è poco.





01. SCUM
02. D(e)ad
03. No One As Master No One As Slave
04. Roses
05. Digital Love
06. Six Six Sick
07. The Golden Shot
08. Heavy Rain
09. Find What You Love And Kill It
10. In Pieces
11. The Flood

Additional Tracks

12. I'm Sorry
13. New Breed

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