Halestorm
Vicious

2018, Atlantic Records
Hard Rock, Alternative Rock

Grintoso, genuino e puramente rock: con "Vicious" gli Halestorm continuano la loro carriera senza passi falsi.
Recensione di Mattia Schiavone - Pubblicata in data: 24/07/18

Bella storia quella degli Halestorm. Sembra tanto una di quelle che scaldano il cuore e che tutti i ragazzini appassionati di musica sognano dal momento in cui prendono in mano per la prima volta uno strumento. Sono passati più di vent'anni da quando Lzzy e Arejay Hale (sorella e fratello di soli 13 e 10 anni) iniziarono a suonare chitarra e batteria e, con l'aiuto e il sostegno dei genitori, a registrare le primissime canzoni. La lunga gavetta, iniziata dopo aver conosciuto il chitarrista Joe Hottinger e il bassista Josh Smith, ha portato nel 2009 alla prima pubblicazione in studio, che ha segnato l'inizio del successo mondiale per gli Halestorm. Negli anni successivi la band ha continuato a lavorare duramente, diventando in breve tempo una delle più solide realtà del rock contemporaneo grazie a dischi mai uguali a se stessi, ma sempre genuini e con la stessa energia.

 

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Partendo da questi presupposti, non è una sorpresa che anche "Vicious", quarto album in studio degli statunitensi, si mantenga sulla stessa lunghezza d'onda. Il lavoro si distingue dal precedente "Into The Wild Life" per un approccio meno classico e un sound più moderno, che richiama le prime pubblicazioni della band, costantemente maturata senza perdere la foga di un tempo. Come raccontato dallo stesso Arejay Hale nella nostra recente intervista, la volontà era proprio quella di mettere su nastro tutta l'energia live della band, andando a comporre dodici tracce senza compromessi. I riempitivi sono pressoché assenti e per tutta la durata dell'album veloci passaggi hard rock si alternano alla pura melodia, tra riff heavy e dolci accordi acustici. Come da tradizione, seppur il lavoro di Hottinger e Smith sia sempre lodevole e preciso, il cuore pulsante dell'album è dato dai fratelli Hale. Il vario e fenomenale drumming di Arejay costituisce il motore di ogni singolo pezzo, mentre la voce dell'avvenente Lzzy ricalca e amplifica ogni sfumatura sonora. Ruvida nelle parti più accese, dolce e quasi malinconica a sottolineare i brani più melodici, la frontwoman si concede ancora una volta alla causa del rock senza alcuna riserva, con la consueta grinta e rabbia.

 

Gli Halestorm lanciano il proprio grido di battaglia fin dai primi secondi di "Black Vultures", pezzo dannatamente efficace fatto di riff pesanti e un ritornello catchy e aggressivo allo stesso tempo. Si continua su alti livelli anche con "Skulls", orecchiabile e dal ritmo irresistibile e con il primo singolo "Uncomfortable", i cui riff veloci e martellanti si alternano ad riuscito un break melodico. I tre brani successivi, pur risultando piacevoli, abbassano leggermente la media, mentre si torna su livelli elevati con la perla "Killing Ourselves To Live", in cui i diversi elementi sono in perfetto equilibrio con una folle parte centrale quasi metal. L'urlo feroce viene smorzato dall'ottima ballata "Heart Of Novocaine", nella quale è impossibile non menzionare la performance di Lzzy. "Painkiller" è invece la traccia più heavy dell'intero lotto, uno dei brani che dal vivo non farà prigionieri e mette in ombra la successiva "White Dress". Dopo la title track, prototipo di canzone del quartetto, l'album viene concluso dall'acustica "The Silence", un bellissimo e nostalgico congedo che riporta alla mente l'altrettanto coinvolgente "Here's To Us", traccia finale di "The Strange Case Of...".

 

Con "Vicious" gli Halestorm continuano il loro percorso senza passi falsi, tenendo alta la bandiera del rock e senza piegarsi alle esigenze di mercato. Anche in questo caso, la condotta ammirevole e genuina rispecchia lo spirito del quartetto e quanto ha dimostrato finora, anche dal punto di vista dei testi, che si mantengono sugli stessi standard dei lavori precedenti. L'album sarà sicuramente apprezzato da tutti i fan, che aspetteranno con trepidazione il tour per cantare brani che già da ora sembrano perfetti per la folle atmosfera che si respira durante i concerti della band.





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