New Years Day
Unbreakable

2019, Century Media Records
Gothic Metal

Recensione di Fabio Polesinanti - Pubblicata in data: 04/05/19

Per scegliere un titolo come "Unbreakable", una band potrebbe avere due fondamentali motivazioni. O lasciarsi trasportare dai maggiori cliché che il rock-metal possa offrire, oppure abbandonarsi alla sincerità, e mettere nero su bianco tutte le sensazioni più profonde. Nel caso dei New Years Day, ci si può sbilanciare verso la seconda ipotesi. Essendo stata la carriera della band statunitense irta di difficoltà, questo nuovo lavoro sembrerebbe rappresentare la necessità quasi fisica di riconoscere e celebrare tutti gli sforzi compiuti per giungere a questo traguardo.

 

Cresciuti a pane e MySpace più di una decina di anni fa (anche se tecnologicamente sembrano passati secoli), i New Years Day sono riusciti, anche grazie alla rete, a crearsi una fanbase di discreto livello, salvo poi smarrirsi nel proprio percorso musicale a seguito di problemi interni e numerosissimi cambi di line up, che ne hanno minato certezze e popolarità. "Unbreakable" arriva come quarto studio album della band, che cerca di ricalcare il buon successo ottenuto da "Malevolence", ormai datato 2015. C'era, dunque, una gran voglia da parte di Ashley e compagni di tornare a fare una musica propria, liberi dai problemi e dalle complicazioni interne alla band stessa, e il risultato è ottimamente proposto in queste 12 tracce che navigano tra rock, metal, crossover e gothic molto moderno.


Convivono aggressività e synth moderni in "Come For Me", per un degno e trascinante inizio di disco. Molto interessante è "Missunderstood", pezzo molto maturo che si diverte a giocare con notevoli cambi di ritmo, in maniera molto simile alla title track, in cui si percepisce pathos e voglia di rivalsa, perfetto espediente esplicativo e significativo del senso dell'intero album.
Mentre brani come "Skeletons" e "Done With You" sviluppano un sound moderno che sfocia in un metal orecchiabile con leggere venature pop, troviamo anche momenti in cui i ritmi si fanno leggermente meno veloci e aggressivi, come nella semi-ballad "Poltergeist" o nell'emozionante "My Monster".


Ritroviamo con questo album un gruppo nuovamente compatto, che può tranquillamente dire la sua e che sa mixare molto bene svariate coordinate musicali. Si percepisce come la musica ricalchi completamente l'immagine della frontwoman, l'affascinante Ashley Costello, angelo e demone allo stesso tempo. Grazie a un dualismo giocato anche a livello di immagine in un perfetto mix di aggressività e bellezza, di carezze e pugni decisi allo stomaco, il sound della band riprende vita, vigore, ed è perfettamente riconoscibile attraverso l'essenza così originale della sua leader. Senza inventare nulla di nuovo, e ricordando in alcuni passaggi alcune band più blasonate, come In This Moment o Paramore, che tanto devono anch'esse al carisma, al fascino e alla personalità delle loro cantanti, forse i New Years Day, forti di una nuova stabilità, possono ambire a un successo maggiore di quello ottenuto in questi anni, rilanciandosi a livello di sound e immagine con una nuova e rinvigorita personalità.





01.Come For Me
02.Missunderstood
03.Skeletons
04.Unbreakable
05.Shut Up
06.Done With You
07.Poltergeist
08.Break My Body
09.Sorry Not Sorry
10.My Monsters
11.Nocturnal
12.I Survived

Speciale
Sei valide ragioni per partecipare al Copenhell

LiveReport
Sziget 2019: la 27esima rivoluzione dell'amore - Budapest 07/08/19

Intervista
Twilight Force: Alessandro Conti (Allyon)

Recensione
Equilibrium - Renegades

Recensione
Slipknot - We Are Not Your Kind

LiveReport
Metal for Emergency 2019: Anthrax, Destrage & more - Filago 04/08/19