Two Face Sinner
Spiritual Nemesis

2020, Non Serviam Records
Black Metal

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 20/04/20

Dal Perù con furore: parafrasare il titolo di un celebre cult movie è di grande aiuto al fine di comprendere provenienza e attitudine dei Two Face Sinner. Formata nel 2006 e con due release all'attivo pubblicate dalla locale Austral Holocaust Productions, la band tenta, ora, la prova del nove, facendo uscire il proprio terzo lavoro sull'etichetta olandese Non Serviam Records. "Spiritual Nemesis" sembra possedere i connotati giusti non per inscriversi nella ristretta cerchia dei dischi imprescindibili, ma in quella, altrettanto importante, degli album spartiacque di una carriera: per gli andini, ciò equivale a emigrare finalmente dai patri confini e abbracciare un fetta di ascoltatori limitata non solo alle frange sudamericane.

Artefici, in "Rage Against Gods And Their Prayers" e "Peccatum Originale", di un blackened death arabescato e cruento, imbottito di satanismo sino all'osso, nel nuovo LP il quartetto di Lima inclina maggiormente verso il metallo nero, con qualche concessione melodica in più rispetto al passato e brevi passaggi slam a corredo. Davvero efficace e fantasioso dietro le pelli - straordinari gli affondi al rullante -, Joey Hoyle (Anal Vomit, Raped By Pigs) rappresenta il motore ritmico imprevedibile su cui poggiano le trame chitarristiche intessute dai fondatori Numa e Arún.

Niente di molto originale, dal momento che spesso i riferimenti ai primi Dark Funeral appaiono così forti che non ci stupiremmo se il defunto Blackmoon, con la fugace collaborazione di Jon Nödtveidt, avesse contribuito al songwriting e allo spoken word ("Invoking Evil", "Satanic Altar", "Gods Of The Masses", "Mother Death"). Anche Behemoth Marduk vengono chiamati in causa, soprattutto quando occorre conferire ai pezzi un respiro tra il teatrale e l'orientaleggiante ("God Sun", "Servants Of Blind Faith", "Army Of Me", "Chants Of Hate") o bisogna disseppellire vecchie belluinità militaresche ("Triumphant Satan", "Ode To Destruction"). 

Insomma, "Spritual Nemesis" suona come una buona epitome di storia, interpretata con grande scioltezza e guarnita da un immaginario lirico e iconografico da Santeria. Non chiedete ai Two Face Sinner, però, di rifondare ex abrupto il genere.




01. Invoking Evil
02. Satanic Altar
03. God Sun
04. Servants Of Blind Faith
05. Army Of Me
06. God Of The Masses
07. Triumphant Satan
08. Chants Of Hate
09. Ode To Destruction
10. Mother Death

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