The Divinos
The Divino Code

2013, Valery Records
Crossover

Recensione di Mia Frabetti - Pubblicata in data: 25/04/14

"2050. An Italian-American crime family has escaped from the future where the world is completely controlled by the mafia. They have to return to the present day to carry out a mission to re-string the power; to take back the territories lost to the Chinese crime families and to become the world's biggest gangster superpower. They live by a new code - the Divino Code".

 

Prendete "Il Padrino". I Sopranos. Quentin Tarantino e gli spaghetti western. Il rap, l'elettronica, l'opera e - già che ci siete - anche Paolo Conte. Prendeteli, e poi banalizzateli senza pietà e remora alcuna: il risultato dovrebbe avere le fattezze dello schizofrenico "The Divino Code", la cui presenza sulla nostra scrivania non siamo francamente ancora riusciti a spiegare.

 

Appurato - ahinoi - che no, non c'era nessun errore e l'amaro calice andava bevuto sino in fondo, abbiamo stabilito di chiudere un occhio sulla sconclusionata premessa narrativa di cui sopra, e sforzarci di guardare oltre; ma lo spettacolo offerto, tra luoghi comuni e motti vuoti - un altro "money, power, business, respect" e non avremmo risposto delle nostre azioni, ndr - ha messo a dura prova una capacità di sopportazione peraltro già piuttosto esigua. E cosa dire del crossover che qui assurge a vette orgiastiche e parossistiche, tra beat reiterati sino alla nausea, deboli strofe rap e oscuri lamenti simil-operistici? Lode all'ambizione e al coraggio dei Divinos, soprattutto in un panorama stagnante come quello italiano, e alla loro irriverente interpretazione di "Vieni Via Con Me"; ma il troppo stroppia, e i sintomi di indigestione lo confermano.





01. The Divino Code

02. You Have To Give Respect

03. I Live Just For The Best

04. Doll's Amore

05. Pull The Trigger

06. I Love (The) Dangerous

07. Criminal's Confession

08. It's Wonderful (Vieni Via Con Me)

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