The Vintage Caravan
Gateways

2018, Nuclear Blast
Psych Rock

Gli islandesi tornano a stupire con un nuovo prodotto, dal sound solido e acculturato.
Recensione di Federico Barusolo - Pubblicata in data: 31/08/18

Cari amanti del classic rock di stampo settantiano, cari nostalgici della psichedelia e del suo eterno e felice matrimonio con il blues più crudo. Per voi, che vi commuovete ogni volta che sentite un assolo di Hendrix o un riffone di Jimmy Page, il nord più estremo dell'Europa si sta rivelando una vera e propria miniera d'oro.


Il nostro viaggio alla riscoperta dell'hard rock passa questa volta dalla piccolissima Islanda, che - a dire il vero - con i suoi The Vintage Caravan ci sorprende da quasi una quindicina d'anni ormai. Stavolta il frutto della giovanissima band si chiama "Gateways" e d'altronde, parlando di portali, basta uno sguardo alla copertina per sentirsi immediatamente trasportati nella vulcanica isola scandinava.


Caldo e allo stesso tempo glaciale: così dalla cover si passa a quella che è una delle migliori definizioni per il sound del trio capitanato dal chitarrista, cantante e compositore Óskar Logi Ágústsson, un trio partito dall'amore incondizionato per il prog e giunto ad un mix di influenze incredibilmente variegato, un suono chiaro e diretto. "Set Your Sights" ci mette un secondo a riportare alla mente gli anni della nascita dell'heavy: riff sabbathiani e un assolo che riassume la totale ammirazione di Ágústsson per gli Zeppelin e i Deep Purple.


Immediato è il collegamento, e speriamo che Alexander Örn Númason (batteria) non ce ne voglia, con la corrente vintage nordeuropea, con una particolare menzione per i Blues Pills. Con gli svedesi il paragone diventa inevitabile nel sound di pezzi come "Hidden Streams" e "Tune Out", soprattutto nella chitarra blues a venature leggermente stoner e nelle tastiere. Persino l'influenza dei Ghost si palesa alle nostre orecchie nei cori di "Reset", mentre ispirazioni di oltreoceano sembrano caratterizzare i riff più massicci, della stessa scuola del graffiante blues rock dei Rival Sons.


Anche le radici progressive trovano spazio nell'onirica "Nebula", caratterizzata da un corpo acustico e in cui è dominante la presenza del basso, brano a testimonianza delle ottime qualità di songwriting dei The Vintage Caravan.


"Gateways" è senza dubbio una piacevole conferma, ennesimo prodotto di qualità sfornato sotto la protezione di Nuclear Blast. La cura del suono e l'ottima solidità dei pezzi, unite all'imprevedibilità data dalla vasta cultura musicale della band, rendono l'album al contempo molto diretto e ricco di dettagli da scoprire nei vari ascolti. Molto facilmente vi fermerete a pensare "ehi, ma questa canzone l'ho già sentita", è vero, e infatti sono forse anche troppo chiare le influenze che determinano ogni momento dell'ascolto, ma è anche l'ovvio risultato della dedizione con cui Ágústsson e i suoi pretendono di rendere giustizia ai loro idoli, sull'inesauribile onda di un genere che non hanno certo inventato loro.





01. Set Your Sights
02. The Way
03. Reflections
04. On The Run
05. All This Time
06. Hidden Streams
07. Reset
08. Nebula
09. Farewell
10. Tune Out

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