The Sonora
The Sonora

2018, Believe Distribution Services
Alternative Rock

Si dice che i sogni ci consentano di vivere meglio e noi siamo d'accordo che sognare non costi nulla.
Recensione di Sophia Melfi - Pubblicata in data: 19/03/18

Spinti dalla comune e bruciante passione per la musica, i The Sonora hanno finalmente coronato il loro grande sogno pubblicando l'omonimo album d'esordio, la prima di una lunga serie di soddisfazioni nate dalla necessità di esprimersi, a gran voce, nel mondo della musica contemporanea. Quello de i The Sonora è un universo che esige di evadere e comunicare quante più emozioni possibili attraverso un sound evolutosi nel tempo, ma ben radicato in uno specifico background musicale. La band nasce nel 1999, un'epoca di passaggio fondamentale tra il rock alternativo americano di quegli anni e il pop, un perfetto connubio che costituisce l'essenza dell'album. The Sonora è il sigillo di un lungo percorso e di un nuovo viaggio che la band è finalmente pronta ad intraprendere. Si dice che i sogni consentano di vivere meglio e i The Sonora ci credono fino in fondo, soprattutto in questo nuovo lavoro, in cui a farla da padrona sono emozioni forti e contrastanti di brani concepiti in vari momenti, con influenze diverse e in grado di sprigionare una fortissima energia, anche solo ad un primo ascolto. La musica è la dea che guida la band verso un percorso che, memore dei sacrifici passati, si proietta in una dimensione altra, soggetta alla libera interpretazione dell'ascoltatore. La chiave di lettura di questo lavoro inedito è senz'altro la transizione musicale che esso rappresenta, una continuità e una voglia di guardare oltre, saldamente ancorata ad un passato da cui risorgere senza rimorsi. In The Sonora, la musica è linfa vitale e continuo stimolo per oltrepassare confini ed emozionare chi ascolta.

 

"Rub It" è il brano di apertura dell'album, contrassegnato da potenti ritmiche ben scandite che rimandano subito al sound tipico del rock anni '90, da alcuni denominato "grunge". Chitarre graffianti e voce perfettamente coniugate in un rock ‘n roll vicino alle proprie radici d'appartenenza, si riscontrano anche nella traccia "Override", una vera e propria dedica alla musica, a chi la ascolta e a chi la produce. Il viaggio continua con "Rise", la canzone manifesto del gruppo che, dopo anni di lavoro, è pronta a risorgere e coinvolgere il pubblico trasportandolo in una sorta di dimensione parallela che possa far dimenticare, anche solo per un attimo, la banalità del quotidiano per sognare ad occhi aperti. Dalle vibranti sonorità dei brani precedenti si passa alle melodie malinconiche di "Step Outside Love", una traccia interamente in acustico di un'eloquente intensità comunicativa. Dalla quiete alla tempesta il passo è breve, ascoltando infatti il brano "Desert Sun" si cambia radicalmente prospettiva. Qui, il binomio riff di chitarra-voce acuta alla "Led Zep", funziona alla perfezione, illuminando chi ascolta di una luce intensa. L'atmosfera malinconica continua con "No Fever" e "What Doesn't Feel", tracce dalla struggente emotività, in cui l'ascoltatore è trasportato verso una dimensione intima, dove ognuno può cogliere sfumature e significati diversi. Dalle sonorità più accese è invece l'ultimo pezzo dell'album, "Coming Storm", un inno alla speranza e alla perseveranza. In fondo sognare non costa nulla e se, al giorno d'oggi, potrebbe rappresentare un ostacolo o un pericolo, il rimedio non è sognare di meno, ma sognare di più, perché "è nello spazio e nel tempo di un sogno che è racchiusa la nostra breve vita".  

 

Ascolta QUI lo streaming del disco!





01. Rub It

02. Override

03. Rise

04. Springs Of Sonora

05. Step Outside Love

06. Crash In Event Of Fire

07. Desert Sun

08. Mind

09. Around The World

10. No Fever

11. What Doesn't Feel

12. X.

13. Coming Storm

LiveReport
Firenze Rocks 2019 - Day 3: Eddie Vedder & more - Firenze 15/06/19

LiveReport
Firenze Rocks 2019 - Day 1: Tool & more - Firenze 13/06/19

Recensione
Baroness - Gold & Grey

Intervista
Satan Takes a Holiday: Fred Burman

Speciale
La profonditÓ strafottente dei Tool

Intervista
Crazy Lixx: Danny Rexon