Crossing Eternity
The Rising World

2018, Rockshots
Heavy Metal

I Crossing Eternity si presentano con un piacevole omaggio alla vecchia scuola.
Recensione di Mattia Schiavone - Pubblicata in data: 26/06/18

C'è una dimostrazione vivente della celebre massima "non è mai troppo tardi", e si tratta del chitarrista rumeno Manu Savu, che dopo aver composto alcuni brani ha reclutato il cantante conterraneo Berti Barbera e il batterista svedese Uffe Tillman. I tre (tutti con un'esperienza di quasi 30 anni alle spalle) hanno così formato i Crossing Eternity e in breve tempo hanno registrato i pezzi con lo scopo di dare vita ad un album che rendesse omaggio alla vecchia scuola.

 

"The Rising World" poggia le sue fondamenta sull'heavy metal più classico, accogliendo però al suo interno anche diverse influenze. Il risultato è un disco che, pur non essendo particolarmente innovativo, si lascia ascoltare facilmente grazie ad una buona varietà di suoni e ad una sapiente opera di arrangiamenti. I tre mettono in campo tutta l'esperienza accumulata negli scorsi decenni e sono tutti protagonisti di una buonissima prova.

 

L'opener "Crossing Eternity" è probabilmente il brano più rappresentativo del lavoro, caratterizzato da suoni classici, un ritmo incalzante e un ritornello che si trasforma quasi in un inno. Sulla stessa lunghezza d'onda è tutta la prima parte dell'album, in cui a farsi notare è anche l'inarrestabile e veloce "Sand In The Sky". Le prime novità iniziano a farsi sentire con "Kingdome Come", permeata da influenze folk e diverse parti di flauto, capace di renderla ancora più piacevole. Gli stessi elementi, anche se in versione più pesante, si possono notare anche nei riff che costruiscono la conclusiva "War Of Gods". Tra i pezzi più caotici si segnala invece la devastante "Journey To The End Of Dreams", nella quale riff taglienti e doppio pedale vanno a braccetto, facendo da sottofondo all'ottima prova vocale di Berti Barbera.

 

I Crossing Eternity si presentano sulla scena con un buon primo album. Forse sarebbe stato lecito aspettarsi una produzione meno grezza e dei suoni più puliti, ma quello che viene confermato ascoltando il lavoro è che i musicisti in questione non sono certo dei novellini. Con la speranza che il progetto non naufraghi nel mare del mercato musicale odierno, in futuro la band potrà togliersi qualche soddisfazione.





01. Crossing Eternity
02. Ghost Of A Storm
03. Sand In The Sky
04. High Above The Crown
05. Kingdome Come
06. Embrace Your Voices
07. Journey To The End Of Dreams
08. Winter Poem
09. Haunted
10. Dreams Fall
11. Angles Cry, Rainbows Hide
12. Spirit Of The Forest
13. War Of Gods

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