The Mutual Admiration Society
The Mutual Admiration Society

2018, Favored Nations/Mascot Label Group
Blues/Rock

Questo full-length è perfettamente in grado di appassionare una vasta tipologia di ascoltatori, dal più pignolo dei musicisti al neofita del genere
Recensione di Federico Falcone - Pubblicata in data: 05/03/18

C'era una volta un terzetto d'amici, tutti grandi sognatori e appassionati di blues, country e rock'n'roll. Così descritto potrebbe sembrare l'incipit di un romanzo beat, e invece no, è il prologo al viaggio che ha portato il chitarrista Sterling Ball, il batterista John Ferraro e il tastierista Jim Cox a imbracciare gli strumenti per dedicarsi alla più grande passione in comune: la musica. Quella scanzonata, quella esaltante, quella verace e sanguigna che scorre all'interno delle vene di chi la vive nel quotidiano e di essa si nutre.

 

Con il passare del tempo, il feeling tra i tre è andato consolidandosi sempre più e di conseguenza, inevitambilmente, la necessità di dare concretezza, attraverso un progetto serio e ambizioso, al desiderio di incidere musica originale, frutto esclusivamente del loro talento. Per passione, certamente, ma anche per mettersi alla prova e, chissà, togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Dopo quarant'anni e tanta esperienza accumulata in vari settori artistici, ecco che vede la luce l'omonimo "The Mutual Admiration Society", album in cui i tre compagni sono affiancati da artisti di straordinario spessore come Steve Vai, John Petrucci, Steve Morse, Albert Lee, Steve Lukather e Jay Graydon. Talento ne abbiamo? Avrete già capito che le tredici tracce che compongono l'album sono prevalentemente un concentrato di tecnica chitarristica in cui non vi è un vero e proprio protagonista o un musicista che spicchi sul resto dei partecipanti. "The Mutual Admiration Society" fa dell'omogeneità e della consistenza le armi principali. Alcuni pezzi inevitabilmente si fanno apprezzare più degli altri, come "Cryin'Time" in cui troviamo un fantastico Albert Lee o "Chickin'Up On My Brain". Divertente la cover di "I Want You Back" dei Jackson 5 e "Disney Medley Lookin'" dove John Petrucci si diverte e fa divertire l'ascoltatore.

 

Sin da primo ascolto, risulta palese che il superfluo o l'eccessivo viene lasciato fuori di proposito a vantaggio di un sound più snello e fruibile anche da chi non è un chitarrista. Perché, diciamoci la verità, da artisti come quelli sopra citati sarebbe lecito attendersi assoli lunghissimi e virtuosismi atti a rivendicare la propria competenza dietro lo strumento. E invece no, questo full-length è perfettamente in grado di appassionare una vasta tipologia di ascoltatori, dal più pignolo dei musicisti al neofita del genere.





01. Payday Song
02. The In-Crowd (feat. Steve Morse)
03. Checkin' Up On My Baby
04. Baby Please Don't Go (feat. Steve Lukather)
05. Treat Her Right
06. Sugar Shack (feat. Steve Vai)
07. Memphis AKA Memphis, Tennessee
08. Cryin' Time (feat. Albert Lee)
09. I Want You Back
10. Disney Medley (feat. John Petrucci)
11. Hey Good Lookin' (feat. Albert Lee)
12. Strip Mall Gourmet (feat. Jay Graydon)
13. Heartbroke

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