Piqued Jacks
The Living Past

2018, Autoproduzione
Alternative Rock/Funk

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 29/10/18

Non capita di rado che una band italiana venga etichettata come portatrice sana di un sound internazionale: che si vogliano davvero esaltare le gesta di meritevoli artisti o accusare tacitamente di provincialismo la tradizione nostrana, uscire dai patri confini resta comunque un privilegio di pochi. I Picqued Jacks, gruppo toscano conosciuto più all'estero che nel Belpaese, considerazione quest'ultima suffragata dal cospicuo numero di concerti tenuti negli USA, rappresentano una delle promesse del cosmopolitismo musicale. Da Buggiano ai palchi di mezzo mondo: una rapida ascesa favorita dal talento del quartetto nell'imbastire una proposta dall'indubbia efficacia e pulizia tecnica e dalla scelta di eleggere gli Stati Uniti a primevo territorio d'ispirazione, lasciandosi condurre in egual misura dall'istinto e dalla passione per un alternative rock dal cuore funk.
 
 
Una rotta precisa che il nuovo disco in studio, "The Living Past", conferma appieno, pur con numerose concessioni melodiche in modalità radio friendly che, se da un lato aprono al combo notevoli fette di mercato, dall'altro smussano quelle obliquità strutturali percepite nel precedente "Clim Like Ivy Does" (2015). Basta ascoltare il power pop privo di fronzoli di "Loner Vs Lover", il seducente emocore a là Thirty Seconds To Mars della title track e di "Mount Bonell", la ripresa filologica degli Incubus meno nu metal in "Being Hurt" per rendersi conto del diverso orientamento progettuale: brani ben costruiti e di sicura presa, concepiti ad hoc per colpire all'istante e derivativi per decisione consapevole. 
 
 
Allora, per apprezzare il camaleontismo del gruppo, meglio rivolgersi ai sussurri semistrumentali di P.A.I.N.T., alle chitarre acustiche dell'implosiva "Don't Hope, Believe", alla ritmica scomposta di "Sublunary" e "Dusty Shelves", doppietta nella quale il post grunge e i Red Hot Chili Peppers appaiono rielaborati secondo l'ottica del saliscendi emozionale/adrenalinico: una congerie di blandizie, accordi capricciosi e linee di basso costantemente in evidenza tra cui si insinua la ballad "Eternal Ride Of A Heartful Mind", che cattura senza indulgere in eccessiva dolcezza.
 
 
"The Living Past" sembra quasi contenere nel titolo l'essenza del lavoro dei Picqued Jacks: rivolgere lo sguardo oltreoceano, prendere ispirazione dal meglio degli anni '90 e dei primi duemila e realizzare un album fresco nella resa e moderno nello stile. Operazione riuscita, grazie anche all'aiuto e ai consigli del celebre produttore Dan Weller (Enter Shikari, Young Guns), ma che necessita di ulteriori collaudi e maggiore audacia compositiva: il tempo, per fortuna, è dalla loro parte.




01. Loner VS Lover
02. P.A.I.N.T.
03. The Living Past
04. Eternal Ride Of A Heartful Mind
05. Sublunary
06. Dusty Shelves
07. Being Hurt
08. Mount Bonnell
09. Don't Hope, Believe

 

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