Grave Digger
The Living Dead

2018, Napalm Records
Heavy Metal

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 11/09/18

A ventuno mesi dal poco più che dignitoso "Healed By Metal", i Grave Digger sembrano non conoscere requie: non importa che ad ardere sia il sacro fuoco dell'illuminazione divina o la prosaica necessità di festeggiare i quarant'anni di carriera, il combo tedesco aggiunge un ulteriore tassello a una già nutrita discografia con la pubblicazione di "The Living Dead". Nel 2014 "Return Of The Reaper" aveva segnato l'abbandono dei concept a tema storico dei dischi precedenti per imboccare la strada dello snellimento strutturale dei brani: composizioni semplici e immediate, contenute nella durata e in grado di salvare i nostri da una pericolosa spirale involutiva.


Scongiurato dunque il rischio polpettone, il nuovo album prosegue sulla falsariga degli ultimi due lavori, rivestendosi dell'abituale foggia heavy che i tedeschi maneggiano con consumata esperienza; certo, inutile cercare con il lanternino delle variazioni significative, né manca qua e là qualche sbadiglio, tuttavia l'energia elargita dal lotto riesce comunque a tenere desta l'attenzione per un tempo superiore alle previsioni.
 

Gli anthem "Fear Of The Living Dead", ispirato alla cinematografia di Romero, e "The Power Of Metal", iconico sin dal titolo, mostrano una carica trascinante: il lavoro alle sei corde di Axel Ritt e i cori da adunata bellica, marchio di fabbrica della band, lasciano il segno, mentre Chris Boltendhal riesce a ringhiare con convinzione, pur avviandosi oramai a un fisiologico calo di potenza. E se la cupa badilata "Blade Of The Immortal" pare infondere di teutonica marzialità il classico speed motörheadiano, l'opaca "Shadow Of The Warrior" palesa come l'ensemble perda una consistente porzione della propria relativa freschezza quando torna a cimentarsi in pezzi dalle atmosfere epiche; di colore invece l'inclusione nel platter di "Zombie Dance", vivace polka metallica scritta in collaborazione con i compagni d'etichetta Russkaja, gruppo austriaco dedito a sonorità esotiche.
 

Dimenticate "Tunes Of The War" o "Knights Of The Cross": "The Living Dead" si conferma un prodotto lontano dalle grandi opere del passato, ma rappresenta la perfetta fotografia del discreto stato di forma degli attuali Grave Digger, capaci di costruire pezzi piacevolmente lineari e onesti, a cui si perdonano gli inevitabili scivoloni nel già sentito. Non è ancora arrivato il momento di scavare la fossa.





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