Vanden Plas
The Ghost Xperiment - Illumination

2020, Frontiers Music
Progressive Metal

Una solida trama musicale conclude positivamente il racconto "The Ghost Xperiment" 
Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 04/12/20

Dodici mesi dopo "The Ghost Xperiment - Awakening", i Vanden Plas tornano a raccontare la tormentata storia di un uomo, Gideon Grace, che, alla morte dell'amata Ivy, decide di entrare nel pericoloso mondo della negromanzia. In questa seconda parte, "The Ghost Xperiment - Illumination", le vicende diventano decisamente più movimentate; soprattutto in dirittura d'arrivo, quando il protagonista si trova faccia a faccia con quegli spettri che lo avevano perseguitato per l'intero corso dell'esistenza, la costruzione dell'intreccio riscatta una propria relativa uniformità grazie a un colpo di coda decisamente inatteso. Dal punto di vista prettamente musicale, invece, non si rilevano grosse discrepanze rispetto al disco precedente, se non una lieve tendenza degli alemanni a porre un accento maggiore sulla componente progressive di un sound personale teso alla conservazione del già noto.

Lo sappiamo, la band guidata da Andy Kuntz e Stephan Lill è una macchina da guerra inarrestabile, coinvolta in mille progetti, prodigiosamente integra nella line-up sin dalle origini, e a cui l'etichetta di versione tedesca dei Dream Theater, pur con le debite proporzioni e differenze, sembra calzare a pennello.
 
Nell'album riemergono le caratteristiche intrinseche allo stile stesso del gruppo, tanto da rendere facile l'assimilazione di tale nuovo lavoro al primo capitolo, malgrado la sorprendente evoluzione del plot narrativo. Il songwriting rimane raffinato, la produzione, al solito, risulta certosina nell'evidenziare i minimi dettagli, la partecipazione di Altea (Saltatio Mortis) e Ulli Perhonen (Snow White Blood) contribuisce a variare lo spartito delle linee vocali, ma l'assorbimento dei brani non appare certo semplice. Una trama sonora solida e superba che, tuttavia, guarda dall'alto l'ascoltatore senza concedergli udienza: stretto tra le due articolate suite "When The World Is Falling Down" e "Ouroboros", pezzi fiume nei quali la competenza dei teutonici emerge con forza schiacciante, il resto del platter non provoca emozioni memorabili, a eccezione dell'efficace "Fatal Arcadia", carica di riff à la John Petrucci e di un senso del groove degno dei migliori Metallica.

Sebbene in "The Ghost Xperiment - Illumination" possa mancare la scintilla di un "Beyond Daylight" (2006), i Vanden Plas restano una sicurezza; il loro prog metal melodico, roboante e a caratterizzazione teatrale, anche.




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