Suma
Ashes

2015, Argonauta Records
Sludge / Doom Metal

Recensione di Matteo Galdi - Pubblicata in data: 11/10/15

L'estate è finita, inutile nasconderlo: niente più dunque sole caldo e cielo limpido. Con le piogge e le nubi autunnali ecco il ritorno dei Suma, che ripropongono un loro vecchio lavoro (risalente al 2010) ingiustamente ignorato dal grande pubblico.


Questa sludge metal band svedese, ormai veterana, ha come punto di forza la creazione di avvolgenti atmosfere che sembrano trasporre in musica impressioni Lovecraftiane. Dalle tinte fosche dunque, cupe e a tratti macabre, rese tali da un sound roccioso e monolitico. Il comparto sonoro è caratterizzato infatti da chitarre pesantemente distorte ed abbassate di tono in modo da risultare più gravi, da un drumming compatto e percussivo, primitivo ed efficace nella creazione di ritmi lenti e cadenzati di stampo Doom, mentre le parti cantate non eccedono in tecnicismi ma risultano ricche di pathos.


L'album in sé dunque non è affatto di facile ascolto essendo molto pesante e composto da brani molto, forse eccessivamente lunghi, ma sicuramente la traccia di apertura e di chiusura aiuteranno l'ascoltatore rispettivamente ad entrare ed uscire da questo "polverone metallico" senza far pesare troppo la forse eccessiva ripetitività e staticità dei brani, in quanto entrambe dotate di buona energia ed attacco e composte dalle ritmiche più veloci del lotto. Interessante la traccia centrale "Orissa", di oltre un quarto d'ora, che parte quasi in sordina con le chitarre che eseguono la stessa nota singola che si erge progressivamente andando a creare un vero e proprio "wall of sound", in un brano che inaspettatamente potrebbe risultare una riuscita colonna sonora ma che si perde purtroppo durante il suo lungo corso, a causa della ricerca abbastanza inutile e sterile di spingerlo verso i confini del noise-industrial, lasciando di fatto l'amaro in bocca.


"Ashes" non è decisamente il disco da ascoltare in modo sbrigativo in una giornata frenetica, non il classico disco "usa e getta" da ascoltare alla fermata dell'autobus. Va ascoltato e si lascia ascoltare solamente in determinate occasioni. Come già detto, il punto di forza sono infatti le atmosfere che ne scaturiscono e il sound che i Suma riescono a creare, che non può passare inosservato a chi ama questo tipo di sonorità. La ristampa di quest'anno - con una nuova, splendida copertina ridisegnata in chiave più moderna - è quasi un ultimo appello che strizza l'occhio a chi ha amato gruppi come Melvins e Neurosis e cerca valide alternative.


Chi sa apprezzare quindi il cambio delle stagioni e trova nel cielo coperto dalle nubi e nella pioggia un motivo in più per fare riflessioni potrebbe aver trovato la sua colonna sonora (sebbene sia metal estremo).


A tutti quelli che desistono è consigliato virare su suoni più freschi e spensierati.





01. Headwound
02. Ashes
03. Orissa
04. Justice
05. War On Drugs

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