Sum 41
13 Voices

2016, Hopeless Records
Punk Rock

Imparare a vivere, di nuovo. Il momento del ritorno è giunto.
Recensione di Francesco De Sandre - Pubblicata in data: 10/10/16

All’inizio degli anni 2000 abbiamo fatto molte cose. Alcune di esse mentre andava un pezzo dei Sum 41. Poi l’oblio. E ora l’assolo di “Goddamn I'm Dead Again”: risvegliarsi alla Deryck Whibley. Risvegliarsi nel letto di un ospedale, risvegliarsi nel 2016, l’anno del revival del Punk Rock revival (un risveglio al fianco di Green Day, Blink 182, Good Charlotte e A Day To Remember non deve essere stato per lui così difficile). E dell’uso su larga scala del crowdfunding, metodo che ha reso possibile l’autoproduzione via Hopeless Records – una grande entrata per il roster della label californiana che va così a rafforzare il ruolo di riferimento del e nel genere – del nuovo album di studio.

 

Della convalescenza, dei disagi e degli scontri generazionali se ne è già parlato e se ne parla. Delle conseguenze – prevalentemente creative ed emozionali – che ne conseguono è bello godere. Tasselli di passato e presente si uniscono, unendo fan di differenti generazioni, per celebrare il ritorno di una delle band più amate dai fan del Pop e del Metal. E molto Metal è il ritorno dei Sum 41, dall’attitudine comunicativa al rinnovato assetto con Brownsound, dall’assolo – probabilmente il migliore dell’intera discografia – proprio di “Goddamn I'm Dead Again” alla violenza propagata dal vivo. Come se non bastasse “God Save Us All (Death to POP)” a confermare la presa di posizione sonora.

 

Da sempre legati alle combinazioni numeriche, i Sum 41 giocano con le combinazioni e le scelte che la vita, ad un certo punto, costringe ad effettuare. 10, le nuove tracce, quanto basta per un racconto tra autobiografia e volontà da realizzare in un futuro vicino, tetro ma ricco di speranza sotterranea. 2, gli album del passato di riferimento inoppugnabile da cui emerge il suono di 13 Voices: Screaming Bloody Murder, tanto maturo quanto lungimirante, e Does This Look Infected?, semplicemente tanto. 13, le voci nella testa di Deryck, come demonietti malvagi a torturare l’animo nobile e sensibile di chi è caduto in una trappola da se stesso costruita, ma da cui ora ne esce, esplodendo nella rabbia di tanti anni perduti – o impiegati a riposare, meditare, creare – senza potersi esprimere. SUM 41: un tag, un piacevole ricordo, qualcosa su cui si è sempre potuto contare. Ed ora la targa di una macchina da guerra: bentornati.





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