Stream Of Passion
A War Of Our Own

2014, PIAS
Gothic

Recensione di Alessio Sagheddu - Pubblicata in data: 15/05/14

Era da un po’ che non parlavamo di Marcela e dei suoi Stream Of Passion. E, in effetti, sono trascorsi tre anni dall’ultima release della band olandese/messicana, quel “Darker Days” che, in fin dei conti, aveva dimostrato come gli Stream Of Passion di Arjen Lucassen non se ne facessero più nulla, mettendo in mostra la loro capacità di regalare ottime interpretazioni e una qualità dei brani non sempre riscontrabile in altre realtà anche più blasonate.

 

Consci delle qualità della band, l'assimilazione di questo nuovo "A War Of Our Own" si è presentata in ogni caso come una vera e propria battaglia. Prima caratteristica a spiccare, una volta alzato il sipario, è il modo in cui questo quarto lavoro è stato concepito: abbandonate le magnifiche stanze della Napalm Records, i Nostri hanno iniziato lentamente a incamminarsi lungo le tortuose strade dell'autoproduzione, ottenendo una libertà compositiva libera da compromessi e ruffianerie discografiche. Niente ritornelli facili, niente riempitivi: "A War Of Our Own" è un continuo sprofondare nell’intima, cruda, realtà del nostro animo, un messaggio che non ti strizza l’occhio, ma che cerca invece di lasciare il segno.

Ad accoglierci è un suono maturato, fortificato ancora di più da elementi prog, riff rocciosi, linee di basso studiate e profonde e poi la voce, quella di Marcela, che dimostra a tutte le starlette più o meno celebri, con i suoi continui studi, che non si è mai abbastanza capaci e che c'è sempre tempo e spazio per qualche miglioramento. C’è da dire che, anche in questo capitolo, il pianoforte gioca un ruolo essenziale nel definire ogni singola canzone, ricoprendo un ruolo che prontamente viene capovolto dagli altri strumenti. Del tutto immutato, dunque, l'atteggiamento delicato e romantico ("The Flame Within" ne è la prova) di Jeffrey Revet, qui sognante, sovrumano nel suo tocco (la bellissima “Autophobia”, il fiuto musicale in “The Curse”).

 

La sezione ritmica è varia e movimentata, e lo dimostrano i primi minuti di una “Monster”, che vede schierarsi in battaglia l’intera band, in un susseguirsi di passaggi interessanti tra riff, violini, contrappunti di pianoforte, nell’attesa dell’entrata in campo di Marcela. Decisamente interessante anche la scelta di un singolo di lancio come la title-track, non facilmente assimilabile al primo ascolto, degna traccia quindi per presentare un album sulla stessa linea. Ben riusciti anche gli inserti vocali in spagnolo (ora soft in “Delirio”, ora accompagnati da un ritornello magistrale in “Exile”). Non ce n'è per nessuno quando tocca ad “Earthquake” e “Secrets” supportare un finale degnamente composto e suonato; entrambe presentano un Martijn Peters dietro le pelli finalmente in primo piano, e se la prima nel suo clima post-apocalittico riesce a raggiungere picchi operistici sul finale (Come dire: ehi, a quelle note ci arrivo anche io, ma non imbastisco un intero disco sul lirico!), la seconda non si vergogna affatto nel presentarsi inizialmente come una ballad, per poi esplodere in un bridge ed un ritornello che non potranno farsi dimenticare facilmente. Ma non è tutto: i brividi arrivano sul finale dove i due chitarristi Eric Hazebroek e Stephan Schultz spezzettano ed eseguono insieme un carico, espressivo assolo. Nell’edizione in nostro possesso anche la bonus track "The Distance Between Us", non certo un rimasuglio delle registrazioni, compatta nel suo alternare richiami operistici e plettrate chitarristiche molto valide.

 

Gli Stream of Passion dimostrano, ancora una volta, quanto la loro musica possa andare oltre qualsiasi preconcetto o giudizio affrettato. “A War Of Our Own”, non è un disco che si svelerà a voi con un ascolto superficiale e poco approfondito, di questo siamo più che sicuri, ci abbiamo sbattuto per bene la testa. E non possiamo che tesserne ancor di più le lodi tenendo in considerazione che tra le mani abbiamo il frutto di un’autoproduzione, ben lontano dallo sbrilluccichio delle case discografiche.





01. Monster
02. A War of our Own
03. The Curse
04. Autophobia
05. Burning star
06. For you
07. Exile
08. Delirio
09. Earthquake
10. Secrets
11. Don't let go
12. Out of the Darkness
13. The Distance Between Us (digipack bonus track)

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