Blood Curse
Sorceress

2018, Stormspell Records
Heavy Metal

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 27/12/18

Non soltanto l'Europa, ma altresì gli Stati Uniti mostrano il contagio di una vivace ansia revivalista che chiama in causa i protagonisti principali della NWOBHM: questa volta tocca alle campagne del Kentucky ardere di occultismo e sortilegi grazie alle gesta dei Blood Curse, qualcosa in più di una semplice cover band di Angel Witch e Witchfinder General. Certo, una produzione lo-fi e senza fronzoli, una voce, quella del chitarrista Aaron Franks, priva di grande estensione e che punta, un po' come Kevin Heybourne, sull'espressività e sul carisma, un artwork cartoonesco figlio dell'alba degli anni '80, un inesauribile stock  di refrain, costituiscono i marchi perfettamente (e storicamente) identificabili di "Sorceress". Eppure, se appare palese il forte legame con il movimento metallico nato dopo il crepuscolo del punk, è altrettanto vero che la sua interpretazione elastica permette ai nostri di eludere la fama poco onorevole di monolitico gruppo clone. 
 
 
Un esordio accattivante, dunque, che, dopo un'intro elettronica da Hammer movie, prende il via con un brano, "Isabelle", idoneo a un perpetuo headbanging: tra parate di riffoni pseudo-sabbathiani, linee di basso à la Steve Harris e pattern di batteria iperglutinosi, il pericolo di fratture cervicali non rappresenta, naturalmente, il primo pensiero dell'ascoltatore. Gli assoli melodici della title track e di "Her Spell", di cui si conoscono a menadito metrica e impatto, i molteplici cambi di ritmo di una "Destitute" valorizzata da improvvise accelerazioni proto-thrash, l'hard rock in up-tempo di "Breaking Reality" e "Kill You (Tonight)", baluginano quali fiammelle tremolanti di un'umida segreta: spetta, però, alla coda scarlatta del lotto apporre il sigillo di ceralacca sulla buona qualità dell'album.
 
 
Nel perfetto gioco a incastri di "Conqueror Worm", ove un heavy intimo e quasi timido si balocca con il magick doom dei Pagan Altar, sembra rivivere il fascino ingenuo e suggestivo di un'epoca perduta; la personale versione della celebre "Angel Witch", invece, resa più asciutta e meno cantilenante, acquisisce una nuova modernità, rendendo attuale un Romanticismo da rogo stregonesco. Una coppia di pezzi capace di congiungere passato e presente in un unico e oscuro abbraccio.
 
 
Il solito interrogativo sull'effettiva durata artistica di siffatto genere di operazioni sorge sempre e comunque: tuttavia i Blood Curse si orientano da veterani, declinano il verbo in scioltezza e suonano con una tale trasporto da non aver bisogno di orpelli da studio e urlacci per dichiarare le proprie generalità. Anche dinanzi al tribunale dell'Inquisizione.

 





01. Isabelle
02. Sorceress
03. Her Spell
04. Destitute
05. Breaking Reality
06. Kill You (Tonight)
07. Conqueror Worm
08. Angel Witch

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