Neal Morse
Sola Gratia

2020, Inside Out Music
Progressive Rock

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 08/09/20

"This is my ‘quarantine' album"

L'affermazione di Neal Morse appare alquanto significativa: l'esperto polistrumentista, infatti, è stato orfano in studio di Mike Portnoy e Randy George durante il processo di arrangiamento e registrazione del nuovo disco. Ciascun musicista, compresi Eric Gillette e Bill Hubauer - qui partecipi soltanto in veste di ospiti -, ha inciso sì separatamente e a distanza le varie parti a causa della pandemia, ma su un unico spartito, ovvero quello preparato da Morse stesso: "Sola Gratia", dunque, si ascrive alla produzione solista del songwriter californiano, artifex così prolifico da rischiare il pericolo dell'autoplagio.

L'argomento del concept alla base dell'album non desta sorprese, visto che trattasi di un soggetto religioso: il ruolo del protagonista, ora, tocca all'apostolo Paolo, di cui viene raccontata la trasformazione da spietato persecutore dei cristiani a testimone della fede dopo l'illuminazione divina avvenuta sulla strada per Damasco. Sappiamo che una simile conversione spinse l'artista ad abbandonare gli Spock's Beard nel 2002 e a intraprendere, in parte, una carriera dedicata all'esplorazione di tematiche relative a personaggi ed eventi legati all'ambito della storia sacra. E la presente release, come a costituire un filo rosso confessionale ed esegetico tradotto in note, rivela non pochi punti di contatto, anche nel recupero consapevole di alcuni frammenti compositivi (la melodia portante di "Preface", il riff di apertura di "Sola Intermezzo"), con "Sola Scriptura" (2012), dedicato alla figura di Martin Lutero. Arroganza, confusione, redenzione: malgrado il buon Neal giochi in casa per ciò che concerne il comune percorso verso la Luce delle due personalità, il suo progressive rock di stampo Genesis/Gentle Giant/Yes risulta ancora all'altezza della situazione?

Indubbiamente ci troviamo al cospetto di un lavoro che non viola le caratteristiche delle precedenti opere a sfondo devozionale, malgrado tale adeguamento ne costituisca il limite inevitabile. Più ricco del solito di interludi, tra i quali giova rilevare la dinamica, la profondità e la pura bellezza di "The Overture" e "Warmer Than The Sunshine", il disco, a tratti, tradisce sia una fastidiosa patina edificante ("The Glory Of The Lord"), sia qualche analogia di troppo con lo scorso "Jesus Christ The Exorcist" (2019). In riferimento a quest'ultima considerazione, basta ascoltare le polifonie di "Ballyhoo (The Chosen Ones)" e l'arena song "Building A Wall" per rintracciare evidenti punti di contatto con il recente passato: brani gradevoli, finanche trascinanti, che, però, peccano di vera originalità.

Altrove, invece, lo statunitense mostra una penna di classe e un timbro vocale da brividi, oltre a un pianismo estremamente raffinato: la rilassata "Overflow", la lunatica "Never Change", i toni epici di "Seemingly Silence" e "The Light On The Road To Damascus", il finale paradisiaco affidato a "Now I Can See/The Great Commission", trasudano prog classico, terso negli intarsi strumentali, docile nei cambiamenti di tempo, coinvolgente nei chorus, gospel nello spirito, manieristico nella resa generale. Discorso a parte merita "In The Name Of The Lord", pezzo incalzante, diretto e senza fronzoli, che, non a caso, può fregiarsi del titolo di traccia migliore del lotto.

Pretenzioso e inutile discutere Neal Morse: in fin dei conti "Sola Gratia", pur non brillantissimo, aderisce volutamente ai canoni stilistici definiti all'epoca di "?" (2005). Da allora nessuna alterazione, né percepibili evoluzioni, eppure, complice un minutaggio sostenibile, il platter ottempera alle propria missione. In attesa di un probabile "Sola Fide".




01. Preface
02. Overture
03. In The Name Of The Lord
04. Ballyhoo (The Chosen Ones)
05. March Of The Pharisees
06. Building A Wall
07. Sola Intermezzo
08. Overflow
09. Warmer Than The Sunshine
10. Never Change
11. Seemingly Sincere
12. The Light On The Road To Damascus
13. The Glory Of The Lord
14. Now I Can See/The Great Commission

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