Smashing Pumpkins
Shiny And Oh So Bright, Vol. 1 / LP: No Past. No Future. No Sun.

2018, Napalm Records
Alternative Rock

Recensione di Isadora Troiano - Pubblicata in data: 17/11/18

Tornati sulle scene con una reunion quasi al completo, per gli Smashing Pumpkins è giunto il momento, atteso e temuto, della prova su disco, a quasi 20 anni di distanza da "Machina II/The Friends & Enemies of Modern Music", che è di fatto l'ultimo disco della formazione originale al completo.

 

Super prodotto dal fedele Rick Rubin, "Shiny And Oh So Bright, Vol. 1 / LP: No Past. No Future. No Sun." è un mini album, per la media dei Pumpkins, di sole 8 tracce, che prelude sicuramente a un volume 2 come seguito.

 

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A un primo ascolto generale, è un album piacevole, con un sound inconfondibile, la voce di Billy Corgan come una certezza che riporta indietro di un paio di decadi. L'inizio del disco comprende un trio di brani molto soft: la prima traccia, "Knights of Malta", è un rock leggero e un po' malinconico, con tanto di base di pianoforte ed archi in sottofondo, subito seguito dal singolo, secondo in ordine di uscita, "Silvery Sometimes (Ghosts)". Il sound di questo brano fa subito capire che, per tornare sulle scene insieme dopo tanti anni, nonostante la produzione dei Pumpkins non si sia mai fermata dal lontano 2000, il trio Corgan/Iha/Chamberlin voglia partire da un terreno sicuro, ben esplorato; è un pezzo che ricorda inevitabilmente i Pumpkins degli anni '90, con le chitarre pulite e il ritmo accattivante. Stessa cosa per la successiva "Travels" che, diciamolo, ci riporta al 1993, i viaggi in macchina e le cassettine registrate dalla radio. Scostata la patina della nostalgia, però, questo LP non aggiunge nulla di nuovo, né di diverso. Con il primo singolo estratto, "Solara", il brano migliore del disco, quantomeno si aggiunge un po' di mordente: le chitarre distorte, la batteria martellante e il ritmo incalzante ne fanno un pezzo possente e con un maggiore impatto sonoro. È qui che si vede davvero la qualità degli Smashing Pumpkins, quell'estro che ha ispirato intere generazioni e che li ha resi grandi. Stessa impressione emerge da "Marchin' On", un brano che finalmente riporta la voce più cattiva e iconica di Corgan, fino a questo momento troppo blanda e un po' sottotono. È chiaro che nelle canzoni più arrabbiate e dure, i Pumpkins rendano molto meglio che nel pop svolazzante "With Sympathy" o nel, non riuscitissimo, tentativo di riprodurre la malinconia adolescenziale in "Alienation". Qualche guizzo compositivo in più si trova nell'ultima traccia, "Seek and You Shall Destroy", che combina chitarre ruggenti e una base ritmica serrata che supportano più efficacemente la linea vocale di Billy Corgan.

 

Purtroppo la produzione di Rick Rubin, come del resto è ormai già noto, va a pulire troppo l'intero suono del disco, rendendolo troppo raffinato e uniforme, privandolo di quelle sfaccettature che avrebbero reso il tutto più dinamico, specie nei brani melodici. Questo è testimoniato dalla resa live di queste canzoni che risultano molto più efficaci e coinvolgenti dal vivo, come abbiamo visto qualche settimana fa nell'epico concerto di Bologna.

 

Come già detto, nel complesso è un disco che si fa ascoltare, che scivola via liscio come l'olio. Per i veterani che conoscono e seguono gli Smashing Pumpkins, il "trucco" è facilmente svelato, il rinnovato trio vuole mettere in campo le proprie forze al massimo, con un disco di ottima fattura ma dal sapore un po' troppo nostalgico, mentre magari ascoltatori più acerbi potranno maggiormente apprezzare sia la qualità della musica che l'essenza di una band del loro calibro.





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