Myrath
Shehili

2019, earMusic
Melodic Metal

Un evocativo viaggio nel deserto affiancato all'aggressività tipica del metal.
Recensione di Mattia Schiavone - Pubblicata in data: 03/05/19

Nel diversificato panorama rock e metal attuale, in mezzo a proposte che a primo impatto potrebbero sembrare bizzarre o addirittura fuori luogo, a volte può celarsi un'interessante e convincente novità. È proprio questo il caso dei Myrath, band tunisina che da più di dieci anni coniuga suoni tipici della propria terra con l'aggressività e la tecnica del metal, con un risultato sorprendente. Dopo aver messo leggermente da parte questa commistione di diversi generi con l'ultimo album "Legacy", caratterizzato da un sound più convenzionale e vicino al puro metal melodico, il quintetto ha deciso di incorporare nuovamente le fortissime influenze dalla musica orientale e folk, dando comunque spazio alla melodia. Con queste premesse nasce "Shehili".

 

Come dichiarato dal cantante Zaher Zorgati nella nostra recente intervista, il quintetto ha deciso di seguire la strada che ha ritenuto migliore, anche a costo di scontentare una parte dei fan. Partendo dalla buona dose di coraggio che va riconosciuta a una band che decide con convinzione di rinnovarsi, in questo caso l'obiettivo può dirsi raggiunto. "Shehili" (traduzione di "scirocco") è infatti un vero e proprio viaggio nel deserto, affiancato perfettamente ad un contesto metal occidentale. Le influenze dalla musica orientale sono perfettamente reintegrate e pur non avendo di fronte brani molto articolati, l'album risulta ben scritto e orecchiabile. Pur con le dovute differenze, la formula proposta è simile in tutte le tracce, ma, nonostante questo, i brani non annoiano minimamente, in quanto equilibrati tra pura melodia, inseriti arabi e potenza metal. Su quest'ultimo lato sono incentrate la monolitica "Born To Survive" e "Monster In My Closet", dai riff irresistibili, mentre invece a strizzare l'occhio alla melodia più semplice e orecchiabile è il singolo "Dance", che si rivela comunque un buon brano. Come già specificato, tutti i brani sono caratterizzati da una forte componente orientale, capace di distinguerli e catapultare l'ascoltatore in un'affascinante atmosfera da "Mille e una notte". Questo aspetto viene messo in luce ancora di più in brani come "Iili Twin", con una strofa cantata in arabo, lingua che si adatta molto bene al maestoso sottofondo metal. Tra le altre tracce a mettersi in evidenza è la title track, nella quale diverse suggestioni si inseguono dando vita ad un brano epico e sorprendente.

 

Il "nuovo" volto dei Myrath convince e, nonostante tra i fan più puristi ci sarà chi sbatterà i piedi, "Shehili" è un album che potrebbe ammaliare buona parte dei metallari di mezzo mondo, grazie alla sua freschezza e alla capacità della band di affiancare scenari musicali quasi opposti in modo estremamente efficace. Dopo anni di esperienza, i Myrath dimostrano di saper gestire bene tutti gli aspetti rilevanti di un lavoro lodevole anche dal punto di vista dei suoni e della produzione.





01. Asl (Intro)
02. Born To Survive
03. You've Lost Yourself
04. Dance
05. Wicked Dice
06. Monster In My Closet
07. Iili Twil
08. No Holding Back
09. Stardust
10. Mersal
11. Darkness Arise
12. Shehili

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