Shadygrove
In The Heart Of Scarlet Wood

2018, Rockshots Records
Folk

Recensione di Stefano Torretta - Pubblicata in data: 11/11/18

Se tutti gli album di debutto fossero come “In The Heart Of Scarlet Wood” degli Shadygrove, la qualità media delle attuali produzioni musicali sarebbe di altissimo livello. Purtroppo così non è e dobbiamo invece accontentarci qua e là di piccole gemme che riescono ancora a farci stupire di quello che si riesce ad ottenere con sette semplici note.

La formazione di questo combo totalmente italiano racchiude elementi degli ormai purtroppo archiviati Evenoire - Lisy Stefanoni alla voce ed al flauto -, dei sempre prolifici Elvenking - Fabio “Lethien” Polo al violino e l’ex Simone “Symohn” Morettin alla batteria - e dei Sound Storm - Elena Crolle alle tastiere. A questi si aggiungono altri valenti musicisti come Matteo Comar alla chitarra e Davide Papa (ex Silent Opera) al basso. Vista la provenienza dei singoli membri ci si potrebbe aspettare di aver a che fare con un gruppo folk metal, veloce e pesante, ma la realtà dei fatti è tutt’altra visto che la musica proposta è un folk di ascendenza celtica che rifugge qualsiasi elemento hard o heavy, focalizzandosi invece su strumenti della tradizione e su sonorità molto leggere.

Fin dall’iniziale “Scarlet Wood” l’inaspettato colpisce immediatamente l’ascoltatore: un giro di chitarra che sembra provenire dall’esibizione di un menestrello medievale introduce la dolce voce della Stefanoni che si mostra fin da subito capace di donare ulteriore profondità a composizioni già stratificate di loro. Due elementi appaiono ben evidenti già a partire da questa traccia d’apertura: la cura fin nei minimi dettagli in fase di scrittura e l’estrema duttilità della voce della ex cantante degli Evenoire. Calda, avvolgente, ammaliante, delicata, capace di toccare note alte all’occorrenza, di trasmettere tutta una gamma di sensazioni e sentimenti, è la perfetta manifestazione dell’ideale musicale del combo. Il secondo brano, “My Silver Seal”, incupisce un attimo l’atmosfera colorandola di malinconia ma rende chiaro che l’attenersi ad una struttura ben definita non vuol dire ripetersi senza fantasia. Ogni brano gode di una marcatissima personalità e la presenza di molteplici strumenti rende ancor più vario, stratificato e coinvolgente il suono proposto dagli Shadygrove, senza mai togliere spazio al singolo musicista e donando un perfetto equilibrio che rende l’ascolto ancor più appassionante. Merito questo dell’ottima produzione ad opera di Gabriele Gritti. Trovare una canzone che non sia di qualità elevata è praticamente impossibile. Che sia il gioioso folk irlandese di “This Is The Night” o il ballabile ritmo di “The Port Of Lisbon” o ancora la soffusa coralità di “Northern Lights”, la band sa perfettamente cogliere la migliore unione di musica e voce. Pur puntando molto sull’introspezione e sull’atmosfera rarefatta, i ritmi variano e ci portano in giro per il mondo sia geograficamente che musicalmente. I testi, in modo altrettanto multigeografico, caratterizzano un immaginario che risale alla radice europea di un folklore celtico/scandinavo, intrecciandosi in modo perfetto alle atmosfere sempre sognanti della musica. Le nove tracce scorrono via alla perfezione e invogliano immediatamente al riascolto, complice anche la quantità di dettagli inseriti in ogni singola composizione che difficilmente apparirà nella sua interezza fin dal primo passaggio. Uno scrigno di melodie e sensazioni che si dischiude con grazia davanti all’ascoltatore.

Prodotto alquanto di nicchia, purtroppo, che potrebbe però toccare tangenzialmente anche i fan del metallo pesante che spesso sono abituati a sonorità già vicine al folk. La bravura degli artisti coinvolti e l’elevata qualità del prodotto finale sono comunque in grado di conquistare un’ampia fetta di pubblico.



01. Scarlet Wood
02. My Silver Seal
03. The Port Of Lisbon
04. Eve Of Love
05. This Is The Night
06. Cydonia
07. Northern Lights
08. Let The Candle Burn
09. Queen Of Amber

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