Sabaton
Heroes

2014, Nuclear Blast
Power Metal

Recensione di Marco Ferrari - Pubblicata in data: 09/05/14

Se gli ultimi anni hanno consacrato in sede live i Sabaton come una delle band più amate dal pubblico, è altrettanto vero che per quanto riguarda le produzioni in studio l’ultima uscita risalente al 2012, “Carolus Rex”, aveva delineato una piccola flessione a livello qualitativo. Certo le attenuanti all’epoca non mancarono, se non altro per la quasi totale rivoluzione della line-up che ha visto rimanere nella band, oltre all’indiscusso leader Joakim Brodèn, il solo bassista Pär Sundström, il tutto a ridosso della registrazione dell’album. 
 
Affiatata la ciurmaglia durante una serie di live di assoluto spessore nel quale si era già potuto apprezzare un netto miglioramento a livello tecnico della band, il buon Joakim ha deciso di condividere per la prima volta la fase di songwriting con il resto della band. Il risultato, rappresentato da questo “Heroes” è assolutamente di spessore e rappresenta, a parere di scrive, probabilmente il miglior disco del combo svedese. Se “Carolus Rex” aveva rappresentato un disco formato da canzoni piacevoli, ma un po’ ripetitive nell’ascolto, con “Heroes” si volta decisamente pagina. Il sound torna ad essere fortemente heavy metal (quasi a voler riprendere il discorso interrotto dopo lo stupendo “The Art Of War”) grazie soprattutto all’ottimo lavoro fatto dai due chitarristi, Chris Rörland e Thobbe Englund, capaci di creare riff assolutamente convincenti che ben accompagnano le belle melodie scritte da Brodèn. Il vero punto di forza del platter però non risiete nel semplice, quanto tradizionale, accostamento di bei riff a melodie riuscite (tipico trademark dei Sabaton), ma i cinque vichinghi sono riusciti a donare quel tocco di imprevedibilità che rende ogni brano a suo modo unico.

Se è vero che “Night Witches” rappresenta il classico sound Sabaton all’ennesima potenza, non possiamo che restare quasi stupefatti dinnanzi a “No Bullets Fly”, con la sua cadenza heavy metal, o di fronte all’incedere folk della bellissima “To Hell and Back”, fino alla toccante “The Ballad of Bull”, brano di rara bellezza che mostra un lato emotivo della band fino ad oggi semisconosciuto. In realtà risulta difficile fermarsi qui nel citare canzoni di qualità in quanto ogni brano vive di luce propria e risulta interessante. Provate a sentire il riff di “Soldier of 3 Armies”, o la trascinante melodia di “Smoking Snakes” e penso possiate perfettamente capire a cosa mi riferisco.

Ecco la vera prova di maturità di una band che abbiamo sempre considerato di valore, ma forse fin troppo intrappolata nei propri confini musicali. “Heroes” rompe questi confini e ci regala un disco di spessore superiore, che segna un nuovo livello qualitativo per la band svedese. 




Intervista
Destrage: Paolo Colavolpe

Speciale
Il Rock compie 65 anni: come tutto ebbe inizio

Recensione
Rammstein - Untitled

Speciale
Rammstein: il track by track del nuovo album

Recensione
Whitesnake - Flesh & Blood

Intervista
Extrema: Tommy Massara